“Berlusconi resta con un pugno di mosche in mano”: è caos in Forza Italia

ROMA – Un Berlusconi “sotto tutela”: così i giornali in edicola oggi definiscono l’ex cavaliere, dopo la ‘sconfitta’ subita durante le trattative per la presidenza delle Camere.

La linea di Forza Italia era chiara: Paolo Romani presidente del Senato, a tutti i costi. Ma il veto dei 5 Stelle e l’accelerazione di Salvini, che venerdì sera aveva lanciato il nome della forzista Bernini, hanno mandato Forza Italia in tilt.

Il dramma, poi, si è consumato a palazzo Grazioli, storico quartier generale del potere berlusconiano. Riunioni tese e toni aspri, fino alla decisione di proporre il nome di Elisabetta Casellati: “Ma non si era deciso di proporre una rosa di nomi?” avrebbe sbottato Berlusconi, colto in contropiede. “No, il nome è Casellati”, la replica perentoria del fedelissimo Ghedini. E i capigruppo di Forza Italia, Paolo Romani e Renato Brunetta, escono sbattendo la porta.

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“Al tavolo dei leader Berlusconi non ha ottenuto nemmeno il minimo sindacale. È rimasto con un pugno di mosche in mano. Salvini ha vinto su tutta la linea”, dice Paolo Romani, capogruppo Fi al Senato, riportato dalla ‘Stampa’.

Non ho perso io, qui non si tratta del mio nome– aggiunge Romani- ma del progetto politico che rappresento e credevo anche Berlusconi perseguisse”.

Ora, per capire il futuro di Forza Italia, si attende l’elezione dei capigruppo, prevista per questo martedì: Romani e Brunetta, luogotenenti storici di Berlusconi, si presenteranno dimissionari mentre il malumore monta tra gli azzurri.

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25 Marzo 2018
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