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In Puglia parte il duello Emiliano-Poli Bortone. Ma i due dicono “Ci stimiamo”

emiliano-poli bortoneAdriana Poli Bortone e Michele Emiliano, faccia a faccia, in piazza. Anzi, a braccetto. La sfida organizzata su Twitter (e in onda live su Periscope) tra i due candidati alla Presidenza della Puglia che piu’ degli altri si stimano vicendevolmente s’e’ compiuta nel mezzogiorno di fuoco di Turi, dopo aver visitato – entrambi – nel settantesimo anniverario della Liberazione, la cella del carcere dove Gramsci fu detenuto durante il ventennio fascista. La senatrice sostenuta da Forza Italia e Noi con Salvini (il centrodestra alternativo agli “scissionisti” che appoggiano Schittulli) definisce la sua “un’operazione kamikaze” per tentare di “scalzare Emiliano per il quale ho stima e rispetto. Ma le posizioni politiche sono opposte. È riuscito a dire perfino che gli è piaciuto il governo Vendola… Beh, a me no”.

Ieri sera infatti il favorito da tutti i sondaggi aveva letteralmente fatto commuovere il governatore uscente davanti a 400 persone, riconoscendogli “dieci anni di governo straordinari, mai nessuna discontinuità con lui, non riuscirò ad eguagliarlo”. E il giorno dopo spiega ancora meglio: “Vendola e’ riuscito a cambiare la storia della Puglia. E’ un fuoriclasse. Ma sull’Ilva e sulla sanita’ abbiamo perso legittimita’, come sull’agricoltura. E se vinco le elezioni le vinco in discontinuita’ su quelle questioni, ma non sui valori di una vera comunita’ democratica. Vendola e’ anche un mio amico. Forse avrebbe avuto bisogno di una squadra diversa, non ideologicamente orientata. Ma una cosa deve essere chiara: non e’ che se vince Adriana o vinco io cambia la Puglia. Noi possiamo solo provarci”.

Che la Poli Bortone sia per Emiliano un’avversaria “amica” e’ fatto scontato, reso ancor piu’ evidente dalle battute di avvicinamento ad inizio dibattito: “Subisco il fascino del carisma della senatrice. Nel centrodestra le è toccato raddrizzare la schiena perché il candidato precedente (Schittulli, ndr) ha ricevuto un incarico da Roma e poi in Puglia ha fatto il contrario. Ad Adriana Dio ha dato il talento della politica, ad altri no…”. Anche perche’ Emiliano ci tiene a marchiarsi come candidato indipendente: “Non sono renziano, e mi dicono che a Roma siano anche un po’ preoccupati per una mia vittoria. Penso di poter essere un buon presidente perche’ quando devo predere delle decisioni sono indipendente persino rispetto alla mia parte politica. E tu – dice alla Poli Bortone – hai le stesse caratteristiche”.

Il dibattito lo chiude la senatrice di centrodestra, nel nome di una condivisa “forte autocritica per una regione governata male nella sanita’, nella partecipazione, nelle scelte degli assessori. Ma io non do lezioni a nessuno.

Michele, prendo atto delle cose che sono andate male. Vendola mi piace per come parla, e’ una persona colta, e da una persona colta posso sempre trovare suggestioni per approfondire convincimenti miei che rimetto sempre in discussione. Ritengo che a seguito di queste criticita’ che sono evidenti anche a te ci sia da svoltare completamente pagina. Non credo che ci possa essere nessuna continuita’ dopo 10 anni di cattivo governo della Regione Puglia”.

25 aprile 2015

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