A Roma furia commercianti contro preferenziale via Eritrea

ROMA – “Se i lavori per il posizionamento del cordolo riprenderanno, noi daremo battaglia”. Giornata di rabbia mista a stupore per i commercianti di viale Eritrea che a distanza di 24 ore dall’avvio dei lavori per il posizionamento del cordolo di protezione della corsia preferenziale, che poi saranno estesi a viale Libia, oggi continuano a dire no al progetto del Campidoglio.

Dopo il primo tratto di ‘recinzione’ lungo una decina di metri, posizionato ieri mattina sul lato di piazza Annibaliano, direzione Piazza Sant’Emerenziana, oggi tutto tace. “Qui stamattina non è venuto nessuno“, racconta una commerciante, “ieri c’erano gli operai e la Polizia municipale, oggi non si è visto nessuno. Che sia successo qualcosa?”, si chiede speranzosa. Uno stop ai lavori tutto da chiarire, che non placa comunque la rabbia degli esercenti della via dello shopping del Quartiere Africano.

Siamo pronti a raccogliere le firme e a portarle in Municipio se non fermeranno questa follia”, racconta un negoziante di zona, che spiega: “Con questo cordolo blindato nessuno potrà più fermarsi qui davanti per far scendere qualcuno, neanche per 5 minuti. Temiamo una ripercussione sugli affari. Senza parlare del problema legato al carico e scarico merci dei nostri fornitori”. Teoria non condivisa da molti altri negozianti: “Non passi il messaggio che qui vogliamo le auto in doppia fila“, chiarisce la titolare di un negozio di oggettistica.

“Viale Eritrea così com’è- spiega- con una sola corsia centrale, auto parcheggiate su un lato e preferenziale dall’altro non è pensabile. Basta che un auto esca dalla sosta, o un mezzo si fermi per far scendere qualcuno e qui si rischia la paralisi. Il comune scelga: o i parcheggi a centro carreggiata o la corsia preferenziale“. E mentre rabbia, dubbi e stupore continuano a confondere i negozianti di viale Eritrea, le auto in doppia fila si moltiplicano. Chi scende per andare al bar, chi entra frettolosamente in un negozio di abbigliamento, chi si ferma, scende e si guarda attorno. Altre due auto, con la targa ‘CD’ del Corpo Diplomatico, sono parcheggiate in una delle poche aree di scarico merci e un negoziante confessa: “Quelle auto sono parcheggiate lì da due giorni, qui è una giungla e i cordoli non ci salveranno”.

25 settembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»