Ustica, Bonfietti: “Indagine avanza, manca l’ultimo tassello”

BOLOGNA – “So, e lo dirò in altre sedi, che la magistratura sta continuando a lavorare, dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga del 2008 e quelle del marinaio americano che ha detto che quella sera furono abbattuti due aerei libici su ordine del suo comandante”. E questo significa che “i magistrati, non chiudendo l’indagine che invece sembrava dovesse terminare entro l’anno, hanno in mano altri elementi“, motivo per cui “credo che davvero si stia arrivando a scrivere tutta la verità” sulla strage di Ustica, di cui mercoledì ricorre il 38esimo anniversario. Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del disastro aereo in cui morirono 81 persone, ostenta un cauto ottimismo sulla possibilità che si possa fare chiarezza una volta per tutte su chi abbatté il Dc9 Itavia il 27 giugno 1980. Presentando, a Bologna, una serie di iniziative legate alle commemorazioni per il 38esimo anniversario della strage, Bonfietti tiene a sottolineare che “sappiamo con certezza dal 1999, vale a dire dalla sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore, che il Dc9 è stato abbattuto in un episodio di guerra aerea, perché quella sera c’erano, in quei cieli, aerei militari di Paesi alleati”. Tant’è vero, prosegue, che “da allora sono state emesse numerose sentenze civili che obbligano i ministeri dei Trasporti e della Difesa a risarcire l’Itavia e i parenti delle vittime”.

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Ora però “bisogna aggiungere l’ultimo pezzo di verità, perché bisogna sapere chi ha abbattuto l’aereo: è un problema di dignità nazionale e di difesa dei propri diritti”. Sul punto, osserva Bonfietti, “oggi si sa che o gli americani o i francesi erano in cielo, e come tutti gli anni chiedo uno sforzo diplomatico e politico per arrivare alla verità“.

Andremo avanti chiedendo al Governo e alla diplomazia posizioni politiche forti nei confronti dei Paesi alleati che ci hanno raccontato tante balle

Da parte loro, fa sapere la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, “noi andremo avanti chiedendo al Governo e alla diplomazia posizioni politiche forti nei confronti dei Paesi alleati che ci hanno raccontato tante balle”, in attesa di conoscere gli esiti delle verifiche della magistratura sulla veridicità delle dichiarazioni del marinaio della portaerei americana ‘Saratoga’, che “speriamo possano essere fatte nel breve-medio periodo”. 

E proprio nell’ottica di arrivare sempre più vicini a conoscere tutta la verità, annuncia Bonfietti, “noi proseguiremo il nostro lavoro per mettere insieme altri elementi: due anni fa abbiamo organizzato un convegno su quanto avveniva in quel periodo nell’area mediterranea, e nei primi mesi del 2019 vorremmo farne un altro centrato sulla situazione italiana del periodo”. 

Infine, la presidente dei familiari delle vittime ribadisce la propria amarezza per il fatto che la desecretazione dei documenti sulle stragi voluta dal Governo Renzi non abbia fornito nuove informazioni sulla strage. La desecretazione, afferma infatti Bonfietti, “ci aveva dato grande soddisfazione, ma in questi anni abbiamo notato più volte che sta avvenendo con scarsa efficienza. Non sappiamo- attacca- se questo accada dolosamente o colposamente”, ma se “non si trovano elementi coevi sulla vicenda al ministero dei Trasporti o della Difesa è tragico, e fatico a credere che lì nessuno abbia registrato alcunché di quella notte e di quei giorni”, anche se “dai dati consegnati per effetto della direttiva Renzi non c’è nulla su Ustica, così come non c’è nulla della Prefettura di Bologna”. Questo però, conclude la presidente dell’associazione, “è un discorso che magari farò il giorno dell’anniversario, per essere ancora più chiara su questi aspetti”.

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25 Giugno 2018
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