Parlano gli studenti del Virgilio: “Chi vuole rovinare il Liceo faccia un passo indietro”

ROMA – Non teppisti, né spacciatori e nemmeno mafiosi. Ma studenti con un solo punto fermo: tornare alla normalità. E’ questo l’obiettivo degli studenti del Virgilio che oggi in circa 150 si sono riuniti in un assemblea a piazza della Moretta, a pochi passi dalla sede dello storico liceo di Roma. Non ci sono parole di rancore e di rivalsa negli interventi dei ragazzi.

Se qualcuno fa appello a una cautela, per certi aspetti eccessiva (“lasciamo da parte la politica, più ci mobilitiamo e più saremo attaccati”), i più sono per allentare la tensione, fare emergere la verità e mettere a conoscenza istituzioni e opinione pubblica su quello che realmente è il Virgilio.

“Questa è una scuola- spiega uno dei rappresentanti d’Istituto- che solo l’anno scorso è stata nominata tra i migliori licei scientifici d’Italia. Molti dei nostri compagni hanno ricevuto premi in moltissime materie. E’ un liceo storico, e non merita tutto questo fango che gli sta piovendo addosso”.


Se questa campagna denigratoria va avanti, spiegano ancora dall’assemblea, “gli iscritti per il prossimo anno scolastico crolleranno. E già quest’anno molti genitori vogliono far cambiare scuola i loro figli”. Quali azioni intraprendere quindi? C’è chi vorrebbe il ‘low profile’ e chi non vuole starsene con le mani in mano. Tra le proposte al vaglio, “la realizzazione di brevi interviste da fare a alunni, genitori, insegnanti, bidelli e tutti coloro che compongono la nostra comunità scolastica”. Pochi minuti a disposizione di ogni intervistato, “per spiegare cosa rappresenta per lui questa scuola”.

Tutti però si sono mostrati concordi nello stigmatizzare il comportamento della preside Carla Alfano: “Mai vista una dirigente attaccare in questo modo la sua scuola e i suoi studenti in questa maniera, con così tanta violenza e per così tanto tempo. Attacchi da fuori, da alcuni organi di stampa, ce li possiamo aspettare, ma dall’interno no. Siamo stati accusati di associazione mafiosa, di spacciare eroina e di aver divulgato un video hard. Tutte accuse smentite dalla Questura”. Su quali siano le motivazioni sono molte le ipotesi. “Si parla di mire sull’immobile da parte di qualche costruttore o semplicemente che qualcuno abbia voluto i suoi 5 minuti di celebrità“. Qualunque sia la verità, “chiediamo a queste persone di fare un passo indietro”.

di Ugo Cataluddi, giornalista professionista

24 Novembre 2017
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