Fino a quando suonerà la ‘fisarmonica’ del Movimento 5 Stelle?

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Ad ogni elezione, anche quelle svolte ieri in Basilicata, chi per un modo chi per l’altro, tutti gridano vittoria. Non è così. Un vincitore c’è, Matteo Salvini, che con il suo effetto trascinamento porta alla vittoria il candidato del centrodestra, il generale Vito Bardi, uomo di Forza Italia. La Lega, non presente alla scorse regionali, col 19,2% diventa il primo partito del centrodestra lucano, con Forza Italia inchiodata al 9,1%. Ha perso la coalizione di centrosinistra che dal 59,6% del 2013 ora è scesa al 33,1%, passando dai 148mila voti presi allora agli attuali 97mila. Il M5S rispetto alle scorse regionali fa un balzo avanti, passando dal 13,2% al 20,3%, che in voti significa da 21mila a 58mila.

Ma per il Movimento è comunque un campanello d’allarme, perché anche in Basilicata, come visto in Abruzzo e Sardegna, si verifica l’effetto ‘fisarmonica’, con il suo elettorato che vota in modo nettamente diverso: alle politiche di un anno fa, infatti, qui il M5S aveva preso il 44,4% e circa 140mila voti. Ed è proprio questa ‘fisarmonica’ in cima ai pensieri di Luigi Di Maio. Perché a fine maggio si voterà per le Europee, e se anche lì il M5S scenderà al 20% allora la musica cambierà, per forza di cose.

Già oggi si stanno levando voci di dissenso e mugugni nei confronti di un ‘contratto’ di Governo che premia solo i leghisti. Tra i parlamentari già si parla di elezioni anticipate, perché l’attuale maggioranza non sarà in grado di gestire la prossima legge di bilancio, già gravata da decine e decine di miliardi da trovare. Il problema è che nessun Governo, anche uno nuovo, vuol cominciare tagliando a man bassa con le maledizioni degli italiani.

LEGGI DIRE OGGI – EDIZIONE DEL 25 MARZO

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25 Marzo 2019
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