Emilia Romagna

Scintille Merola-Galletti sul 2016, il sindaco: si dimetta da ministro

Che sia o meno una “telenovela infame” quella sulla candidatura Pd per amministrative di primavera (così la definisce il sindaco Virginio Merola) oggi i bolognesi ne hanno vista un’altra puntata. Riassunto delle precedenti: nella città delle due torri c’è un sindaco, appunto Merola, che sta completando il suo quinquennio in municipio e si ricandida. Il Pd locale riflette un paio di mesi, tra stoccate al primo cittadino e silenzi pesantissimi, poi a luglio di quest’anno decide che il bis si può fare. Ma le difficoltà per Merola sono solo all’inizio. Per strada perde Sel, tentata da una sfida a sinistra del Pd, un assessore (Alberto Ronchi), altre due componenti della giunta decidono di avere altri programmi dopo il 2016 (la vice Silvia Giannini, beata lei, andrà in Polinesia) e resta in forse per il futuro anche quell’Amelia Frascaroli che rappresenta forse l’ultimo anello di raccordo con la sinistra-sinistra cittadina.

V. Merola

V. Merola

Ma i guai peggiori arrivano dalla Procura, che ha indagato Merola per aver allacciato l’acqua agli occupanti di via De Maria e, notizia di ieri, per aver tardato a sgomberare il centro sociale Lgbt Atlantide. “C’è stata una incertezza che non ha fatto bene alla città”, ha attaccato questa mattina il ministro Gian Luca Galletti, conosciuto in città come ex assessore di Giorgio Guazzaloca, unico sindaco non di sinistra nel dopoguerra bolognese. Galletti non è arrivato a chiedere una scelta diversa al Pd (“non tocca a me farlo, il Pd scelga autonomamente il modo di selezionare le proprie candidature”), ma ha riportato in vita i fantasmi di altri anti-Merola favoleggiati in questi mesi, dall’ex rettore Ivano Dionigi alla vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, passando addirittura per l’ex presidente della Regione Vasco Errani. Infatti Merola non solo ha invitato Galletti a candidarsi sindaco (e “si dimetta da ministro, così giochiamo alla pari”) ma ha sferrato un attacco ai suoi nemici in incognito, quelli che sull’asse Roma-Bologna stanno tramando contro il suo bis, magari sperando in un ‘ordigno fine di mondo’ di tipo giudiziario.

“Sono candidato e vi assicuro che mi presenterò alle elezioni- ha detto il sindaco abbandonando ogni residuo aplomb- Più si insiste con voci anonime, più si insiste in modo subdolo a mettere in discussione la mia candidatura, più questo mi rafforza. Dovete stare sereni, io non vedo l’ora che questa gente ci metta la faccia”. Ancora più cinematografico il fedelissimo del sindaco Daniele Ara, presidente di quartiere, anche lui del Pd: “se a Roma qualcuno ha qualche prurito, parli alla luce del sole o taccia per sempre”.

Mirko Billi

giornalista professionista

24 novembre 2015
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