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La stretta di Grillo: “Decidono gli iscritti, chi non ci sta se ne vada”


ROMA – “Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento, i portavoce devono semplicemente attuarla“. Con un nuovo post sul suo blog, Beppe Grillo serra le fila del Movimento 5 Stelle e, nel giorno in cui  è atteso il giudizio della Consulta sull’Italicum, manda un chiaro messaggio ai parlamentari pentastellati: chi non è d’accordo se ne vada.

“I portavoce eletti del MoVimento 5 Stelle- si legge sul blog- hanno un compito ben definito: dedicarsi al compimento del programma votato da 9 milioni di italiani alle politiche del 2013. Il programma per le prossime elezioni, come nel 2013, non sarà definito dai parlamentari (che pure hanno il compito di proporre dei punti da mettere in votazione) ma dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle come sta avvenendo in queste settimane per il programma energia in votazione su Rousseau. Chi non sarà d’accordo con il programma definito dagli iscritti, potrà perseguire (se riuscirà a essere rieletto) il suo programma in un’altra forza politica”.

Ma il mantenimento dell’ordine interno ai gruppi parlamentari non è l’unico obiettivo del post di Grillo, che detta una stretta anche sulle comunicazioni esterne degli eletti del Movimento. “I responsabili della comunicazione del MoVimento 5 Stelle sono Ilaria Loquenzi, Rocco Casalino e Cristina Belotti, rispettivamente alla Camera, al Senato e in Parlamento Europeo, che si coordinano con Beppe Grillo e Davide Casaleggio”, ribadisce il leader del movimento. “Tutte le uscite comunicative dei portavoce (partecipazioni a eventi, interviste alla tv, interviste ai giornali, post sui social network riguardanti l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e simili) devono essere concordate assieme a loro“. Altrimenti, attacca il leader del Movimento 5 stelle, “si rischia di cadere nelle trappole giornalistiche o di danneggiare l’immagine del MoVimento 5 Stelle con uscite goffe e maldestre. Chi danneggia l’immagine del MoVimento 5 Stelle può incorrere nelle sanzioni definite dal Regolamento: richiami e sospensioni. Non si fanno sconti a nessuno”.

Grillo torna poi a ribadire che il Movimento 5 Stelle non farà “mai alleanze con i partiti che hanno devastato l’Italia negli ultimi decenni” e “non è di destra né di sinistra, non c’entriamo nulla con queste categorie ideologiche. Quando parliamo di reddito di cittadinanza dicono che siamo di sinistra- prosegue- anche se loro sono quelli del jobs act e dell’abolizione dell’articolo 18. Quando parliamo di sostegno alla piccola e media impresa dicono che siamo di destra, anche se sono loro quelli che le hanno affossate. Quando invece parliamo di taglio degli stipendi, allora siamo populisti”.

 

24 gennaio 2017

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