Pa, Governo: “Fine precariato, mai più stabilizzazioni”

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SAN MARINO – Quella licenziata ieri dal Consiglio grande e generale sarà “l’ultima stabilizzazione dei precari della Pa per questo e per i governi futuri”. La delegazione del congresso di Stato, incontrando oggi i cronisti al termine dei lavori dell’esecutivo, riunito a Palazzo Pubblico, non si limitano a benedire il varo della stabilizzazione dei precari nel settore pubblico allargato, insieme al decreto sul fabbisogno. Ma annunciano l’avvio di una nuova stagione per le assunzioni nella Pa che “da qui in poi” avverranno solo per concorso.

Vogliamo mettere fine al discorso del precariato– spiega il segretario di Stato per gli Affari interni, Gian Carlo Venturini- dopo oramai 20 anni, dovrà partire la stagione dei concorsi, quale unica forma chiara e lineare per il reclutamento del personale della Pa”. In questa direzione, proprio ieri, rivela Venturini, è stato pubblicato il regolamento per la definizione dell’albo dei commissari di concorso che, chiosa, guiderà l’iter di arruolamento dei commissari “con criteri chiari”. L’approvazione definitiva in Aula della stabilizzazione dei precari nel settore pubblico allargato si somma comunque a una riduzione dei dipendenti pubblici di 530 unità in 10 anni, sottolinea poi Venturini, per un risparmio, solo negli ultimi 4 anni, di 10 milioni di euro. All’indomani del voto in Aula quindi “si va a dare risposta significativa alla problematica dei precari- prosegue Venturini- rispetto i quali vogliamo arrivare al punto zero”.

Iro Belluzzi, segretario di Stato per il Lavoro, conferma l’avvio della stagione dei concorsi nel pubblico “come elemento di equità per i cittadini- spiega- ma anche per ristabilire la meritocrazia, quale arricchimento dell’amministrazione”. Quest’ultima infatti “deve essere sempre più un fattore di competitività per San Marino- prosegue- per chi lo vede come luogo di investimento”. Nessunalogica elettorale dietro la manovra di stabilizzazione, sottolinea poi Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Sanità, respingendo le accuse rivolte in Aula dall’opposizione. “Semmai la logica che ha portato al provvedimento è organizzativa- prosegue- e parte dall’allegato zeta nel dicembre 2011, nella visione di un Paese che ha meno entrate e deve riorganizzare la macchina pubblica”. Su questa strada il prossimo passo, anticipa, sarà una nuova retribuzione pubblica. In particolare, rispetto all’Iss Mussoni assicura che la stabilizzazione avrà una incidenza importante per la stabilità dei servizi. “Mai più- manda a dire- dobbiamo vedere persone che per anni hanno contratti prorogati ogni sei mesi”. Mussoni aggiunge infine che nel fabbisogno è stato considerato già il personale del Casale La Fiorina, in coerenza con l’accoglimento dell’istanza d’Arengo che chiedeva il passaggio al contratto di diritto pubblico.

24 Mag 2016
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