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Schizofrenia, in Italia colpite 250.000 persone

schizofrenia grandeUna malattia cronica grave, che conduce ad una drastica diminuzione dell’aspettativa di vita. Secondo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), la schizofrenia colpisce circa 24 milioni di persone nel mondo e 3,5 milioni in Europa. A soffrirne in Italia, invece, sono in 250mila. Di questo si è discusso nel corso del simposio ‘Benessere in psichiatria, che si è svolto ieri a Milano all’interno del 19° Congresso Sopsi (Società Italiana di Psicopatologia), realizzato con il supporto non condizionato di ‘Takeda Italia’. Al centro del simposio, al quale hanno partecipato numerosi esperti, la centralità del benessere del paziente all’interno della pratica clinica in psichiatria.

“La schizofrenia è tra le prime 10 patologie a più alto impatto di disabilità sociale- ha detto Claudio Mencacci, direttore neuroscienze A.O. Presso il ‘Fatebenefratelli’ di Milano- Si tratta di una patologia che insorge frequentemente in adolescenza, tra i 16 e 18 anni, ed è caratterizzata da vulnerabilità genetica ai fattori ambientali quali, ad esempio, abuso di stupefacenti e di alcool, disagio sociale, immigrazione. Nelle aree urbane la prevalenza dei disturbi psicotici è aumentata: nascere e vivere fino a 13 anni in ambienti metropolitani, infatti, aumenta il rischio di schizofrenia”. Fondamentali, ha proseguito, sono quindi “il riconoscimento precoce e i trattamenti pedagogico, psicoterapico e farmacologico, in modo da monitorare sia l’evoluzione della persona sia l’evoluzione della malattia”.

Il progetto ‘Benessere in psichiatria’, ha quindi fatto sapere Emilio Sacchetti, presidente Sip (Società italiana di psichiatria), “è un’iniziativa scientifico/culturale rivolta agli specialisti italiani che mira ad identificare strumenti teorici e operativi, per definire e perseguire la ‘science of well-being’ come standard e come meta terapeutica. Il primo passo di questo progetto è un’indagine conoscitiva nell’ottica dell’attività dello psichiatra, con l’obiettivo di superare il concetto di remissione sintomatologica e recupero funzionale in favore di un approccio integrato alla salute globale della disabilità in generale e allo stigma. In quest’ottica è importante soprattutto l’impiego di farmaci più maneggevoli ed efficaci, la maggior attenzione allo stato di benessere psicofisico e l’educazione agli stili di vita salutari”.

Ha proseguito Michele Blasco, medical & regulatory director di ‘Takeda Italia’: “Siamo orgogliosi di aver potuto offrire il nostro supporto incondizionato a questo importante evento che riunisce i più autorevoli esperti della psichiatria, contribuendo anche ad un progetto altamente innovativo come ‘Benessere in psichiatria’. In particolare, questo evento rappresenta il contesto più adeguato per annunciare che abbiamo deciso di rivolgere il nostro impegno anche nell’area del sistema nervoso centrale attraverso la ricerca attiva di nuovi approcci terapeutici, atti ad aiutare i pazienti che soffrono o sono a rischio di patologie dal forte impatto fisico ed emotivo- ha concluso- come le malattie psichiatriche e neurodegenerative”.

25 febbraio 2015

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