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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

PALERMO, EDILI DISOCCUPATI SU TETTO COMUNE – Palermo, edili disoccupati salgono sul tetto del Comune. I lavoratori hanno prima occupato i locali del piano terra e poi si sono arrampicati passando per una scala interna. Non intendono scendere fino a quando non arriveranno risposte concrete per consentire il loro ritorno al lavoro. Un gruppo di una ventina di edili del comitato disoccupati, assieme al componente della Fillea Cgil Piero Ceraulo, da stamattina è sul tetto dell’assessorato al Centro Storico. I disoccupati hanno prima occupato i locali del piano terra e poi si sono arrampicati sul tetto da una scala interna. “Lavoro, lavoro”, chiedono a gran voce e non intendono scendere. Premono per essere ricevuti in giornata ma l’incontro fissato per oggi da un dirigente con l’assessore Emilio Arcuri è stato rinviato. L’assessore Arcuri si è detto disponibile a incontrare una delegazione martedì prossimo. Il posto è presidiato dalla Digos, dalla polizia, dai carabinieri e dai vigili del fuoco. “Il comitato è stanco di aspettare e di avere sempre le stesse risposte. I disoccupati non intendono scendere fino a quando non arriveranno risposte concrete per consentire il loro ritorno al lavoro. Si sta provando in qualche modo a calmare gli animi per vedere se è possibile anticipare a oggi un incontro”, dichiara Piero Ceraulo, della Fillea. I disoccupati edili ieri avevano protestato a piazza Pretoria. E già ieri si erano spostati al Centro storico per chiedere l’applicazione del protocollo siglato due anni fa con l’amministrazione che prevede nei canteri da avviare in città clausole di salvaguardia per i disoccupati di Palermo. Ma in due anni nessuno è stato chiamato al lavoro dalle ditte che stanno eseguendo opere nei cantieri cittadini.

 

MODENA. 25 APRILE E PRIMO MAGGIO SCIOPERO DEL COMMERCIO –  Dopo lo sciopero di Pasqua e Pasquetta, prosegue la mobilitazione con il nuovo sciopero proclamato dai sindacati modenesi Filcams, Fisacat e Uiltcus per le festività del 25 Aprile e 1° Maggio. “La Festa non si vende” è lo slogan scelto contro la liberalizzazione degli orari commerciali voluta dal “Salva Italia” 2011 e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori del commercio e degli addetti dei centri commerciali, a causa delle aperture domenicali e festive. “Il 25 Aprile e il 1° Maggio sono due giornate storicamente e socialmente importanti- sottolinea il sindacato- per questo la Filcams Cgil sostiene una battaglia per i diritti dei lavoratori, la conciliazione di tempi di vita e di lavoro, per un modello di consumi sostenibile. Ma anche una battaglia per i valori, per il rispetto della nostra cultura, la nostra storia e le battaglie dei nostri predecessori. Per mantenere viva la memoria, di chi, prima di noi, ha combattuto per un ideale, per la libertà e la dignità del lavoro”.

 

TRENTINO, RECUPERATI 3,9 MLN DEI LAVORATORI – Ufficio vertenze Cgil Trentino: recuperati 3,9 milioni dei lavoratori. Nel 2014, l’Ufficio vertenze della Cgil del Trentino ha rimesso nelle tasche dei legittimi proprietari, i lavoratori, ben 3 milioni e 931.000 euro. È uno dei dati più significativi – e per certi versi preoccupanti , se osservati dal punto di vista del sistema economico – dell’attività dell’ufficio legale del sindacato, illustrati oggi in una conferenza stampa dal responsabile dell’Uvl, Antonio Trombetta. La consistenza del recupero crediti, infatti, testimonia la crescente difficoltà delle imprese, causa il perdurare della recessione economica, a pagare regolarmente i propri dipendenti o a rispettare gli impegni verso di loro, nel momento del fallimento. I 3,9 milioni recuperati lo scorso anno rappresentano il dato più alto dal 2000. Solo negli ultimi cinque anni, complessivamente, l’Uvl è riuscito a restituire ai lavoratori ben 13,3 milioni.

 

MODENA. CONFRONTO CPL CONCORDIA-SINDACATI – Cpl Concordia (Mo), iniziato confronto con sindacati. Si è svolto ieri, 23 aprile, nel tardo pomeriggio presso la sede della Legacoop di Modena l’incontro tra i sindacati e la direzione aziendale Cpl Concordia. Ne dà notizia la Cgil modenese. L’incontro, richiesto alcune settimane fa dai sindacati, è legato alle preoccupazioni sulle prospettive della cooperativa alla luce delle indagini che hanno coinvolto suoi ex dirigenti. Al tavolo erano presenti i sindacati Fiom Cgil, Fillea Cgil, Filctem Cgil, Fim Cisl, Filca Cisl e Femca Cisl e gli attuali rappresentanti della direzione aziendale, assistiti da Legacoop. “Nei prossimi giorni- informano i sindacati- i contenuti dell’incontro saranno valutati all’interno delle assemblee sindacali con i lavoratori per condividere le prime informazioni ricevute ed esprimere un giudizio complessivo d’insieme. La situazione di Cpl è complessa e in evoluzione, avrà bisogno di altri momenti di confronto tra azienda e sindacati”. Il prossimo round è in programma subito dopo il 29 aprile, quando saranno eletti i nuovi vertici aziendali.

 

GENOVA. IL 29 SCIOPERO A FINCANTIERI – Fincantieri Genova, 29/4 sciopero e corteo contro disdetta integrativa. Mercoledì 29 aprile alle 9,30 davanti alla Direzione Fincantieri di Via Cipro a Genova si terrà lo sciopero con manifestazione dei lavoratori Fincantieri. Ne danno notizia Fim, Fiom e Uilm di Genova. Al concentramento saranno presenti i lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente, la Direzione di Via Cipro ed i cantieri di Riva Trigoso; contemporaneamente a La Spezia sciopereranno i lavoratori del Muggiano. “La protesta spiegano le siglie sindacali- è stata organizzata contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo da parte del Gruppo e contro la nuova ipotesi di accordo che prevede proposte irricevibili. Nonostante la volontà di arrivare ad una soluzione positiva da parte di rappresentanze sindacali unitarie e Segreterie di Fim Fiom Uilm, l’azienda continua a mantenere un atteggiamento di chiusura. A questo si aggiunge la situazione di Sestri Ponente con il dannoso immobilismo circa il ribaltamento a mare propedeutico allo sviluppo del cantiere e ad oggi lontano dall’esser realizzato e l’esternalizzazione della meccanica di Riva Trigoso verso una nuova società”. Per questi motivi mercoledì si terrà una manifestazione che avrà inizio presso la Direzione di Via Cipro a Genova con conclusione presso la Prefettura. L’appuntamento è fissato alle 9,30. Analoga protesta si svolgerà contestualmente al Muggiano con i lavoratori Fincantieri di La Spezia.

 

SANITA’, FP: CON I TAGLI SERVIZI A RISCHIO – “Il Dpcm sui precari della sanità appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale non garantisce il mantenimento dei servizi e i Lea (livelli essenziali di assistenza). Rimane il problema di tutti quei lavoratori precari atipici che non potranno più avere proroghe e non potranno partecipare alle procedure concorsuali, nonostante il loro lavoro sia indispensabile”, così Cecilia Taranto, segretario nazionale Fp Cgil. Che aggiunge: “Si ripropongono tutti i vincoli finanziari previsti, soprattutto per le Regioni soggette ai piani di rientro. Di fatto non si fanno passi avanti rispetto al Dl 101 del 2013: che fine faranno tutti i contratti atipici che non possono essere prorogati”? A questo “si aggiunge l’ennesimo rinvio dell’intesa Stato-Regioni sui tagli, solo in sanità 2,6 miliardi, effettuati con la legge di stabilità e il Def, che prevede ulteriori tagli. Si scarica tutto su operatori e cittadini: i primi privati del contratto nazionale e delle risorse per il salario integrativo, i secondi dei servizi, con il rischio di pagare i costi dell’eventuale inappropriatezza delle cure. Manca evidentemente un piano- conclude Taranto- e si prosegue con un approccio ragionieristico, senza misurare le eventuali ricadute. L’espulsione dei lavoratori con contratti parasubordinati dal mondo del lavoro in sanità e la pesante riduzione dei servizi in seguito ai tagli non possono essere spacciati per un’operazione di spending review: fanno cassa sulla pelle di operatori, medici e cittadini”.

 

BOLOGNA. 60 ORE DI SCIOPERO ALLA DENTSPLAY – L’assemblea dei lavoratori di Dentsply (filiale italiana dell’omonimo gruppo multinazionale, tra i maggiori produttore e distributore al mondo di prodotti biomedicali destinati al mercato odontoiatrico, odontotecnico, urologico e chirurgico) con sede a Casalecchio di Reno (Bo), ha proclamato insieme alle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Filcams Cgil, lo stato di agitazione e un primo pacchetto di 60 ore di sciopero contro la procedura per il licenziamento collettivo di 37 dipendenti su 91 lavoratori. L’azienda ha, infatti, comunicato, si spiega, lo spostamento e la soppressione di quasi tutte le funzioni di supporto aziendali, per esternalizzazione di tali servizi in Svizzera. Le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile l’indisponibilità aziendale nel valutare soluzioni alternative ai licenziamenti annunciati e considerano inappropriate le proposte avanzate che in nessun modo tengono conto dell’impatto sociale. La situazione è ancor più irreale poiché la casa madre è quotata alla borsa americana ed ha chiuso il 2014 con utili e cash flow in crescita così come la stessa filiale italiana ha prodotto risultati positivi. “Non capiamo- riferisce Alessandro Grosso della Fisascat Cisl area metropolitana bolognese- quale sia la logica di tutta questa operazione. Questa azienda vanta valori etici che però nei fatti, si trasforma in un’indisponibilità a valutare soluzioni alternative dai licenziamenti. La nostra priorità è la salvaguardia dell’occupazione, e progetti di questo tipo non trovano la nostra approvazione. Ci siamo già attivati nel territorio per coinvolgere anche le istituzioni in primis il Comune di Casalecchio , perché siamo di fronte ad un’altra azienda che vuole spostare ricchezza dal nostro territorio”.

 

OSTELLI, 140 LAVORATORI SENZA STIPENDIO – Sono senza stipendio da sette mesi circa 140 dipendenti degli Ostelli della Gioventù. Situazione inaccettabile per le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno proclamato un pacchetto di 8 ore di sciopero da articolare a livello territoriale. L’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, che versa in una forte situazione debitoria – in particolare dopo la chiusura nel 2010 dell’Ostello della Gioventù di Roma – non ha ancora presentato proposte concrete per superare le difficoltà e procedere al pagamento delle spettanze arretrate. “Ad un anno dai primi incontri, le problematiche e le argomentazioni poste, sono rimaste immutate se non peggiorate e ancora senza soluzione, con il risultato che i dipendenti, a tutt’oggi, devono ancora ricevere sette mensilità più tre ratei dell’Accordo sottoscritto lo scorso giugno” affermano le organizzazioni sindacali. “Abbiamo inoltre espresso il nostro disappunto riguardante la possibilità di dare ai dipendenti in autogestione alcuni Ostelli in difficoltà o qualsiasi esternalizzazione dei servizi, in quanto tutto ciò sposterebbe il problema senza trovare una vera prospettiva di sviluppo e manterrebbe l’assenza di una seria strategia politica Aziendale”. I sindacati hanno inoltre richiesto al ministero dello Sviluppo economico di mantenere attivo il tavolo di confronto convocando tutti i soggetti coinvolti che potrebbero investire nel piano di sviluppo, al fine di individuare seriamente gli interventi necessari, sia per rilanciare l’Associazione, sia per garantire l’occupazione e il salario ai lavoratori. Filcams, Fisascat, UIltucs auspicano che nel prossimo incontro al Ministero il 5 maggio si possano ottenere risposte concrete e risolutive.

 

MODENA, PIATTAFORMA INTEGRATIVO ALLA CAPRARI – È stata presentata stamattina (24-4) dalla Rsu e dai sindacati Fiom e Uilm la piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale in Caprari. La piattaforma, votata all’unanimità in assemblea da circa 300 tra operai e impiegati, giunge in un fase di rapporti particolarmente tesi tra azienda e lavoratori. Infatti, nei mesi scorsi si è svolta una mobilitazione che è culminata a inizio marzo nello sciopero contro i sabati comandati che ha visto l’adesione del 100% dei lavoratori. “La mobilitazione- osserva la Fiom Cgil di Modena- è stata proclamata contro l’utilizzo indiscriminato di lavoratori interinali in sostituzione di personale dipendente. Infatti, a dicembre 2014 l’azienda ha aperto una procedura di mobilità volontaria per 23 tra operai e impiegati, motivandola con il calo drastico delle commesse sul mercato estero (Libia, Arabia Saudita, ecc…)”. Con la piattaforma presentata oggi, Fiom, Rsu e lavoratori chiedono, tra l’altro, di avviare un confronto con l’azienda sui problemi aperti, a cominciare dalla stabilizzazione per anzianità di almeno il 10% dei contratti di somministrazione, e di fissare a 18 mesi (frazionati e/o continuativi) il termine massimo per l’utilizzo dei lavoratori somministrati. Si chiede, inoltre, che in caso di sentenza del giudice di licenziamento illegittimo, il lavoratore venga reintegrato sul posto di lavoro mantenendo l’anzianità e i diritti acquisiti, superando il solo criterio della monetizzazione previsto da Jobs Act.

24 aprile 2015

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