Italia modello europeo: a Bari il primo workshop nazionale dei garanti

ROMA – “Il tutore volontario è un volontario puro, non ha un rimborso di lavoro. Va bene che faccia il volontario ma esistono delle opportunità affinché quel tutore che fa un sacrificio di impegno civile venga tutelato per evitare che i minori che arrivano in Italia soli si perdano nei meandri della microcriminalità”. Sono le parole che Ludovico Abbaticchio, garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Puglia, ha pronunciato nel corso del primo workshop nazionale dedicato alle ‘Buone prassi sperimentali finalizzate al miglioramento delle attività di rete promosse dai garanti regionali dell’infanzia e dell’adolescenza’.  All’incontro, organizzato a Bari, partecipano i garanti di otto regioni, tutti impegnati a rafforzare i contenuti della legge 47 del 2017 promossa dall’onorevole Sandra Zampa, vicepresidente del Consiglio italiano rifugiati. I 22 articoli definiscono le misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. “La scelta di affidare la legge ai tribunali per i minori, mettere nelle mani di chi opera in questa istituzione tutta la gestione della legge in tutte le sue parti, mi conforta. Questi ragazzi non sono una categoria, sono come tutti gli altri: così diamo piena applicazione della convenzione Onu sull’infanzia. Nella legge si dice solo che questi ragazzi hanno più titolo a essere protetti”, ha detto Zampa nel suo intervento. “Ieri mi è arrivata una comunicazione di uno studio effettuato a Salisburgo, che evidenzia come il modello italiano – grazie a questa legge – sia un’eccezione in positivo rispetto agli Stati europei che dovranno adottare il tutore volontario, figura fondamentale istituita dalla legge, perché permette ai ragazzi di evitare passi falsi”. “Sono 13mila i minori in Italia, erano 18mila nel 2017: 5mila in meno, sono coloro che hanno compiuto 18 anni e un giorno e capire se sono seguiti con progetti di inclusione o se sono sfuggiti al ruolo istituzionale o se lavorano fa parte del lavoro che faremo”, ha aggiunto Abbaticchio.

“Nel tutore i ragazzi trovano qualcuno che vuol bene loro, qualcuno che ha loro a cuore”, ha evidenziato Zampa e ha sottolineato: “Queste norme però devono essere implementate – perché mancano due decreti attuativi – rispettate e – dove necessario – corrette. Serve ancora lavorarci”. Con l’espandersi del sovranismo e del populismo in Europa, è possibile continuare a lavorare in questa direzione? “Questa legge è stata votata anche dai 5 stelle, che sono la componente di maggioranza del governo e da loro mi aspetto la difesa di queste norme. Chiunque violasse queste norme, oggi violerebbe una legge italiana, ma violerebbe la convenzione Onu e sarebbe sanzionato. Mi aspetto quindi che questa legge venga rispettata e attuata”, replica Zampa.
“La Calabria ha avviato il suo sesto corso per i tutori volontari perché serve maggiore scienza e coscienza per accogliere i minori. Penso che la legge 47 evidenzi la vera inclinazione di questo Paese che è l’accoglienza in un momento in cui bisogna lottare contro la subcultura del respingimento”, ha dichiarato Antonio Marziale, garante per i minori della Calabria.
“I tutore volontari per i ragazzi diventano essenziali, perché con loro stringono rapporti stretti, similari a quelli parentali che creano una familiarità di cui sono deficitari”, ha riferito Daniela Longo, garante della provincia autonoma di Trento. Il prossimo step del workshop, che andrà avanti anche nella giornata di domani, “è la conferenza nazionale dei garanti e poi le varie regioni si confronteranno sulle buone prassi amministrative: questo ci darà un vantaggio enorme perché migliorerà e renderà più omogeneo il lavoro sia politico sia istituzionale dei garanti in tutta Italia”, ha annunciato Abbaticchio.

MINORI NON ACCOMPAGNATI, IN LAZIO CONTINUA LA FORMAZIONE

“In Lazio all’avviso pubblico per formare tutori volontari hanno risposto in 1300. Di questi 700 sono stati formati e 400 hanno aderito alle liste di iscrizione del tribunale per i minori. Il nostro lavoro continua”. Sono i numeri sciorinati da Jacopo Marzetti, garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio, a margine del workshop organizzato a Bari e relativo alle ‘Buone prassi sperimentali finalizzate al miglioramento delle attività di rete promosse dai garanti regionali dell’infanzia e dell’adolesceza’. “Stiamo continuando con la formazione e il supporto ai tutori volontari lavorando con i servizi sociali del Comune di Roma – ha aggiunto il garante del Lazio – perché è necessario che chi svolge questa professione seppure volontariamente abbia l’appoggio delle istituzioni”.

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25 ottobre 2018
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