Da Roma parte il manifesto dell’Oms per tutelare la salute dei migranti

ROMA – “Sono molto soddisfatta del documento presentato oggi a Roma, perché è da qui che parte il manifesto dell’Oms. Grazie a questa piattaforma di lavoro, nel prossimo executive board internazionale, la salute dei migranti sarà affrontato come tema mondiale e globale. Ma sono soddisfatta, soprattutto, perché è stato accolto l’invito che ho fatto di inserire questo manifesto nell’incontro G77 che ci sarà a New York nei prossimi giorni”. Così Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, interpellata dall’agenzia Dire in merito ad un nuovo documento, messo a punto dai 53 paesi della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per pianificare una strategia comune per la salute di migranti e rifugiati nel 2016.

LORENZIN

Il manifesto è stato presentato oggi a Roma, in occasione della giornata di chiusura del ‘Meeting di alto livello sulla salute dei migranti e dei rifugiati’, organizzato dall’Oms e ospitato dal governo italiano. “Questo significa- ha proseguito Lorenzin- che la battaglia dell’Italia per non essere lasciata sola nella gestione del flusso dei migranti è ormai passata e vinta. C’è la consapevolezza mondiale, infatti, che siamo di fronte ad un evento epocale che va affrontato da tutti i i punti di vista: da quello della sicurezza delle persone e dell’antiterrorismo, sicuramente, ma anche da quello della salute delle popolazioni che migrano creando un impatto nei Paesi che li accolgono”. Secondo il ministro, quindi, avere “standard qualitativi e di sicurezza validi in tutto il territorio internazionale, soprattutto a livello europeo- ha sottolineato- garantisce la tracciabilità dei rifugiati dal punto di vista della salute, ma anche ovviamente dal punto di vista della sicurezza loro e degli altri”.

Questo, però, è solo un primo passo. Ha spiegato infatti Lorenzin: “Quelle contenute nel documento dell’Oms sono risposte contingenti ad un’emergenza, poi sicuramente dovremo lavorare nei prossimi anni per trovare altre risposte, condivise e concrete, a quello che ormai è diventato un fenomeno epocale che io credo sia paragonabile al grande flusso di immigrazione che ci fu dall’Europa agli Stati Uniti e nelle Americhe latine all’inizio del Novecento”. Secondo il ministro della Salute, quindi, ci troviamo “in una grande fase di cambiamenti politici, geopolitici e storici, che riguardano anche la disponibilità delle risorse del pianeta. L’Occidente- ha aggiunto- ha costruito le grandi organizzazioni internazionali allo scopo di dare delle risposte, di evitare le guerre e di condividere la pace, ma soprattutto di preservare la libertà e la democrazia, che sono state le nostre grandi conquiste”. Si tratta di grandi temi, ha detto ancora Lorenzin alla Dire, che “sembrano astratti, ma che poi invece noi li ritroviamo nella nostra quotidianità: pensiamo al conflitto aperto in Siria, ma anche alla guerra al terrorismo. Ci sono così milioni di persone che fuggono dalle persecuzioni, dalle guerre e dalla povertà: bisogna allora trovare delle risposte per l’Occidente, così come per l’Africa in Africa e per l’Asia in Asia. Ma questo- ha concluso- è sicuramente un lavoro che va fatto tutti insieme”.

di Carlotta Di Santo – Giornalista professionista

24 Nov 2015
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