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Alla ricerca di meteoriti VIDEO

ROMA  – Michael Farmer ha 44 anni e negli Stati Uniti è famoso come ‘il cacciatore di meteoriti’. Come lui ce ne sono almeno venti oltre Oceano: sono persone che si mettono alla ricerca di frammenti di asteroide caduti dal cielo. Frammenti che possono appartenere anche a Marte o alla Luna, e che arrivano sulla Terra senza essersi disintegrati dopo il passaggio in atmosfera.

Di ‘cacciatori’ di meteoriti ce ne sono anche in Italia: c’è chi organizza spedizioni negli angoli più remoti della Terra, chi gestisce siti internet con tutte le informazioni sulle meteoriti e chi ne colleziona fino ad averne in casa circa 700.


Le meteoriti non sono solo l’oggetto di una caccia al tesoro per appassionati, ma veicolano anche messaggi importanti per la Scienza. Lo ha spiegato alla DIRE Luigi Folco, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa.

“Le meteoriti in quanto frammenti di corpi celesti, o anche di comete, portano dentro di loro tutta una serie di informazioni di carattere cosmochimico che ci permettono di esplorare come si è formato il Sistema Solare 4, 5 miliardi di anni fa, e come poi si è evoluto”.

“La Luna, così come la superficie di Mercurio, porta il segno di un bombardamento catastrofico che ha colpito tutti i corpi celesti della parte più interna del sistema solare, quindi anche la Terra. Noi oggi contiamo circa 190 crateri da impatto contro le migliaia che troviamo sulla Luna o su Mercurio. Questo è dovuto a processi geologici che ringiovaniscono la superficie. E’ importante studiare i crateri perché danno informazioni sui proiettili che hanno colpito la Terra o la Luna e hanno una serie di ulteriori informazioni relative al contributo della materia extraterreste al budget geochimico della Terra. Il materiale che viene portato da un grosso meteorite sulla Terra si aggiunge a quella che è la composizione della Terra. Se avessimo ad esempio un grosso impattore potremmo ipotizzare che parte della sostanza organica possa essere venuta dal cielo”.

Folco coordina il progetto ‘Polvere cosmica: una visione cosmochimica dell’origine e dell’evoluzione del sistema solare’, finanziato dal Miur nell’ambito dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale. L’obiettivo principale è quello di “contribuire alla definizione della composizione del complesso di polveri che si trova nelle vicinanze dell’orbita della Terra. Lo faremo attraverso lo studio di due particolari collezioni di micrometeroriti, cioè di polveri cosmiche- spiega-. Una che proviene dalle cime delle montagne transantartiche e un’altra è una collezione che stiamo cercando di mettere su attraverso campionamenti in stratosfera, grazie a un pallone sonda che dovrebbe volare sopra l’Antartide nei prossimi anni”. Il progetto è portato avanti dall’Università Parthenope di Napoli in collaborazione con l’Università di Pisa.

“TROVARE UNA METEORITE? FA VENIRE LA PELLE D’OCA”

Uno dei (pochi) cercatori italiani di meteoriti è Giorgio Tomelleri. Ha iniziato raccogliendo fossili e minerali 50 anni fa e poi, insieme a sua moglie, è partito per la Libia nel 1996: lì ha iniziato a battere i deserti alla ricerca di quelle pietre che pietre non sono. Equipaggiati con fuori strada e gps, hanno battuto territori immensi, catalogando ogni loro ritrovamento spaziale.

La zona del Nord Africa è particolarmente proficua per la raccolta, perché nelle zone desertiche c’è maggiore visibilità, ma dal 2010 la crescente instabilità politica dell’area l’ha resa impraticabile.

Perché dedicarsi alla raccolta di meteoriti? Tomelleri lo spiega così: “Se uno pensa che sta raccogliendo una cosa extraterrestre che arriva da distanze inimmaginabili, il suo studio fa venire la pelle d’oca”. E poi, prosegue, si tratta di cose che “svelano le nostre origini“.

Tomelleri ha collaborato anche con l’Agenzia spaziale europea (Esa) per il progetto Pangaea: ha insegnato ad alcuni astronauti, tra cui Luca Parmitano, a identificare le rocce che vengono dallo Spazio durante una sessione a Bressanone (foto in basso).

Credits @Esa – M. Bernabei

C’è chi invece le meteoriti ama collezionarle. Uno di questi è Francesco Moser, per cui la passione è diventata irrefrenabile. “Ho cominciato a collezionare meteoriti a 17 anni. Mi sono sempre interessato di astronomia, l’interesse l’ho sempre avuto. Un conoscente astrofilo già collezionava meteoriti, ne ho comprata una, poi due, poi tre, ora ne ho quasi 400“.

QUANTO VALE UNA METEORITE?

Moser gestisce anche un sito ricco di curiosità sulle meteoriti (lo potete vedere qui), con tutte le informazioni- anche storiche- sul collezionismo. E’ lui a spiegarci che il valore di una meteorite può andare molto oltre l’aspetto scientifico.

A far salire il prezzo sul mercato è, ad esempio, la storia che c’è dietro, se qualcuno l’ha vista cadere o se ha colpito qualcuno. Lui conserva un frammento di meteorite caduta nel 1972 in Venezuela, responsabile della morte di una mucca. C’è poi il caso della meteorite dal volto umano: una roccia che sembra un viso, il cui valore si aggira attorno ai 120mila euro.

Dal punto di vista legale, in Italia una meteorite è di chi la trova. Ce lo spiega il maggior collezionista italiano, Matteo Chinellato: custodisce settecento pezzi e, in marzo, ha curato un’esposizione tematica sulle meteoriti italiane all’interno del Bologna Mineral Show.

Foto @Matteo Chinellato

“In Italia una meteorite è di chi la trova– spiega-. Non è un bene archeologico, non bisogna avvisare la Soprintendenza o dare la priorità allo Stato. Però per esempio in Inghilterra è invece di proprietà dello Stato e quindi chi la trova lo deve segnalare. In America”, come in Italia, “chi la trova se la tiene”.

Foto @Matteo Chinellato

Nel nostro Paese “sono due o tre le persone che cercano meteoriti”, racconta Chinellato, “come collezionisti con oltre cento pezzi” si parla invece di “circa cinque persone”.

Per chi fosse interessato al tema, le manifestazioni più accreditate del settore si svolgono a Monaco di Baviera, dove si tiene una delle fiere più grandi al mondo, e in un piccolo paesino della Francia, Ensisheim, luogo di una famosissima caduta di meteorite avvenuta nel 1492. All’epoca venne considerata un avvenimento soprannaturale.

Foto @Matteo Chinellato

Un frammento della meteorite di Ensisheim

di Antonella Salini, giornalista professionista

24 aprile 2017

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