Ambiente

“Per i Vigili del Fuoco 100 giorni di battaglia in campo aperto, mai più un’estate come questa”


ROMA – “Il 20-25%” degli interventi sugli incendi operati dai Vigili del Fuoco “è stato svolto in straordinario”, ma “in certe giornate chiedere ai comandi di fermarsi per giornate pesanti o incendi in corso è una responsabilità pesantissima, perché chi ha fatto gli straordinari li ha fatti nei boschi in mezzo agli incendi”. Giuseppe Romano, dirigente della direzione Centrale per l’Emergenza e il Soccorso Tecnico dei Vigili del Fuoco, lo dice in audizione alla commissione Ambiente della Camera sul fenomeno degli incendi boschivi che hanno segnato in particolar modo la scorsa stagione estiva, audizione propedeutica a un’indagine conoscitiva sul fenomeno.

Quest’estate i Vigili del Fuoco hanno vissuto “100 giorni di battaglia in campo aperto, in prima linea“, dice Romano, “e sono stati sempre gli stessi a combattere, ma non si possono tenere le stesse persone per molti giorni”.

Ciò detto, “il nostro obiettivo è non vivere più una stagione come questa“, conclude il dirigente VvFf, “occorre che tutto il sistema sia potenziato per evitare di arrivare in situazioni come questa a fronte di una siccità che ha un grande ruolo insieme ai mutamenti climatici”.

Il periodo che va da settembre 2016 ad agosto 2017, infatti, ha visto un incremento dell’impegno dei Vigili del fuoco del 75% per 4 milioni di ore uomo in soccorsi, “ma nello stesso periodo dei 12 mesi precedenti l’impegno era stato di un milione di ore lavoro”. Di queste, “il 20-25% è stato svolto in straordinario, probabilmente- spiega Romano- stiamo ancora elaborando le schede”.

Sempre nel periodo che va da settembre 2016 ad agosto 2017 i Vigili sono stati impegnati “per 239mila ore a fronte delle 90mila ore” dei 12 mesi precedenti sugli incendi di vegetazione”, prosegue il dirigente VvFf.

“Alcune regioni spiccano per l’incremento”, continua Romano, “in Abruzzo +1.400%, e pesa moltissimo l’incendio sul monte Morrone, ma c’è anche il +600% delle Marche, il 500% in più del Molise e il 400% in più della Basilicata: l’unico decremento si è registrato in Friuli Venezia Giulia, con un -20%”.


ORA PRESENZA ANCHE NEI PARCHI, FAREMO PROPOSTE

Secondo Romano “non si può far passare a Vigili del Fuoco un’altra stagione” estiva come quella appena trascorsa, che li ha visti dal 15 giugno al 30 ottobre “affrontare 101.300 incendi di vegetazione”. Il fatto è che “se le stagioni sono queste, il problema non è solo dei Vigili del Fuoco ma del sistema Paese” visto che “con il nuovo clima vanno affrontate anche le alluvioni“.

Non si può affrontare tutto con i Vigili del Fuoco, scoppieremmo“, sottolinea Romano.

“Non si può far passare ai Vigili del Fuoco un’altra stagione come questa- spiega il dirigente- un caso eccezionale va bene ma se il cambio è strutturale e le estati saranno tutte così si deve ripensare la presenza del Corpo sul territorio, andando a coprire anche le aree non urbanizzate, come i parchi: abbiamo già avuto incontri con il ministero dell’Ambiente e faremo proposte”, perché “non eravamo nei parchi ma le cose sono cambiate”.


RISCHI CANADAIR, SERVE NORMA SU SEGNALAZIONE OSTACOLI

Nel corso dell’estate il Corpo dei Vigili del fuoco ha subito “tre incidenti aerei” perché, spiega ancora Romano, “per tre volte un Canadair ha preso dei cavi, degli elettrodotti”. E’ quindi necessario “affrontare il tema degli ostacoli ai voli a bassa quota”, si tratta di “un problema solo dei Vigili del Fuoco” che volano bassi per le operazioni di spegnimento dei roghi “e non c’e nessuna norma che imponga di segnalarli”.

“Non ci sono solo gli elettrodotti” a far rischiare i Canadair e i loro equipaggi, “ma anche le funivie per legna sui lati delle montagne”, aggiunge Romano, “ma nessuna norma impone di segnalare questi ostacoli, e sarebbe opportuno introdurla“.

Si tratta, dice il dirigente VvFf, di una “necessità molto forte”, perché “quei momenti in cui si attende di sapere della sorte del pilota non li auguro a nessuno”.



DEVONO CRESCERE FLOTTE AEREE REGIONALI, DA NOI SOSTEGNO

Secondo Romano, per la lotta agli incendi boschivi si dovranno “far crescere le flotte aree regionali”, certo, “ci rendiamo conto che le Regioni non hanno le competenze indispensabili ma diamo la nostra disponibilità a fornire tutto il supporto necessario” perché “riteniamo siano le flotte regionali a dover crescere”.

Vi sono dei precedenti positivi in questo senso. “Ad esempio in Liguria la Regione ha comprato un elicottero e noi abbiamo fornito tutto il supporto tecnico necessario perché la Regione riuscisse a gestirlo con i propri soldi”, spiega Romano.

 

25 ottobre 2017
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