In Europa il 96% dei siti di balneazione è in regola, Italia raggiunge l'eccellenza nel 90,5% dei casi - DIRE.it

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In Europa il 96% dei siti di balneazione è in regola, Italia raggiunge l’eccellenza nel 90,5% dei casi


© Peter Kristensen

ROMA – Nel 2015 il 96,1% dei siti di balneazione – mari, laghi e fiumi – monitorati nell’Unione europea rispettavano gli standard minimi di qualità delle acque. Lo dice la relazione annuale sulle acque di balneazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) e della Commissione europea valuta la qualità delle acque di balneazione nel 2015 e indica dove si presume che sarà buona nel 2016.

La relazione riporta le analisi dei campioni di acqua prelevati in oltre 21mila siti di balneazione costieri e interni presenti su tutto il territorio dell’Ue (5.518 dei quali, un quarto del totale, sono in Italia), ma anche in Svizzera e in Albania e precisa se le acque siano state contaminate o no da inquinamento fecale proveniente dalle acque reflue o dagli allevamenti.

Se il 96,1% dei siti di balneazione europei soddisfa i requisiti minimi (sommando lo stato ‘eccellente’, ‘buono’ e ‘sufficiente’, ben oltre l’84,4% dei siti ha raggiunto il livello ‘eccellente’, ancor più rigoroso), per l’Italia su 5.518 siti di balneazione (mari, laghi, fiumi) censiti, eccellente qualità per 4.995 (90,5%), buona qualità per 269 (4,9%), sufficiente qualità per 104 (1,9%), qualità scadente per 95 (1,7%), non classificati 55 (1,0%).

Passando alle sole acque costiere italiane, su 4.866 siti di balneazione censiti, qualità eccellente per 4.399 (90,4%), buona qualità per 239 siti (4,9%), qualità sufficiente per 91 (1,9%), qualità scadente per 94 (1,9%), non classificati 43 (0,9%). Per le sole acque interne, l’Italia su 652 siti di balneazione si registra qualità eccellente per 596 siti (91,4%), qualità buona per 30 siti (4,6%), qualità sufficiente per 13 siti (2,0%), qualità scadente per un sito (0,2%), non censiti 12 (1,8%). Passando ai confronti, l’Italia risulta sesta nella classifica comunitaria dei tuffi puliti che ottengono il grado ‘eccellente’. In cima alla classifica ci sono Lussemburgo (100%), Cipro (99,1%), Malta (97,7%), Grecia (97,2%) e Croazia (94,2%), ma il nostro Paese precede Spagna (11ma con 83,2%), Francia (16ma con 76,0%)) e Slovenia (20ma con 70,2%). In fondo alla classifica Albania (29ma con 32,1%) e Romania (30ma con 32%).

© Environmental Health Directorate, Malta

Il numero più elevato di siti di balneazione con una qualità delle acque scarsa è stato registrato in Italia (95 siti, pari all’1,7%), Francia (95 siti, pari al 2,8%) e Spagna (58 siti, pari al 2,6%).

“Le acque di balneazione europee sono al 96% di qualità accettabile e all’84% di qualità eccellente. Questo è il risultato di 40 anni di investimenti nelle infrastrutture idriche e per la gestione delle acque reflue- dice Karmenu Vella, commissario Ue per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca- è il segno del buon funzionamento della legislazione dell’Ue. Ed è l’esempio perfetto del fatto che aree altamente sviluppate dal punto di vista economico come la nostra possono produrre norme ambientali altrettanto elevate”. La valutazione, aggiunge Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), “mostra che la qualità delle acque di balneazione è significativamente migliorata nel corso degli anni. Un numero sempre maggiore di siti di balneazione oltre a rispettare i requisiti minimi ha anche raggiunto livelli di eccellenza. In alcune città è persino possibile fare il bagno in stabilimenti balneari pubblici nelle zone portuali”. Nel complesso, la qualità delle acque di balneazione è migliorata nel tempo. Nel 1991 il 56% dei siti di balneazione raggiungeva gli standard più elevati, percentuale salita all’87% nel 2015, se si fa riferimento ai quasi 9.600 siti di balneazione monitorati tutti gli anni durante tale periodo. Nel 2015 la qualità dell’acqua è stata eccellente in oltre il 90% dei siti di balneazione di otto Stati membri: Lussemburgo (tutti gli 11 siti di balneazione analizzati), Cipro (99,1% dei siti di balneazione), Malta (97,7%), Grecia (97,2%), Croazia (94,2%), Italia (90,6%), Germania (90,3%) e Austria (90,2%).

In tutta Europa nel 2015 la qualità dell’acqua è stata giudicata insufficiente solo in 385 siti di balneazione. La percentuale di siti di balneazione classificati come di qualità “insufficiente” è scesa nel 2015 all’1,6% dall’1,9% del 2014. La percentuale di siti di balneazione le cui acque sono state classificate come eccellenti è salita dal 78% del 2011 all’84% nel 2015. Gli sforzi dell’Unione europea per garantire acque di balneazione pulite e salubri hanno avuto inizio quarant’anni fa, con l’adozione della prima direttiva sulle acque di balneazione. La relazione annuale sulle acque di balneazione pubblicata oggi “dimostra il merito della legislazione e degli anni di investimenti nell’infrastruttura per le acque reflue e di altre misure di riduzione dell’inquinamento- segnalano dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea)- essa dimostra che la qualità delle acque di balneazione è migliorata costantemente nel tempo”. Anche numerose grandi aree e città turistiche, come Blackpool, Copenaghen e Monaco di Baviera, “iniziano a raccogliere i frutti degli investimenti realizzati per migliorare i sistemi fognari- avverte Aea- il che consente siti di balneazione più puliti nelle zone portuali, nelle località fluviali urbane e sulle spiagge nelle vicinanze”. Nella stagione balneare 2015 per la prima volta tutti gli Stati membri dell’Ue hanno monitorato i siti di balneazione presenti sul loro territorio secondo le disposizioni della nuova direttiva sulle acque di balneazione (2006/7/Ce). La direttiva specifica se la qualità delle acque di balneazione possa essere classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa” a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati. I risultati della relazione saranno al centro dell’attenzione anche nel corso dell’#EUGreenWeek, che si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno 2016, e costituiranno parte integrante del più ampio tema della manifestazione di quest’anno, ‘Investire per un futuro più verde’.

25 maggio 2016
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