Italiani in UK, Emanuele: "avvisaglie di Brexit già 2 anni fa" - DIRE.it

Europa

Italiani in UK, Emanuele: “avvisaglie di Brexit già 2 anni fa”

emanuele1ROMA – “Le avvisaglie che sarebbe successo le avevo colte già due anni fa, quando avevo fatto richiesta della cittadinanza inglese. Per una somma di esperienze, posso sostenere che era ovvio che sarebbero usciti: la campagna per la Brexit era indirizzata chiaramente ad una popolazione che viveva di paure. La comunicazione fatta e i toni usati da Nigel Farage (fondatore e leader dello UK Independence Party – Ukip) sono quelli di una campagna d’odio”.

Così all’agenzia Dire Emanuele Titomanlio, 37enne napoletano oggi Senior Business Controlling Manager di Moet-Hennessy per Africa e Medio Oriente. Emanuele è arrivato a Londra nel 2005 ed ha vissuto lì per dieci anni lavorando per Coca-Cola, Ferrero e poi per Moet Hennessy nell’ambito del controllo di gestione. “Sono innamorato di Londra, una città che dà tanto e prende tanto. Ma che ti tiene incatenato come il peggiore degli amori. Sì – ammette – sono un po’ come schiavo d’amore”. A ragionare sugli effetti della Brexit da Città del Capo dove oggi risiede, il giovane manager ipotizza che nei prossimi due anni il costo della vita lieviterà e la “middle class, che pensava di guadagnarci, ci andrà a perdere”. Ovvero, nel Regno Unito “diventerà più ricco chi è già ricco”. A voler uscire dall’Europa gli under 25, “che hanno avuto paura di non trovare un lavoro”, e gli over 50, “convinti che i loro sforzi potessero essere destinati a Paesi con cui non avevano nessun legame”.

Diverso lo stato d’animo di chi ha tra i 25 e i 50 anni, perlopiù “persone cresciute frequentando scuole con immigrati e che quindi sanno benissimo che chi emigra ha un forte ‘commitment’ con il Paese che li ha ospitati e perciò cono considerati meritevoli di esservi parte quanto loro”. A urne chiuse, conclude Emanuele, l’Inghilterra continuerà ad essere un centro finanziario. Anche se le aziende “non saranno disposte ad accettare quote nelle loro società basate sulla nazionalità. E se questo accadrà, nel medio termine, le persone lasceranno il Paese e le aziende finiranno con il disinvestire. Chi vive ora in Uk si sentirà tradito…”.

24 giugno 2016
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