Strage del rapido 904, Renzi: “Un pensiero a San Benedetto Val di Sambro”

ROMA – Era domenica, il 23 dicembre del 1984. Il giorno della ‘strage di Natale’: una bomba radiocomandata fece saltare in aria i vagoni del treno 904 Napoli-Milano all’altezza di Vernio, nella Grande galleria dell’Appennino. L’ordigno era nella nona carrozza, posizionato su un ripiano portabagagli al momento della sosta a Firenze Santa Maria Novella. Morirono 17 persone, 297 i feriti. Fu la prima strage italiana di stampo mafioso.

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RENZI: RICORDIAMO TRAGICA VICENDA E MAGISTRATI COME VIGNA –  “Questo e’ un giorno che in questa zona e in questo Paese è particolare. Vorrei potessimo mandare tutti un pensiero alla comunita’ di San Benedetto Val di Sambro nel giorno in cui ricordiamo il tragico evento del Rapido 904. A qualche chilometro da qui 16 persone persero la vita”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all’inaugurazione della Variante di valico. “La Sindaca di San Benedetto Val di Sambro qualche ha ricordato quelle vicende- aggiunge Renzi- e cerchiamo di ricordare anche qualche magistrato come Piero Vigna che cercò di istruire un processo per quella vicenda drammatica di alcuni anni fa ma ancora viva nei ricordi di tutti noi”.

BOLDRINI: RICORDARE E’ DOLOROSO MA NECESSARIO – Nel giorno del trentunesimo anniversario della strage di Natale sul treno Rapido 904, la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inviato ai familiari delle vittime un messaggio di “vicinanza e solidarietà”. Scrive Boldrini: “Ricordare questo atto spietato con cui la mafia dichiarava guerra allo Stato tentando di scoraggiarne l’impegno contro il crimine organizzato è certamente doloroso, ma è altrettanto necessario. Un Paese realmente democratico, oltre a rendere omaggio alle persone che furono vittime innocenti di un disegno perverso, deve essere sempre in grado di interrogarsi sul proprio passato, anche nelle sue vicende più torbide. Occorre soprattutto spiegare ai giovani che questa ed altre stragi sono state il prezzo pagato dal nostro Paese, ad una scellerata strategia criminale, e rafforzare in loro un forte senso di indignazione contro ogni forma di illegalità”. Per Boldrini “la strage del treno Rapido 904, segnò l’inizio di una fase molto difficile per il nostro Paese. A quel feroce attacco le Istituzioni e la società civile seppero reagire con determinazione e coraggio, difendendo le ragioni della giustizia e della legalità. Con analoga determinazione e fermezza, ancora oggi non dobbiamo abbassare mai la guardia a fronte di ogni logica di violenza e di sopraffazione, se vogliamo preservare una convivenza realmente democratica”.

 

23 Dic 2015
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