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Sinistra, lo sfogo di Pisapia: “Non ne posso più di Mdp..”

Giuliano_PisapiaROMA – “Ora basta, mi sono scocciato“. Giuliano Pisapia arriva a Roma a meta’ mattina. Nella Capitale ha in programma un incontro con gli amministratori locali a via Cavour e poi il faccia a faccia con Roberto Speranza sulla cabina di regia del nuovo soggetto politico.

Ma dopo aver letto sui giornali le posizioni di Mdp, fitte di richieste, di critiche, ivi incluse quelle sull’abbraccio a Maria Elena Boschi, l’ex sindaco di Milano non ha piu’ voglia di incontrare gli ‘alleati’. Disdice la riunione con Mdp, e prima di riprendere il treno per Milano fa in tempo a incontrare una stretta cerchia di parlamentari piu’ vicini.
“Non ne posso piu’: non accetto che io debba dimostrare il tasso di antirenzismo a ogni pie’ sospinto. Non siamo tra bambini, e non ho intenzione di passare il tempo a giustificarmi”, dice a chi ne ha raccolto lo sfogo, secondo quanto apprende l’agenzia Dire.

Quando si confida ai suoi Pisapia e’ consapevole che il rapporto con gli ex Pd e’ piu’ che logoro. Solo una settimana fa la decisione di andare avanti insieme, secondo il principio della non sommatoria tra le forze politiche e dell’alternativita’ al Pd. Ora tutto sembra tornare in discussione: si riparla di tessere, di federazione tra soggetti politici, di primarie interne per contarsi e di un’identita’ politica definita in contrapposizione al Pd. “Se la strada che qualcuno immagina e’ questa, sia chiaro, non e’ la mia“, dice Pisapia a chiare lettere.

E tuttavia Pisapia non ha intenzione di mollare. Da questo punto di vista l’annullamento della riunione di oggi, spiegano fonti a lui vicine, e’ stato l’estremo tentativo per provare ad andare avanti insieme. Ma sul tavolo ci sono questioni non secondarie.

‘Insieme’, l’iniziativa del 1 luglio a piazza Santi Apostoli, e’ stata vissuta da tanti come un arretramento rispetto al progetto originario di Campo progressista. Prova ne sono state le bandiere, di cui Mdp-Articolo1 ha riempito la piazza. Si era deciso di non fare della manifestazione l’occasione per l’ennesima conta interna alla sinistra. E invece non e’ stato cosi’. Ed ora a quelle bandiere si aggiungono le tessere. Quindi l’ipotesi di un congresso prima delle elezioni. E finanche l’ipotesi di primarie come strumento per definire le gerarchie interne.

Ai suoi Pisapia ha ribadito di non temere le primarie, che peraltro ha vinto quando si candido’ a sindaco di Milano. Ma le primarie hanno un senso quando sono primarie di coalizione. E se a settembre si raggiungera’ un’intesa su una modifica della legge elettorale che rimetta in campo la coalizione, sara’ il primo a chiedere che le primarie si facciano tra Pd e Campo progressista. Ma ora, spiegano fonti vicine all’ex sindaco, sarebbero una ‘farsa’.

Tra i parlamentari a lui vicini qualcuno immagina che la polemica estenuante nei suoi confronti sia un modo per indurlo ad abbandonare. “Ma non sara’ cosi’- chiariscono – se lo tolgano pure dalla testa. Giuliano non molla“.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

25 luglio 2017

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