VIDEO | Ius soli, Salvini: “Non cambio la legge per il dirottamento di un bus”. Di Maio: “Diamo cittadinanza a Ramy”

Sul caso di Ramy, il ragazzino eroe, Salvini dice che sono in corso le verifiche: "Extra legem si può fare, se non ci sono problemi, che mi auguro che non ci siano"
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MILANO – “In passato ho firmato la cittadinanza a chi non aveva i requisiti ma aveva compiuti gesti che, secondo me, meritavano la cittadinanza. Ma non cambio una legge che sconvolgerebbe la vita del Paese per il dirottamento di uno scuolabus“. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in conferenza a Milano.

“CITTADINANZA RAMI? SE NON CREA PROBLEMI A LUI E A ME”

Concedere la cittadinanza a Rami “extra legem si può fare, se non ci sono problemi, che mi auguro che non ci siano”. Così Matteo Salvini in diretta Facebook da Milano, osservando che “se dai la cittadinanza poi si estende a tutti quelli che stanno attorno al ragazzino di 13 anni”. Insomma, conclude il ministro dell’Interno, “stiamo facendo tutte le verifiche che questo non procuri problemi a lui e a me”.

“IO NON BULLIZZO NESSUNO. INCONTRERÒ RAMY E FAMIGLIA, MA NON IN TV”

“Non vedo l’ora che tanti ragazzini compiano 18 anni per fare parte della nostra meravigliosa comunità. La cittadinanza arriva alla fine di un percorso, è una cosa seria: si può dare per motivi eccezionali, io stesso ne ho firmate per motivi eccezionali. Però la legge è questa e non si tocca, quindi non si capisce la necessità di fare scorciatoie. La trasmissione di Fazio non la guardo a prescindere perchè mi da fastidio che guadagni milioni di euro pagati dagli italiani. Conto di incontrare Ramy a telecamere spente”. Risponde così il vicepremier Matteo Salvini a chi gli chiede delle polemiche relative a Ramy Sheata, il ragazzino italo-egiziano che ha dato l’allarme durante il tentato attentato sul bus a San Donato Milanese.

Il centrosinistra infatti rilancia la battaglia sullo ius soli, data la possibilità che il ragazzino possa ottenere la cittadinanza italiana in virtù di meriti eccezionali. Tra i cronisti anche un inviato delle Iene, che incalza Salvini sul presunto bullismo ai danni dello studente regalano al leader della Lega una spilla recante la scritta ‘Io sono un bullo’, in riferimento all’uscita del vicepremier in cui chiedeva a Rami di essere eletto. “Ma lei non sa che cosa dico a mia figlia di sei anni, dico anche di peggio“, replica il ministro. “Ma Ramy non è sua figlia”, risponde l’inviato della trasmissione Tv. “È come se lo fosse”, torna sull’argomento Salvini.

Un ministro dell’Interno che dunque incontrerà Ramy a telecamere spente e non in Tv, come Fabio Fazio a Che Tempo che fa, ieri sera. “Fare Carramba che sorpresa o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni non mi interessa“, dice, confermando di voler incontrare sia lui che la sua famiglia.

“Stiamo approfondendo tutte le tematiche connesse alla concessione di una cittadinanza, son cose che un ministro deve approfondire prima di venirlo a raccontare alla stampa”. Detto questo, “chiunque mi dica che va cambiata la legge, può avere 13 anni o 83 anni, non è nell’agenda del Governo“, ribadisce. E alle accuse di bullismo replica: “Io non bullizzo nessuno, difendo da chi bullizza: da chi strumentalizza un ragazzino di 13 anni per far politica come i ‘tristi’ della sinistra”.

DI MAIO: CONTE D’ACCORDO, DIAMO CITTADINANZA A RAMY

“Su Ramy confido in una rapida risoluzione per quanto riguarda la cittadinanza per meriti speciali. Quel bambino di origini egiziane ha compiuto un gesto straordinario”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio.

“Durante l’assalto a San Donato Milanese- aggiunge Di Maio- ha avuto il coraggio di chiamare i Carabinieri e salvare così la sua vita e quella dei suoi compagni. Come sapete nei giorni scorsi ho scritto anche ai ministeri competenti per fare in modo che la sua pratica arrivi presto al Consiglio dei Ministri. Mi aspetto che accada. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è d’accordo. Non stiamo a girarci troppo intorno. Diamo la cittadinanza a quel bambino. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta. Come ho già detto, questo è un Paese che vale molto di più della semplice indignazione: dimostriamolo. Iniziamo a guardare avanti. Facciamolo. Senza perderci in facili strumentalizzazioni”.

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25 Marzo 2019
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