Emilia Romagna

Cibo vegan ma anche no ai vaccini, e il Comune di Bologna dà il patrocinio

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BOLOGNA – Lasagne, ragù, salame calabrese e perfino sushi: tutto rivisitato secondo ricette vegane e dunque senza carne, latticini e altri alimenti di origine animale. Una passione oppure una semplice curiosità che i bolognesi, negli ultimi anni, hanno potuto soddisfare grazie al BoEtico vegan festival che torna per la quarta edizione, da venerdì a domenica, nel Parco dei giardini di via dell’Arcoveggio. Quest’anno, però, ci sono un paio di novità che si fanno notare. La prima è l’inserimento, tra i contenuti veicolati dal festival, di un’esplicita difesa dei genitori che scelgono la dieta vegana per i propri figli anche piccoli: un tema salito alla ribalta delle cronache, proprio negli ultimi mesi, per le notizie riguardanti i bimbi di Milano e Genova finiti in ospedale. Il secondo nodo, invece, è particolarmente sentito anche in Emilia-Romagna perchè il festival darà spazio anche agli alfieri della lotta contro le vaccinazioni obbligatorie, che intanto la Regione ha deciso di considerare un requisito indispensabile per l’iscrizione ai nidi. Il tutto con il patrocinio del Comune di Bologna e del quartiere Navile, tanto che l’evento oggi è stato presentato a Palazzo D’Accursio e avrebbe dovuto partecipare anche l’assessore Matteo Lepore, poi trattenuto da un altro impegno.

L’IDEATRICE DEL FESTIVAL: “CIBO VEGAN AI BAMBINI, ASSOLUTAMENTE SI'”

marina_atti_vegan2Alimentazione vegana anche per i bambini, assolutamente sì. Ed è proprio per questo- dichiara l’ideatrice del festival, Marina Atti– che abbiamo invitato un medico pediatra, Mario Berveglieri, il quale è specialista nell’alimentazione sia per la mamma durante la gestazione che per il bambino una volta che passa dall’allattamento allo svezzamento”. Si tratta di un tema “molto fuorviante”, assicura Atti, perchè “fa notizia” un bambino che si ritrova con problemi di salute a causa di “genitori un po’ incoscienti e incapaci di fornire una buona nutrizione”, mentre non si parla abbastanza dei “bambini obesi, che mangiano cibo spazzatura e hanno problemi di colestorolo” dai primi anni di vita. Perchè, sostiene Atti, “l’unico alimento perfetto per un bimbo fino ai cinque anni è il latte materno“.

AL FESTIVAL ANCHE UN AVVOCATO CHE ASSISTE I GENITORI NO-VACCINO E PRO-VEGAN

marina_atti_veganSu questo terreno molte famiglie incontrano “difficoltà” ed è per questo che al festival parteciperà anche Carlo Prisco, che Atti presenta come “avvocato etico e vegano, il quale si occupa soprattutto dei temi attuali che coinvolgono le famiglie vegane, cioè quelli della scelta dell’alimentazione vegana soprattutto a scuola, che spesso e volentieri viene negata e viene imputata come alimentazione malsana per il bambino”. Un tema, quello dei genitori da supportare, che si presenta “addirittura anche quando si tratta di voler scegliere di vaccinare o meno il bambino. Visto che per legge andrebbe vaccinato– dice Atti- ci sono delle famiglie che hanno bisogno di assistenza“. Al festival, così, prenderà parte (ma nel depliant con il programma non è citato) anche “uno dei tanti genitori che si ribellano e rifiutano una legge ortodossa”, aggiunge Atti, specificando di far riferimento tanto alla dieta quanto ai vaccini. “Ci dev’essere libertà”, afferma Atti: “Prima di scegliere bisogna informarsi molto bene, soprattutto se si sceglie non per noi stessi”.

ALLA KERMESSE NON SONO PREVISTI CONFRONTI. “NON ABBIAMO TEMPO PER I DIBATTITI”

Ma cosa c’entrano dieta vegan e vaccini? “Il vaccino è un discorso salutista” e quello vegano, risponde l’attivista, “è un argomento a 360 gradi e occupa tanti temi, si è contro la sperimentazione e si cerca di vivere una vita senza farmaci e con un’alimentazione sana“. Quello promosso dal festival è un “veganismo che tocca la sfera della salute”, precisa l’organizzatrice, perchè ci sono anche vegani a cui “non importa niente” e, pur evitando i prodotti animali, “mangiano molto molto male”. Gli incontri della rassegna, tra l’altro, sono organizzati senza prevedere un contraddittorio tra esperti di diverse convinzioni. “Non abbiamo tempo per i dibattiti“, è la spiegazione di Atti: “Abbiamo solo tre giorni, purtroppo”. L’anno scorso, secondo gli organizzatori, ci furono 4.000 visitatori. L’idea è di “abbattere tanti luoghi comuni” sui vegani, sottolinea Atti, ma “non vogliamo far cambiare idea a nessuno”.

TRA GLI OSPITI ANCHE UNA VETERINARIA OMEOPATA E UN ATTIVISTA ANIMALISTA

Tra gli altri ospiti invitati ci saranno anche una veterinaria omeopata, uno sportivo capace di coniugare atletica e dieta vegana, un attivista che nel 2012 contribuì alla liberazione di 3.000 cani beagle dall’allevamento di Green Hill e poi il “body artist” Alfredo Meschi, che “ha scelto il proprio corpo come forma di espressione- spiega Atti- facendosi tatuare 40.000 croci, equivalenti alle 40.000 vittime macellate ogni secondo”. All’evento collabora l’associazione Ca’ Bura, che in una prima fase ha dovuto superare “un po’ di titubanza”, spiega il referente Stefano Baratti, visto che “il nostro finanziamento si fonda su feste a base di crescentine e salumi”. Si tratta di “un’iniziativa molto importante”, commenta Massimo Peron, consigliere del quartiere Navile in quota Pd, “in una logica di collaborazione con il privato sociale e di valorizzazione delle potenzialità del nostro territorio”.

LA REPLICA DI LEPORE: “PATROCINIO NON CI IMPEGNA”

Il patrocinio dato al BoEtico vegan festival, che ospiterà anche alcuni paladini del fronte che si oppone all’obbligatorietà delle vaccinazioni, “non impegna in alcun modo il Comune” di Bologna. E’ la difesa dell’assessore alla Promozione della città, Matteo Lepore, affidata ad una nota diffusa dall’amministrazione comunale. Palazzo D’Accursio, dunque, assicura di essere in linea con la posizione sancita dalla Regione Emilia-Romagna ma, di fatto, non contesta le scelte fatte dagli organizzatori del festival sul tema vaccini.

“Non è la prima volta che il Comune e il quartiere Navile patrocinano il BoEtico vegan festival”, ricorda Lepore. “Il fatto che in questa edizione gli organizzatori abbiano voluto concedere uno spazio anche ai sostenitori del no alle vaccinazioni obbligatorie- continua l’assessore- non impegna in alcun modo il Comune che, anzi, sostiene la posizione assunta dalla Regione, la quale ha deciso di considerare la vaccinazione dei bambini come requisito indispensabile per l’iscrizione ai nidi“.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

24 agosto 2016
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