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Alcatel di Trieste a rischio chiusura, ma Regione, Comune di Trieste e Governo cercano una soluzione

alcatel triesteIl sito produttivo della Alcatel Lucent di Trieste, a seguito dell’annunciata fusione con Nokia, potrebbe chiudere. Per questo “il governo, con il ministero per lo Sviluppo economico e la stessa ministro Federica Guidi, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste sono impegnati al massimo livello per una verifica complessiva della situazione dello stabilimento”. E’ quanto ha confermato oggi a Trieste, incontrando le rappresentanze sindacali provinciali di Cgil, Cisl e Uil e i delegati dei lavoratori impegnati in Alcatel Lucent, la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

La presidente Serracchiani, assieme al sindaco Roberto Cosolini, ha dapprima incontrato nel Palazzo della Regione i rappresentanti sindacali e quindi in piazza Unità d’Italia oltre un centinaio di lavoratori impegnati nello stabilimento triestino.

“Il ministro Guidi continua a monitorare attentamente le ipotesi industriali che riguardano il sito di Trieste”, ha ribadito Serracchiani, che nella giornata di lunedì prossimo – è stato annunciato – avrà un incontro con l’amministratore delegato di Alcatel Lucent Italia, Roberto Loiola.

“A seguito anche degli esiti di questa riunione, alle indicazioni che verranno fornite dai vertici aziendali – ha indicato la presidente della Regione- ci muoveremo tempestivamente per garantire l’occupazione delle maestranze impegnate a Trieste, per confermare la strategicità del sito industriale e le sue prospettive di sviluppo, a breve e lungo termine, considerando anche, come oggi è stato rimarcato nel corso della riunione, che gli alti contenuti d’innovazione della fabbrica di Trieste possono  trovare una loro ‘integrazione’ con l’ampio sistema della Ricerca presente in città”.

“Oggi abbiamo voluto aprire con il Comune e le organizzazioni sindacali un ‘tavolo’ dedicato alle opportunità ed agli scenari di prospettive dello stabilimento Alcatel Lucent- continua Serracchiani- abbiamo tutti la consapevolezza che la trattativa non sarà breve, ma l’impegno è collettivo. Per la qualità delle produzioni, per i risultati economici e il valore delle risorse umane, il sito di Trieste – ha indicato a sua volta il sindaco Cosolini – è strategico per la città e per la regione, ma anche per il sistema dell’innovazione digitale nel nostro Paese. Ci sarà, perciò, un impegno del Governo e faremo tutto ciò che sarà necessario per garantire che continui a operare”.

Ad Alcatel Trieste sono attualmente impiegate 318 persone a tempo indeterminato, a cui si aggiungono circa 400 lavoratori cosiddetti “somministrati”; con l’indotto, l’impegno Alcatel Lucent in Friuli Venezia Giulia raggiunge circa 850 unità lavorative. Il gruppo inoltre, è stato ricordato, ha altre unità produttive a Vimercate (circa 800 persone) e a Roma (250 lavoratori), più alcune realtà industriali più piccole a Rieti e a Battaglia.

25 aprile 2015

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