Nuovo codice appalti, Vaccarino (Cna): “Sistema più trasparente e legale”

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GENOVA – “Abbiamo accolto con grande piacere e abbiamo anche contribuito alla formulazione del nuovo codice degli appalti. Ora si tratta di definire le linee guida che sono per noi importantissime perché definiranno meglio come gli enti pubblici dovranno fare gli appalti”. Lo afferma alla “Dire” il presidente nazionale della Cna, Daniele Vaccarino, al termine della tavola rotonda che si è svolta questa mattina a Genova sul codice degli appalti. “Abbiamo voluto fare questo convegno in Liguria, dove il problema della corruzione e dell’illegalità è stato più volte sollevato dalla Cna- spiega Vaccarino- per cercare di aiutare a costruire un sistema che consenta alle piccole imprese di partecipare agli appalti e parteciparvi sapendo di agire nella legalità, tranquillamente e avendo anche un aiuto al superamento della grave crisi economica che abbiamo”. Il presidente precisa che “la maggior irregolarità degli appalti liguri rispetto alla media italiana non significa obbligatoriamente che dietro ci sia illegalità. Noi crediamo che approfittando del nuovo codice per gli appalti e delle nuove linee guida ci sia la possibilità per le piccole imprese di poter partecipare agli appalti sapendo di lavorare in trasparenza, che significa anche che se un’impresa viene esclusa da un bando deve saperne le motivazioni e avere accesso trasparente alla documentazione anche perché così potrà imparare per il futuro”.

vaccarino_daniele_cnaVaccarino ricorda anche quali siano i nodi principali su cui la Cna vuole porre maggiore attenzione. In particolare, “l’obbligo della suddivisione in lotti delle gare d’appalto, l’aumento del numero di operatori economici invitati alle procedure negoziate, il limite del 30% della quota che può essere oggetto di subappalto, il pagamento diretto da parte della stazione appaltante dei subappaltatori nel caso siano micro e piccole imprese”. Inoltre, viene chiesta una concretizzazione del concetto della rotazione delle imprese vincitrici delle gare pubbliche “perché non vogliamo che si assista al fenomeno che poche imprese prendano sempre i soliti appalti“. Vi sono, poi, anche quelle che il presidente della Cna definisce “occasioni mancate” all’interno della nuova normativa, ovvero “il mancano innalzamento della soglia per l’iscrizione obbligatoria alla Soa e alla mancata eliminazione dell’obbligo di verifica dell’incidenza della mano d’opera nel Durc”. Per questo motivo, mentre si attendono le linee guida definitive con il coinvolgimento anche delle associazioni delle piccole imprese, Vaccarino auspica “uno sforzo, un colpo d’ala, per garantire al mercato maggiore trasparenza. Una trasparenza indispensabile per evitare l’inquinamento da corruzione. Una trasparenza che possa contribuire a far diventare la pubblica amministrazione, in particolare nei rapporti con le imprese, quella casa di vetro che tutti sogniamo, unica ricetta per allontanare finalmente la corruzione che fa male alla concorrenza e alla qualità delle opere e degli approvvigionamenti pubblici”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

25 Maggio 2016
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