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Ustica. Manca: “Sugli incidenti aerei devono decidere i tecnici, non i magistrati”

usticaROMA – “O lo Stato non è capace oppure non vuole far luce. Qui siamo ancora alla doppia verità: quella penale e quella civile, che ha avvalorato la tesi del missile. Il Paese e’ rimasto aggrovigliato su questo doppio binario”. A tornare sulla vicenda Ustica è Vincenzo Ruggero Manca, generale dell’Aeronautica in pensione ed ex senatore di Forza Italia, fu vicepresidente della Commissione Stragi in parlamento nella XIII legislatura (1996-2001).

“E’ dal ’97 che io sono stato in Commissione stragi- spiega- mi sono interessato, ho iniziato a studiare, a leggere le carte, e mi sono fatto le mie convinzioni. Tutti, compreso il presidente della Commissione erano convinti che si trattasse di un missile. Io invece anche con le audizioni e le relazioni fatte, non ne ero convinto affatto”.

La verità su Ustica, continua Manca, “ancora non c’è e io mi indigno, ma che cosa fanno le autorità italiane?”. L’ex generale ha una sua idea: “Sugli incidenti aerei devono decidere i tecnici, non i magistrati. Sono i tecnici che sanno stabilire le cause. Solo quando vengono stabilite le cause intervengono i giudici per decidere sulle responsabilità. Un giudice, per quanto bravo, non puo’ mai capire la tipicità di un incidente aereo. C’è l’Annesso 13′ di una Convenzione internazionale che stabilisce che sull’incidente aereo deve decidere, per stabilirne le cause, solo una Commissione tecnica: una volta che la commissione stabilisce la verità, allora poi intervengono i giudici” “Rivediamo bene tutto il materiale probatorio”, prosegue il generale Manca “ed eventualmente lo diamo in mano a una commissione tecnica”.

Cio’ che “indigna” infine l’ex senatore di Forza Italia, è la vicenda dei risarcimenti e degli indennizzi, poiché in sede civile, con la tesi del missile, i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati a risarcire ai familiari delle vittime. “Le ultime notizie esilaranti- dice Manca – sono che chiunque si rivolge alla magistratura, pur essendo un lontanissimo parente di settima generazione di una vittima, ottiene un risarcimento. ‘Tanto paga lo Stato’, come se lo Stato non fossimo noi. I familiari prendono un vitalizio di 1.800 euro netti al mese, piu’ una tantum di 200 mila euro. Fino ad ora lo Stato ha pagato 30 milioni di euro per questi indennizzi e continua…”.

25 febbraio 2015

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