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Brexit, Fortuna (Unicusano): “Brutta giornata, ma non è la fine del mondo”

FORTUNA_UNICUSANOROMA  – E’ “una brutta giornata ma non è la fine del mondo”. A pensarla così è il magnifico rettore dell’università degli studi Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, che commenta la decisione dei cittadini della Gran Bretagna, espressa con un referendum, di uscire dall’Unione europea.

“Dobbiamo dirlo dopo il panico che si sta scatenando sui mercati finanziari- spiega- per effetto dell’uscita e, soprattutto, per il fatto che nelle ultime ore si era affermata l’ipotesi del ‘Remain’. Si troveranno gli opportuni rimedi, anche se nel breve termine potremmo assistere a forti turbolenze e instabilità ma poi si ricomincerà a guardare ai dati macroeconomici che, seppure inferiori alle attese, a livello globale non sono tali da giustificare un impatto così negativo. Vorrei aggiungere poi che nessuno è in grado di fare delle previsioni precise, perché si tratta di uno scenario unico nel suo genere, che non si è mai verificato prima: per questo non possiamo sapere cosa succederà”. Tra i motivi del ‘no’ all’Europa “ha prevalso il malcontento che si è generato soprattutto nei ceti medio-bassi e nelle zone più periferiche della Gran Bretagna, cioè di quelle che, più di altre, quotidianamente devono fare i conti con le delicate questioni dell’immigrazione e della sicurezza”.

“Coloro che hanno optato per il ‘Leave’ non hanno valutato, però – probabilmente perchè non hanno gli strumenti per comprendere le conseguenze economiche della loro decisione – che in questo modo si fanno del male- aggiunge il rettore dell’Unicusano- essendo i più esposti ai problemi che avrà il loro Paese”. A questo punto, come potrebbero reagire gli altri Paesi dell’Unione europea? “Il voto del Regno Unito apre uno scenario pericoloso, perché gli euroscettici sono tanti e saranno rinvigoriti da questo risultato. Chi vota spesso non ha cognizione e conoscenze tecniche per valutare e non si rende conto che ciascun Paese, tranne forse la Germania, avrebbe difficoltà senza l’esistenza di un’Ue che però deve rivisitare la propria architettura e procedere a passi rapidi verso un effettivo processo d’integrazione”. Sul piano economico, invece, quali saranno i primissimi passi? “Sicuramente la Banca centrale europea e quella inglese concepiranno qualche intervento, presumo con immissione di liquidità. Certamente- conclude Fortuna- bisogna pensare non solo ai mercati azionari e obbligazionari ma anche e soprattutto a quello valutario”.

24 giugno 2016
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