Emilia Romagna

Bologna, sgomberata l’occupazione all’ex Dima – FOTO

BOLOGNA – Sgombero ormai terminato in via Emilia Levante a Bologna, dove la Polizia ha identificato e fatto uscire gli occupanti, un centinaio, che erano all’interno dell’ex residence all’interno del complesso Dima che era stato occupato venerdì. Diverse decine di persone sono state accompagnate in Questura: si tratta indicativamente di extracomunitari richiedenti asilo e di una decina di rumeni che non hanno la residenza. Altre, dopo la procedura di identificazione, sono state fatte uscire man mano dall’edificio, utilizzando le porte sul retro, e si sono radunati nel vicino giardinetto Arpad Weisz. È lì che, una volta finito lo sgombero, Giorgio Simbola (Asia) tira le fila e annuncia: “Stasera faremo un’assemblea chiusa alle 18 all’ex clinica Beretta, ci sono diverse cose su cui fare il punto, ma è scontato che rioccuperemo. Cos’altro possiamo fare?”.

Al suo fianco ci sono anche un paio di mamme con bimbi piccoli, una neonata di pochi mesi e una bimba che avrà sì e no due anni. A loro, spiega Simbola, gli assistenti sociali del Comune di Bologna (in via Emilia Levante stamattina c’era anche la dirigente dei servizi sociali, Annalisa Faccini) avevano offerto una sistemazione provvisoria in via del Pallone o in strutture analoghe, ma hanno rifiutato. “Loro attivano un ‘Pris’, si tratta di stare lì 15-20 giorni, ma poi li mandano via”, dice Simbola. E la mamma con la piccola in braccio dice: “Abbiamo preferito stare con Giorgio (Simbola, ndr). Lui pensa a tutto, ci fidiamo di lui. È meglio così”. Dove andranno per questa sera non si sa, lo decideranno durante l’assemblea, spiega Simbola, mentre una mamma stende per terra, sul prato, due magliette per farle asciugare. “Torneremo a stare quattro famiglie dentro una casa e situazioni del genere”, dice il leader di Asia-Usb.

All’interno del residence, spiega Simbola, questa mattina c’erano indicativamente una novantina di persone, più una decina di bambini. Altre famiglie con bambini sono riuscite a lasciare il posto prima che arrivasse la Polizia. Gli agenti sono entrati da più parti nello stesso momento. Simbola dice di essere stato strattonato e spinto contro una ringhiera dagli uomini della vigilanza privata della struttura. Le operazioni di sgombero, poi, si sono però svolte in modo tranquillo. Gli stranieri, con le loro borse e sporte, sono stati radunati nel parcheggio sotterraneo del residence. E lì sono proseguite le operazioni di identificazione da parte della Digos e i colloqui con le assistenti sociali del Comune. Alcuni stranieri sono stati fatti salire sui ‘cellulari’ della Polizia e accompagnati in Questura. “Hanno riconvocato tutti i richiedenti asilo che una richiesta l’avevano già fatta, è assurdo”, dice Simbola.

Altri occupanti, dopo l’identificazione, sono stati fatti uscire man mano a piedi, e si sono quindi spostati nell’area verde lì a fianco. Comprese le famiglie che non hanno accettato di andare nei dormitori proposti dal Comune. Un’altra famiglia con due bambini di otto e 10 anni andrà ospite da un parente. “Li prendo a casa con me, io ho una casa Acer. Ho detto al Comune che li posso tenere per tre settimane, cosa succederà nel frattempo non lo so”, spiega. “Sono venuti qui perchè li hanno mandati via da dove stavano prima perchè l’edificio era a rischio crollo, non sapevano neanche che questa struttura fosse occupata”, aggiunge.

25 maggio 2015
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