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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

cantiere lavoroIl mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura (anche su www.dire.it).

STM CATANIA, FIOM PRIMO SINDACATO

Fiom primo sindacato alla StM di Catania, la più grande realtà metalmeccanica siciliana e una delle maggiori del Mezzogiorno. Ne dà notizia la categoria dei meccanici Cgil. “Dei circa 4.000 dipendenti sono stati 2.900 i voti espressi, pari a oltre il 70%. La Fiom è risultata essere il primo sindacato sia tra gli operai che tra gli impiegati ottenendo complessivamente 1.166 preferenze, con una percentuale che supera il 40%, e ottenendo più delegati (15, 10 tra gli impiegati e 5 tra gli operai) rispetto alle precedenti tornate elettorali. Hanno inoltre ottenuto voti la Fim-Cisl (686 voti e 8 delegati), la Uilm-Uil (608 e 7), la Uglm (405 e 6) e il Fismic (35 preferenze e nessun delegato)”. Per i segretari generali della Fiom Sicilia, Roberto Mastrosimone, e di Catania, Stefano Materia, “c’è grande soddisfazione per il risultato ottenuto, per il quale ringraziamo i lavoratori, le lavoratrici e i candidati tutti, che consegna ancora una volta alla Fiom il primato tra le sigle sindacali e segnala una forte esigenza di democrazia nei luoghi di lavoro”.

Per il segretario generale Maurizio Landini “l’esito straordinario della consultazione alla StM conferma il consenso dei lavoratori all’azione della Fiom che ci giunge da tutti i territori. Il nostro impegno nella difesa dei diritti e del lavoro continua, a partire dalla grande manifestazione di sabato 28 marzo prossimo, a Roma”.

PALERMO, PROTESTANO LAVORATORI AZIENDE CONFISCATE ALLA MAFIA

Hanno manifestato in corteo a Bagheria i lavoratori edili di Ati Group, Emar ed Ediltecnica, le tre aziende confiscate alla mafia del gruppo Aiello, per chiedere di tornare al lavoro. Il corteo si è snodato da via Dante, sede dell’azienda, fino a corso Umberto, per raggiungere il Municipio. Hanno partecipato tutti e 80 gli edili delle tre aziende in amministrazione giudiziaria, che contano 114 dipendenti in totale, tra cui 17 metalmeccanici.

Con la rappresentanza dei lavoratori edili hanno sfilato i rappresentanti della Fillea, della Cgil di Palermo e della Camera del Lavoro di Bagheria. “E’ assurdo che i cantieri siano fermi e che gli operai vengano tenuti in cassa integrazione invece di andare lavorare. Gli edili chiedono che la cig sia data a chi ha esigenze reali- dichiara Franco Macaluso, della Fillea Cgil di Palermo- Chi ha il lavoro è corretto che lasci le risorse impiegate per la cassa integrazione a chi si trova oggettivamente in condizioni più gravi”. Scopo della giornata di mobilitazione, conclusa con un’assemblea nella sala consiliare del Comune di Bagheria, è la richiesta agli amministratori giudiziari e all’Agenzia nazionale per i beni confiscati di far ripartire i lavori nei cantieri fermi ormai da più di un anno, inattivi da quando, con la confisca definitiva, il patrimonio della società è stato estrapolato e ceduto allo Stato.

VENETO, SCUOLA: ANCORA INCERTO SOSTEGNO DISABILI SENSORIALI

Nonostante le promesse e le rassicurazioni prima ai genitori degli oltre 1.000 bambini e ragazzi disabili sensoriali che frequentano le scuole venete, poi ai 570 lavoratori “Lettori” che li assistono ed alle organizzazioni sindacali, è ancora in alto mare il destino del servizio Socio-assistenziale-educativo, fino ad ieri facente capo alle Province e ora in attesa della legge regionale di riordino che ne garantisca la continuità sia in termini di competenze che di risorse. I tempi sono strettissimi e i rischi si alzano di giorno in giorno. Per questo Fp Cgil, FP Cisl, Uil Fpl del Veneto hanno organizzato il presidio di giovedì 26 marzo alle 11 davanti alla sede del Consiglio regionale.

CGIL SICILIA A CROCETTA: NO A SVENDITA ITALKALI

La Cgil Sicilia, con una lettera inviata al presidente della Regione, chiede il blocco delle procedure di vendita della partecipazione azionaria della Regione in Italkali e l’avvio di un’operazione trasparenza “su una vicenda dai contorni poco chiari- sostiene il sindacato- che rischia di tradursi in una consistente perdita economica per la Regione. La partecipazione in un’azienda sana e appetibile- dice il segretario generale del sindacato, Michele Pagliaro- non può essere svenduta, con un’operazione al ribasso destinata ad andare a vantaggio solo dei privati che rilevano le quote”.

La Cgil chiede di sapere “cosa ha bloccato la procedura di dismissione avviata qualche anno fa che prevedeva l’individuazione di un advisor e una gara per l’aggiudicazione, per arrivare ad oggi con il prezzo delle azioni fatto in pratica dall’acquirente, il socio di minoranza, che ha tutto l’interesse di cercare di sborsare il meno possibile. Il governo- afferma Pagliar – deve riprendere in mano le fila di questa vicenda per arrivare a una vendita vantaggiosa. Ma anche per pretendere che l’acquirente assicuri un piano industriale di rilancio delle attività e dell’occupazione con i necessari investimenti”.

CCNL TERZIARIO, IL 30 MARZO RIPARTONO I NEGOZIATI

Riprenderanno il 30 e il 31 marzo prossimo i negoziati con la Confcommercio per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi, settori che complessivamente coinvolgono oltre 3 milioni di lavoratori dipendenti delle aziende del commercio al dettaglio, nel commercio all’ingrosso e nelle società di servizi private. “Il nostro auspicio è che si arrivi in tempi brevi alla definizione di una intesa di rinnovo- hanno commentato le segreterie nazionali dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, e Uiltucs- I lavoratori e le lavoratrici attendono da troppo tempo un nuovo contratto nazionale che dia risposte salariali e normative certe ed esigibili, che sappia rivalutare il ruolo della contrattazione decentrata aziendale e territoriale e consolidare il welfare di settore”.

ONDULATI MARANELLO (MO), RIPARTE LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

Dopo le lotte dello scorso autunno-inverno, riprende la mobilitazione dei lavoratori dell’Ondulati Maranello (Mo), azienda controllata dal gruppo Pro-Gest, uno dei principali gruppi del settore cartario nazionale. E’ stato infatti proclamato, dal sindacato di categoria Slc Cgil insieme alle Rsu, un nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero, le prime due ore si sono svolte già la scorsa settimana, martedì 17 marzo per il turno di notte e mercoledì 18 marzo per gli altri lavoratori.

Il nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero, approvato a larghissima maggioranza dall’assemblea dei lavoratori, è  la risposta al mancato rispetto degli accordi siglati presso la provincia di Modena il 26 novembre scorso per la gestione dei 27 esuberi dichiarati dall’azienda a settembre. L’accordo prevedeva il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per tutti i 144 addetti per 12 mesi, e contestualmente l’apertura della procedura di mobilità basata sulla sola volontarietà per 15 lavoratori. Aspetto fondamentale dell’accordo era un piano di investimenti e di riorganizzazione da svolgersi durante il periodo di Cigs, tali da garantire un futuro all’Ondulati Maranello, sul quale per ora sono pervenuti soprattutto progetti, ma pochi fatti concreti. “Ad oggi- spiega Marcello Rosvich della Slc Cgil- assistiamo alla sostanziale assenza degli investimenti promessi per rilanciare la produzione, alla mancata discussione sulla re-internalizzazione dell’appalto “piega e incolla e soprattutto alla mancata rotazione della Cigs fra i lavoratori”. Il sindacato lamenta in particolare un “accanimento verso alcuni dipendenti, tra cui un delegato sindacale, che vengono posti in maniera continuativa in Cigs, senza alcun rispetto degli accordi sulla rotazione, e senza una plausibile motivazione”.

25 marzo 2015

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