Da regina a hacker, Claire Foy presenta il nuovo capitolo di ‘Millennium’

ROMA – Millennium torna sul grande schermo con il reboot del quarto capitolo della saga letteraria realizzata dal giornalista e scrittore svedese Stieg Larsson. Nelle sale italiane dal 31 ottobre Millennium – Quello che non uccide, e’ stato presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma.

Nel film ritroveremo la dark lady Lisbeth Salander, questa volta interpretata da Claire Foy. La protagonista della serie Netflix “The Crown” sveste i panni della regina d’Inghilterra per trasformarsi in una vendicatrice implacabile. Senza pieta’ verso ‘gli uomini che odiano le donne’, piercing un po’ ovunque e un tatuaggio con un enorme dragone sulla schiena, nel corso di questa nuova avventura l’hacker femminista Salander incrocera’ di nuovo la strada del giornalista Mikael Blomkvist (questa volta interpretato dalla star  del film Borg McEnroe Sverrir Gudnason) e dovra’ affrontare il suo passato scontrandosi con l’odiata sorella Camilla (Sylvia Hoeks).

“Penso che la cosa principale quando ci sono stati altri adattamenti e’ che non bisogna fare paragoni- ha dichiarato il regista di “Millennium – Quello che non uccide”, Fede Alvarez in conferenza stampa all’Auditorium Parco della Musica- fai la tua trasposizione e ti concentri sulla storia. Ognuno ha il suo punto di vista. Il primo era un mystery, questo è più una storia di spie con elementi del noir, una specie di James Bond folle. Qui è tutto un pochino esagerato e al cinema si può fare”.

I registi che mi hanno ispirato? Alvarez non ha dubbi: Alfred Hitchcock e Brian De Palma. “Cerco sempre di fare due film contemporaneamente, uno per me e uno per il mio inconscio. ‘Gira le scene d’amore come quelle horror e viceversa’, diceva Hitchcock ed e’ quello che cerco di fare, utilizzando come lui la luce, la musica e le inquadrature. Mi ispiro a lui e a Brian De Palma per creare suspance”.

Riguardo alla protagonista del film il regista ha dichiarato di non vedere Lisbeth come una supereroina: “Non mi piacciono i superoi, mi opprimono, mi fanno pensare io non saro’ mai cosi, allora e’ meglio lasciare perdere. Io prendo un personaggio e cerco di distruggerlo. C’e’ sempre un elemento di autorivelazione nei film che faccio. E’ l’umanita’ dei personaggi che mi ispira”.

Gli fa eco la protagonista del film Claire Foy, che riguardo il suo personaggio dice: “Nn la vedo come una superoina, lei ha una volonta’ di sopravvivere cosi’ forte che puo’ affrontare un uomo molto piu’ grande di lei, sapendo che perdera’ perche’ sa di essere piu’ intelligente e agile. E’ un po come Davide contro Golia. Lisbeth la vedi a quattro zampe che graffia, ma resiste, e’ la sua anima e’ la sua volonta’ di farcela”. “Penso che la cosa importante quando si recita e’ non rendere i personaggi come te, ma trasformare te stessa in loro. Lisbeth è un personaggio molto complesso. Non è un personaggio tradizionale e io non ho cercato di comprendere Lizbeth dal mio punto di vista, ho cercato di assumerne il punto di vista di Lisbeth”, ha aggiunto.

Infine a chi le chiede un confronto tra Lisbeth e Elisabeth, la protagonista di “The Crown” risponde: ” Interpretare un personaggio vissuto realmente o letterario e’ qualcosa di molto simile, in entrambi i casi sai che qualsiasi cosa farai sara’ un errore. L’immaginazione delle persone e’ molto piu’ forte di cio’ che tu puoi tentare di realizzare. L’unica cosa che puoi fare e’ credere in te stessa e mettere le tue conoscenze al servizio del personaggio. Elisabetta e Lisbeth sono  diverse per molte ragione, ma hanno una cosa in comune: a causa del loro background non possono esprimere le loro emozioni. Lisbeth per il suo passato e la regina Elisabetta per la propria posizione”.

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24 ottobre 2018
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