Nuovo Presidente della Cei è il cardinale Bassetti, pastore col profumo delle pecore - DIRE.it

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Nuovo Presidente della Cei è il cardinale Bassetti, pastore col profumo delle pecore

ROMA  – “Come chiede il Papa ‘bisogna profumare di pecora’ o, come si dice dalle mie parti, proprio ‘puzzare’… questo è il momento di rimboccarsi le maniche”. Parlava così il cardinale Gualtiero Bassetti, appena ricevuta la porpora, senza dimenticare le fabbriche e gli ospedali, insomma la vocazione sociale.

In molti lo avevano previsto, ed è andata proprio così.

CHI E ‘ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CEI

Se potesse scegliere seguendo il suo istinto, era stato detto, Francesco un nome per la presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei) lo avrebbe già: quello appunto di Bassetti, 75 anni, fiorentino, pastore simbolo di una “Chiesa in uscita” già unico delegato italiano al Sinodo sulla famiglia del 2015, appuntamento chiave nella percezione del Papa.

Tra i vescovi italiani riuniti in assemblea e Francesco, allora, c’è stata sintonia.

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Il primo nome della terna scelta dall’Assemblea generale, con una procedura inedita, frutto della riforma voluta da Francesco nel 2014, forse anzi troppo morbida alla luce del suo desiderio di collegialità, era quello giusto. Pastore con l’odore delle pecore, per citare ancora il Papa, vescovo tra la gente.

A testimoniarlo una storia cominciata molti anni fa, ben prima di quella creazione cardinalizia del 22 febbraio 2014. Per capire bisogna riprendere in mano i discorsi e l’opera del suo breve ma intenso episcopato al servizio della diocesi di Massa Marittima-Piombino, tra il 1994 e il 1999. Fu vicino alle famiglie degli operai delle acciaierie alle prese con una crisi velenosa. E vicinanza al mondo del lavoro ebbe anche da vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, sempre nella sua Toscana, prima di passare il 16 luglio 2009 in Umbria, come arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve.

A dire che presidenza sarà è però anche l’ordinazione sacerdotale ricevuta da Silvano Piovanelli, compagno di Ernesto Balducci e Lorenzo Milani, anima di quella Chiesa fiorentina che esercitò un peso decisivo nel Novecento italiano e nella stagione del Concilio Vaticano II.

Impegno e prospettive che riportano al Sinodo della famiglia, celebrato nell’ottobre 2015. La nomina del cardinale Bassetti come delegato si comprende alla luce delle sue dichiarazioni all’insegna dell’apertura anche nei confronti dei divorziati. “E’ fondamentale – aveva detto il porporato – prendere le distanze tanto dall’irrigidimento ostile quanto dal buonismo distruttivo, cioè dall’imporre fardelli insopportabili e dallo scendere dalla croce, per accontentare la gente”.

Un compromesso proposto nella consapevolezza che, però, la famiglia costituisce la “grande sfida” da affrontare.

ULTIMO EDITORIALE SULL’EUROPA

Significativo per capire il cardinale Bassetti è infine il suo ultimo editoriale, pubblicato su ‘L’Osservatore Romano’ proprio domenica scorsa. Il tema è l’Europa, “nata come luogo di incontro, come spazio di dialogo e di confronto”. Un continente oggi di nuovo alla prova, con le cronache di Manchester, l’incubo terrorismo e soprattutto i nodi dell’integrazione necessaria. Il cardinale Bassetti scrive di radici e denuncia un’Europa che “rifiuta se stessa”.

“Al benessere materiale ha corrisposto infatti la diffusione di un nichilismo gaudente e individualista” sottolinea il porporato. Che conclude però guardando al domani, con un appello a “rimettersi completamente in gioco” e a disegnare quei percorsi che potrebbero animare ora la nuova presidenza Cei: “L’Europa come luogo di incontro e come comunità solidale si è trasformata al contrario in un spazio popolato da individui che sembrano non riferirsi più a uno stesso codice morale”.

24 maggio 2017
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