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Colombia, accordo definitivo di pace tra Governo e Farc

160824_banner_ELdiaHAllegadoBOGOTA’ – E’ stato raggiunto nella notte l’accordo definitivo di pace tra il governo della Colombia e le Farc. Si chiudono così quattro anni di negoziati di pace avviati a l’Avana, ora non resta che la ratifica del documento da parte del popolo colombiano tramite una consultazione elettorale.

L’accordo finale è stato siglato dai capo-negoziatori delle due delegazioni, Humberto de la Calle per il governo e Luciano Marin Arango, alias ‘Ivan Marquez’, per le Farc così come gli ambasciatori di Cuba e della Norvegia, paesi garanti per il processo di pace.

I punti dell’accordo finale, che costituiscono un documento di circa duecento pagine negoziate fino all’ultima virgola, sono stati letti in una cerimonia presieduta dal ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez e dati in copia sia ai due paesi garanti che al Cile, al Venezuela e all’Onu.

I punti generali dell’accordo sono raggruppati sotto le seguenti voci:

Riforma rurale integrale; Partecipazione politica; Apertura democratica per costruire la pace; Tregua e ostilità bilaterali definitive e abbandono delle armi; Soluzioni per il problema delle droghe illecite; Vittime; Meccanismi di attuazione e verifica.

Una volta reso pubblico l’accordo passerà al Congresso della Colombia che si prenderà cura di mettere in vigore le disposizioni legislative per l’attuazione del documento e di indire un plebiscito in modo che i colombiani possano avere l’ultima parola. In parallelo, i guerriglieri convocheranno una conferenza interna ai loro ranghi per chiedere l’approvazione dell’accordo per l’accordo.

Sul sito della Presidenza della Repubblica colombiana (http://es.presidencia.gov.co/Paginas/portada.aspx) un video intitolato ‘Adios à La Guerra’ ripercorre più di trent’anni di tentativi fino alla firma del 23 giugno.

Soddisfatto il Presidente Santos “Oggi finalmente abbiamo raggiunto un accordo finale definitivo e completo per porre fine al conflitto armato con le Farc che consegneranno le loro armi alle Nazioni Unite, attraverso un programma precedentemente annunciato, entro sei mesi. Questo significa che le Farc cesseranno di esistere e diventare un movimento politico senza armi”. Santos ha sottolineato che chi si è macchiato di crimini gravi sarà comunque oggetto di indagini, “perseguito e punito con limitazioni personali. Chi non dirà la verità e non contribuirà a compensare le vittime farà vent’anni di prigione”.

di Silvio Mellara

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25 agosto 2016
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