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Le colline venete del prosecco verso patrimonio Unesco. Zaia: “Grande passo avanti”

VENEZIA – “Mi auguro che domani la Commissione nazionale italiana per l’Unesco voglia confermare la volontà politica espressa dal ministro, candidando nella prestigiosa lista Unesco un sito di eccezionale valore storico, culturale, paesaggistico oltre che vitivinicolo”. Lo afferma il governatore del Veneto Luca Zaia, commentando la firma del dossier di candidatura del territorio veneto del Prosecco da parte del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, avvenuta oggi. “Tutto partì nel 2009 su mia iniziativa”, ricorda Zaia, confidando “nella sensibilità del presidente della Commissione Franco Bernabè”, perché questo percorso di valorizzazione delle eccellenze del made in Italy possa procedere spedito.

MARTINA FIRMA CANDIDATURA COLLINE PROSECCO TUTELA UNESCO

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il ministro Maurizio Martina ha firmato il dossier di candidatura nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene“. Il dossier sarà esaminato domani dalla Commissione nazionale Italiana per l’Unesco che dovrà formalmente decidere se inviare a Parigi la candidatura per ottenere l’iscrizione del sito Unesco entro il 2018. I lavori per la candidatura sono stati avviati nel 2009 sotto il coordinamento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nell’ottobre 2010 l’Unesco decise di inserire il sito di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva nazionale. Dopo un lungo lavoro di analisi e ricerca, nel marzo 2015 il sito è stato iscritto nel Registro nazionale dei paesaggi rurali tradizionali, elemento necessario per la candidatura nella lista dell’Unesco. L’area candidata corrisponde alla zona DOCG di produzione del Prosecco.

“Sosteniamo questa candidatura- dice il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina- perché esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l’Italia nel mondo. Uno degli elementi di forza del dossier è dato proprio dalla positiva convivenza tra lavoro umano ed ecosistema. Vogliamo evidenziare ancora di più il ruolo centrale dell’agricoltore nella salvaguardia della biodiversità del paesaggio rurale“. Ciò detto, “mi auguro che domani la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco confermerà la volontà politica di candidare questo pregevole sito- conclude Martina- così da rafforzare il primato italiano in ambito Unesco, primo paese al mondo per siti dichiarati patrimonio dell’umanità”.

25 gennaio 2017

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