Fca, Giulietta e Stelvio per il rilancio di Cassino 4.0 /FOTOGALLERY

cassino03CASSINO – Forse una delle vittorie di Sergio Marchionne è stata proprio questa: in pochi ad ‘accoglierlo’ per contestarlo. Come questa mattina, a Piedimonte San Germano, sede dello stabilimento Fiat di Cassino. Era in programma l’assemblea pubblica dell’Anfia, l’assocazione nazionale filiera industria automobilistica, a cui sono stati invitati il premier Matteo Renzi e l’ad Sergio Marchionne. Fuori dallo stabilimento era annunciata una contestazione, si aspettavano proteste di sindacati e delegazioni di partiti e movimenti politici.

Diversi, infatti, i rappresentanti delle forze dell’ordine a presidiare il piazzale antistante uno degli ingressi dello stabilimento. Tanto rumore per nulla, però. Pochissimi, infatti, i manifestanti arrivati ad attendere premier e ad, forse poco più di una decina. E la metà, addirittura, arrivati da Pomigliano D’Arco, cinque operai licenziati dalla Fiat e per questo in aperto contenzioso con l’azienda. “C’è più gente da Pomigliano che da Cassino”, ha urlato un manifestante ciociaro malinconicamente. Già, lontani sono i tempi in cui la Fiat, ora Fca, e Marchionne non erano visti di buon occhio in terra ciociara.

Anche perché ora i numeri sembrano essere dalla parte dell’ad italocanadese: 1.800 nuove assunzioni a partire dal 2017 fino a tutto il 2018, che vanno ad aggiungersi ai 4.300 dipendenti già all’interno dello stabilimento. E poi ancora la produzione di Giulietta e Stelvio, quest’ultimo uno splendido Suv che ha iniziato a vedere la luce da poche settimane, che fanno ben sperare: “Ma aspettiamo- ha ammonito Marchionne durante una visita nello stabilimento- siamo solo all’inizio. Aspettiamo la fine della partita”.

A Cassino Marchionne era atteso da tempo. Con il suo ‘solito’ elicottero è atterrato poco prima delle 11 all’interno dello stabilimento per aspettare Renzi. I due hanno visitato l’impianto, immenso, prima di prendere parte all’assemblea davanti a decine di operai presenti in sala. Durante l’assemblea, in cui è stata sottolineata l’importanza dello sviluppo della tecnologia, dell’utilizzo di piccoli robot “leggeri ed efficienti” sempre più diffuso negli impianti (a Cassino, nella lastratura, ce ne sono 1.300), di una automotive 4.0, Marchionne ha esaltato proprio lo stabilimento laziale: “È quello più avanzato per quanto riguarda lo sviluppo della tecnologia. Partiamo da qui. Nuovi investimenti? Ovviamente”.

La Fca “è una azienda in crescita, sempre- ha detto ancora Marchionne- Abbiamo un futuro chiaro, con il rilancio di Alfa e Maserati abbiamo indirizzato gli stabilimenti italiani su segmenti che ci interessano“. Un periodo decisamente in positivo per la Casa automobilistica, al punto che “siamo capaci di fare auto pari e superiori ai tedeschi. Chi è più avanti, l’Alfa o l’Italia? Con tutta la modestia, probabilmente noi. E non per arroganza, ci siamo mossi prima”, ha detto con una grande soddisfazione, soprattutto pensando al recente passato: “Ce ne hanno dette di tutti i colori, ricordo le critiche che ci hanno fatto nel 2008, nel 2009 e nel 2010”. Critiche trasformate in complimenti, o cancellate. Come le contestazioni.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

24 Novembre 2016
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