Migranti, Saviano: “Da nord a sud si diffonde un clima di aggressione razzista”

Così lo scrittore ospite di 'Che tempo che fa' su Raiuno in un monologo racconta alcuni degli episodi che si sono verificati nell'ultimo mese
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 ROMA – “Da nord a sud si sta diffondendo un clima di aggressione razzista”. Cosi’ Roberto Saviano ospite di ‘Che tempo che fa’ su Raiuno, che in un monologo racconta alcuni degli episodi che si sono verificati nell’ultimo mese sottolineando anche che quanto sta accadendo è rivolto “contro chiunque non abbia la pelle chiara, persino contro bambini adottati da famiglie italiane”. 

Ricorda infatti il caso di Bakary a Melegnano e le parole del ministro dell’Interno Salvini in risposta alla madre di Bakary. E osserva come la dichiarazione del ministro non dia “una solidarieta’ completa” di fronte a “un atto di barbarie, ma coglie l’occasione per ribadire che gli italiani sono esasperati dalla presenza degli immigrati”. 

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“Per descrivere il razzismo- prosegue lo scrittore- un’antropologa lo paragona al motore di un’automobile”. Il motore “è sempre li’, dentro la società, gira e fa un rumore a volte impercettibile, altre invece va a 5 mila giri”. Ora in Italia il razzismo sta girando a 5 mila giri e ad innescarlo sono le continue bugie sugli immigrati indicati come causa dei nostri problemi economici”. E sottolinea che gli immigrati sul nostro territorio sono “l’8,7 per cento della popolazione, compresi quelli provenienti dall’Unione europea”. Non solo, prosegue, “gli irregolari” su cui si fondano queste bugie “sono 533 mila circa in un paese di 60 milioni di persone. E l’invasione? Non c’e'”.    

Parte del racconto e’ poi dedicata alla situazione del ghetto di San Ferdinando. Per proseguire spiegando che “chiudersi, respingere, ghettizzare. Nessun italiano ha la vita migliorata se viene resa difficile la vita ai migranti. Togliere diritti ai migranti significa toglierli a se stessi. E non funziona chiudere i porti. Ci si vanta della chiusura dei porti, ma se non arrivano sulle nostre coste e’ perche’ vengono bloccati dalla Guardia costiera libica e mandati in prigione”, dove saranno “pestati e stuprati”. 

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Per Saviano occorre capire “che italiani e migranti sono dalla stessa parte”, e quando “viene violato un diritto di qualcuno presto verra’ violato anche il nostro di diritto”. 

Saviano chiude citando un passo del Vangelo di Matteo proprio per sottolineare “la potenza e l’universalità del diritto. C’e’ un brano magnifico”, dice: “‘Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me'”.

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25 Febbraio 2019
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