Italiani in UK, Manuela: “Giorno triste e pieno di ansie”

italiani ukROMA  – “Sono arrivata in UK lo scorso febbraio insieme al mio compagno gallese e ci siamo stabiliti a Liverpool. Lavoro per la compagnia Bosch, sono addetta al servizio clienti per il mercato francese. Sarà complicato per la mia azienda rimpiazzare con manodopera locale impiegati come noi che parlano almeno tre lingue. Oggi è un giorno triste e pieno di ansie sul futuro, sensazione che speravo di essermi lasciata alle spalle quando sono emigrata dall’Italia”. Così all’Agenzia DIRE Manuela Musella, 29 anni, che ha lasciato la sua città, Napoli, per lavorare a Londra. “Considerando che non c’era un programma vero presentato dai sostenitori del ‘leave’- aggiunge- non si sa esattamente che succederà. Ci sarà un periodo di transizione di due anni. Mi aspetto di vedere leggi restrittive in materia di visti, accesso al mercato del lavoro, reddito e welfare applicate ai cittadini dell’Unione europea. Non so invece se saranno capaci di compiere il miracolo economico che sperano grazie all’isolamento”.

Il “compagno gallese” di Manuela si chiama William e di lui racconta: “ha votato ‘remain‘ per paura delle ripercussioni economiche che l’uscita dall’Unione poteva provocare e perché ha vissuto nell’Europa pre e post Ue, beneficiando della libertà di movimento. Oggi è sotto shock, ma in fondo ha una natura molto ‘british’, crede che “Britain rules!”, che l’Inghilterra domini dentro e fuori l’Europa. Quindi non si preoccupa troppo”. Da domani come cambierà con la ‘Brexit’ la vita degli italiani che vivono nel Regno Unito? “In generale staremo a vedere che impatto avrà sulle nostre vite. Ora William si prepara per andare a lavoro. Piove. Mi dice che non è una buona idea andare a lavoro in bici. Lavora in aeroporto. Gli dico che avrà bisogno di impermeabili per andare a lavoro in bici in inverno. Inverno… Sarà ancora aperto il piccolo aeroporto di Liverpool il prossimo inverno? Coming up soon…”.

24 Giugno 2016
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