Mattarella al Csm: “Magistrati rispondono alla legge, non a pubblica opinione”

ROMA – “La magistratura non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetto soltanto alla legge”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al Quirinale di commiato dei componenti uscenti del Consiglio Superiore della Magistratura e di presentazione dei nuovi componenti e seduta di insediamento del Csm nella nuova composizione.

Secondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “l’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa- come tante volte è stato ricordato- orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche nè, tantomeno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte. Sono invece doverose la credibilità e la trasparenza” dell”agire della magistratura “che possono essere rafforzate anche da una adeguata comunicazione istituzionale. E’ pertanto auspicabile che si prosegua nella direzione intrapresa, che appare idonea a tutelare anche i singoli magistrati da sovraesposizioni cariche di pericoli e che non si rivelano utili”.

“PRINCIPIO INDIPENDENZA CARDINE DEMOCRAZIA”

“Il Csm è lo strumento, previsto dal Costituente, per dare concretezza al principio di indipendenza della giurisdizione, principio che costituisce un cardine della nostra democrazia”, dice Mattarella durante la cerimonia al Quirinale. “Presiedere il Consiglio Superiore- sottolinea Mattarella – è uno dei compiti al quale, come capo dello Stato, presto maggiore attenzione perché attraverso di esso si realizza la sintesi, individuata dall’Assemblea Costituente, per rendere la magistratura un ordine autonomo e, al contempo, elemento fondamentale dell’assetto democratico della Repubblica”. Il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio “non rappresenta un privilegio ma una funzione di garanzia e, al contempo, di grande responsabilità per le sorti dell’equilibrio fra i poteri costituzionali”.

“I GIUDICI VANNO SELEZIONATI PER MERITO”

La scelta dei dirigenti degli uffici giudiziari, uno dei compiti assegnati al Csm, ”deve avvenire avendo come riferimento fondamentale l’attitudine direttiva. Non è possibile compiere valutazioni sganciate dalla reale verifica dei meriti professionali, perché ciò comporterebbe un rischio per la credibilità, l’autorevolezza, il buon andamento dell’ordine giudiziario”, afferma ancora Mattarella durante la cerimonia al Quirinale.

”Il sistema funziona bene soltanto se i dirigenti sono selezionati effettivamente secondo criteri oggettivi e verificabili– aggiunge il capo dello Stato- il terzo comma dell’articolo 107 della Costituzione, disponendo che i magistrati si distinguono tra loro soltanto per diversità di funzioni, afferma il principio di ‘indipendenza interna istituzionale’. Proprio questa pari dignità postula che vengano riconosciute e valorizzate le qualità umane e professionali necessarie per lo svolgimento di delicati ruoli di servizio, come vanno correttamente in tesi gli incarichi direttivi e semidirettivi. Proprio il buon esercizio del governo autonomo deve consentire di fare emergere le capacità organizzative indispensabili per individuare il miglior dirigente dell’ufficio da assegnare. Sono le garanzie poste a presidio della magistratura a consentire al suo organo di governo autonomo di compiere scelte libere da ogni forma di condizionamento in tutte le decisioni di sua competenza”.

25 settembre 2018
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