Si riparte da Coopera, nella direzione giusta

ROMA – “Siete pezzi della storia che va nella direzione giusta” dice Paolo Gentiloni, rivolto alla platea di Coopera, la due giorni per fare il punto sull’aiuto allo sviluppo. Una prospettiva, questa, ha sottolineato il presidente del Consiglio, nient’affatto accessoria ma invece al cuore delle preoccupazioni e delle priorità nazionali.

“Da tre o quattro anni le risorse per l’aiuto pubblico sono raddoppiate, passando dallo 0,14 allo 0,27 del Pil con l’obiettivo di crescere allo 0,30 entro il 2020” calcola Gentiloni: “Dobbiamo sapere che da questo lavoro di volontariato e da questo impegno professionale non dipende solo il delinearsi di alcuni progetti esemplari e pilota, bensì un elemento fondamentale del meccanismo di cooperazione e di sicurezza che serve oggi nel mondo”.

Il messaggio ha attraversato la due giorni di lavori, chiusa oggi a Roma. Riflessione, valutazione e punto di ripartenza sulla base del sistema predisposto dalla 125/2014, la legge che istituisce l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e scommette non solo sulle ong, ma anche su Cassa depositi e prestiti, comunità della diaspora e aziende private. “La cosa che mi inorgoglisce di più è la capacità di fare insieme che abbiamo messo in campo” sottolinea il vice-ministro degli Esteri, Mario Giro, citando ministeri, agenzie pubbliche, ong, imprese, università ed enti territoriali”.

A offrire spunti, però, non è solo la politica. Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam e della rete di ong Concord Italia, parla con la DIRE di riferimenti indispensabili: “Le aziende private accedono ai fondi degli aiuti allo sviluppo e come noi delle ong e della società civile lo devono fare rispettando le regole e con il monitoraggio da parte dei donatori”.

Il portavoce è convinto che a partire dalla 125/2014 “è possibile e in parte è già cominciato un confronto fecondo su alcuni problemi”. C’è la ricerca, sembra di capire, di equilibri nuovi. “Il ruolo del privato – ancora Petrelli – è importante e anzi indispensabile se converge verso uno sviluppo di qualita’, anzitutto sul grande tema della lotta alla poverta’ e dei servizi essenziali, dalla scuola alla sicurezza alimentare”.

Di investimenti parlano anche i responsabili di Aics. “Convergo con la posizione di Confindustria sul ruolo critico delle Pmi e sulla loro strutturale debolezza nell’approcciare i mercati stranieri” spiega il direttore, Laura Frigenti, volgendo lo sguardo all’Africa: “Serve l’accompagnamento di una struttura pubblica”. E prima dell’esibizione della Piccola orchestra di Tor Pignattara, composta da 22 adolescenti, immigrati di seconda generazione e richiedenti asilo, si toccano i temi dello ius soli e dei diritti. “Questa è una battaglia culturale e politica” dice Emilio Ciarlo, responsabile comunicazione dell’Agenzia: “La cooperazione è un modo di vedere il mondo; è l’idea che il mondo deve essere unito e che si cresce solo insieme”.

25 Gennaio 2018
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