Veneto

Obesità, nasce in Veneto il percorso di cura multidisciplinare

convegno padovaPADOVA – “L’obesità è una malattia, non è un fastidio di carattere estetico: questo importante passaggio culturale e clinico è ormai da anni al centro dell’attenzione di medici, centri di cura e ricerca, associazioni di pazienti, istituzioni, farmacologi. Ne consegue che l’obesità non si cura per ‘essere più belli’, ma per vivere più a lungo – visto che gli obesi hanno un’aspettativa di vita ridotta del 25% rispetto ai soggetti normopeso – contribuendo così ad evitare malattie cardiache, scompensi respiratori e diabete cui sono soggette le persone sovrappeso”. Con queste parole Roberto Vettor, direttore della Clinica Medica all’Università di Padova e tra i massimi esperti nella cura dell’obesità, ha focalizzato in un simposio tenuto a Padova, l’approccio più avanzato, corretto ed adeguato alle problematiche delle persone in sovrappesto.

“L’alta complessità clinica e le comorbilità connesse all’obesità- ha proseguito Vettor- rendono necessario un approccio multidisciplinare: per questo il Veneto ha avviato, prima regione in Italia e in Europa, un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che si propone come modello di riferimento per la gestione completa e integrata della malattia”.

Al simposio, a cui hanno partecipato tutti i massimi esperti nazionali di problematiche legate all’obesità – dalla chirurgia bariatrica alla nutrizione, dalla medicina dello sport alla medicina generale – è stato presentato il “modello rete veneta”, un approccio inedito che coinvolge una gamma vasta di professionalità che vanno dallo psicologo clinico al chirurgo bariatra, dal pediatra all’infermiere, dal medico di medicina generale all’internista, tutti coinvolti in team interconnessi ed orientati ad una gestione puntuale degli outcames clinici. L’impostazione del Percorso Terapeutico Diagnostico Assistenziale avviato in Veneto è quella di Hub (con due centri regionali a Padova e Verona) and Spoke (con cinque ospedali su tutto il territorio) e tende a favorire, come sottolineato da Mirto Foletto, del Centro Regionale per lo Studio e trattamento del’Obesità, “interdisciplinarietà, processi virtuosi, unviersalismo nell’accesso, sostenibilità, razionalità economica, riduzione dei rischi, responsabilizzazione delle figure professionali, promozione della continuità assistenziale”.

Proprio il passaggio di una logica di “episodi di cura” ad un approccio basato su “percorsi di cura e assistenza” è quello che più ha colpito nel PDTA Veneto, al punto da essere plaudito anche dai rappresentanti dell’industria dei medical device, presenti con Giuseppe Battente, direttore della business unit di tecnologie avanzate di una nota multinazionale europea, che ha sottolineato come i grandi brand abbiano ormai “superato la logica del prodotto per entrare nella più rilevante progettazione di percorsi di benessere e salute, all’interno dei quali possono essere valutati in modo nuovo i prodotti a maggiore responsività”.

Di fronte a questo modello innovativo, le reti dei pazienti applaudono e ritrovano speranza: “L’avvio di una rete che si prenda carico in modo interdisciplinare delle nostre problematiche e terapie ci fa ben sperare”, ha detto Marta Bonigolo, paziente e presidente dell’associazione di cittadini Giro di Boa, “Soprattutto ci offre una sicurezza personale e professionale in un periodo in cui i cittadini sono bombardati da proposte, anche online, di qualità non verificabile da parte di sedicenti guaritori o di prodotti pseudo-farmacologici. Abbiamo bisogno di sapere che ci stiamo mettendo in mani capaci e sicure: la Rete Veneta può essere un modello per tutta Italia proprio nel ridare fiducia a persone che a volte la fiducia nel SSN l’hanno già persa”.

25 giugno 2016
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