Report del Consiglio Grande e Generale del 22 novembre - DIRE.it

San Marino

Report del Consiglio Grande e Generale del 22 novembre

I lavori consiliari si aprono su un Comma comunicazioni dedicato quasi esclusivamente agli esiti della riunione odierna della Commissione Affari di Giustizia. Tre consiglieri di minoranza, Roberto Ciavatta di Rete, Massimo Andrea Ugolini, Pdcs- presidente della commissione stessa- infine Denise Bronzetti, annunciano l’intenzione di formalizzare le proprio dimissioni dall’organismo consiliare. Ciavatta lamenta che la commissione sta diventando  “una vera e propria commissione di inchiesta” che mette a rischio l’autonomia della stessa magistratura. “Non posso partecipare a consessi- manda a dire- in cui si mette in discussione il Magistrato Dirigente”. Per Ugolini la motivazione è più legata al suo incarico di presidente: “La Commissione ha sempre assunto decisioni all’unanimità- spiega- nel momento in cui iniziano ad esserci distinguo e visioni diverse, ritengo opportuno mettere in discussione il mio ruolo”. “Non mi sento in nessun modo di alimentare lo scontro tra gli organi dello Stato- motiva invece Bronzetti- e non voglio rendermi protagonista di una situazione del genere”.

            Le reazioni della maggioranza sono indignate: denuncia la mancanza del vincolo di riservatezza e protesta “con questo metodo non rispettoso”, Mimma Zavoli di C10.  Smentisce le accuse sugli attacchi alla magistratura Giuseppe Maria Morganti, Ssd: “In Commissione- assicura- i consiglieri che sono intervenuti hanno oggettivamente espresso il desiderio che la magistratura, nel pieno della propria autonomia e autorevolezza, possa svolgere le indagini necessarie per chiarire tutti i dubbi sollevati in questo frangente”. Sulla stessa lineaanche Roberto Giorgetti, Rf: “Rigetto qualsiasi insinuazione sul fatto che questa maggioranza e governo vogliano delegittimare la magistraura e sostenere un progetto eversivo”. Per il governo interviene Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze, che chiarisce la posizione dell’esecutivo sull’esposto fatto sulla perquisizione che ha visto coinvolto Raffaele Capuano, dg dimissionario di Banca centrale. “L’esposto dello Stato non è contro la magistratura- puntualizza- ma contro una vicenda inquietante che ha visto vittima un rappresentante delle istituzioni, il direttore di Bcsm” .

            Nel corso della seduta del pomeriggio infine sono stati presentati due Odg: il primo da Rete, “per impegnare il Governo a riferire nella prima seduta utile del Consiglio Grande e Generale o della Commissione Consiliare competente sui giochi della sorte e relativi progetti e partnership”. Il secondo viene presentato da Vanessa d’Ambrosio, Ssd, ed è  sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza “affinché sia intrapreso un percorso con le forse politiche e sociali per giungere alle modifiche normative di tutela delle unioni affettive”. La seduta si interrompe sul dibattito in comma comunicazioni che riprenderà in seduta notturna.

 

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 1. Comunicazioni

Pasquale Valentini, Pdcs

Il mio intento non è quello di accanirmi contro nessuno, tanto meno con il Segretario agli Esteri. Rispetto all’ultimo incontro avvenuto ad Andorra sul negoziato Ue, giudico positivamente che i tre Paesi continuino ad incontrarsi e che ci sia volontà comune di intensificare il coordinamento del negoziato e gli incontri sul piano tecnico. Questo lo condivido ed è importante. Però aggiungo un’esigenza che anche in Consiglio si è già manifestata più volte e anche in Commissione. A distanza di un anno, credo si possa capire a che punto siamo del negoziato.  Dalle comunicazioni del Segretario a Rtv risulta che il 2018 sarà decisivo, dall’altra parte si sa, rispetto ai temi affrontati, che dopo la libera circolazioni delle merci, ora si parla nel negoziato della libera circolazione delle persone. Quindi il negoziato sta proseguendo, ma non abbiamo modo di capire su quali basi stia proseguendo. Il Consiglio grande e generale va coinvolto per sapere se c’è un punto da fare rispetto alla  situazione di un anno fa, capire lo stato dell’arte, se ci sono in programma già scadenze, se ci sono aspettative diverse rispetto gli altri due Paesi nel negoziato.

   Per noi l’obiettivo è essere considerato un Paese equivalente ed eliminare ciò che appesantisce il rapporto tra San Marino e Ue, rispondendo alle richieste degli operatori economici, ma anche dei giovani che chiedono di formarsi e lavorare fuori il Paese. Gli altri Paesi ci risulta fossero meno esigenti, pur di non mettere in discussioni le loro prerogative. Questo è un atteggiamento che non può essere protrattro a lungo, perché cambia la prospettiva con cui ci si pone nel negoziato. E’ importante che il Consiglio si appropri di queste impostazioni di fondo per poter dare al gruppo negoziatore e al Segretario indicazioni affinché il negoziato vada nella direzione che si aspetta il Paese. E’ indispensabile che dall’apertura del nuovo anno, e quindi da gennaio, ci sia un comma nell’Odg del Consiglio che consenta un riferimento preciso sullo stato di avanzamento del negoziato, sui temi attuali sul tavolo e sulle posizioni dei tre Paesi sui temi e su quali basi si dica che il 2018 sarà un anno decisivo del negoziato. Ciò consentirà a tutte le forze politiche di mettersi in atteggiamento costruttivo.

Stefano  Canti, Pdcs

Noi, come Dc, abbiamo presentato 5 Odg per chiedere di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori del Piano regolatore, per conoscere il gruppo tecnico chiamato a coaudiuvare lo studio Boeri, abbiamo chiesto anche la possibilità di indire riunioni apposite per discutere del Prg.  A fine giugno si è conclusa la seconda fase di lavori, con elaborati grafici che ad oggi le forze di opposizione non hanno visto. Possiamo parlare del fallimento della politica della segreteria di Stato al Territorio e in particolare del segretario di Stato Michelotti, anche se vorrei essere smentito. Lo dico perchè siamo giunti al primo anno di governo  e su una tematica così importante una maggiore attenzione del Segretario di Stato doveva essere prestata, anziché dedicarsi del Testo unico, oggi saremmo giunti già alla sua stesura e la politica sarebbe stata pronta a portare avanti l’iter di approvazione del Prg, per definire le priorità dello sviluppo del futuro del Paese. Invece il Segretario, all’interno di quest’Aula, nè della commissione IV, né nella commissione politiche territoriali, non ha MAI parlato di piano regolatore. Se si fosse dedicato al Prg e non al Testo unico, la politica- e qui mi riferisco al governo- oggi avrebbe potuto indirizzare meglio le infrastrutture individuate anche nell’ambito finanziaria. Alcune erano già state individuate nei precedenti Odg e nel famoso allegato Zeta del 2011, oggi non possiamo parlare di infrastrutture come novità che possono rilanciare paese. Magari con il Prg si sarebbe potuto parlare di instrastrutture nel centro storico per richiamare presenze turistiche, sarebbe stato utile al rilancio dell’economia.

Marianna Bucci, Rete

Chi è fuori non percepisce il clima con cui si svolgono gli interventi in Comma comunicazioni. La più pesante eredità che ci lasciano i governi a guida Dc, Psd, incluso Ssd, e Ap, non è la situazione del sistema bancario, non sono le infiltrazioni mafiose, non è il Conto Mazzini, non sono il clientelismo e la corruzione in tutti i settori, non è la speculazione edilizia. Queste sono tutte problematiche a cui potremmo far fronte con serenità ed efficacia, considerate anche le piccole dimensioni del paese.
L’eredità più pesante che ci lasciano questi partiti, ancora tutti ben presenti in quest’aula, è quella di una popolazione succube della politica, invece che protagonista della politica. Una popolazione che negli anni si è piegata agli abusi di potere, invece che combatterli, una popolazione rassegnata, che a ogni campagna elettorale non cerca i propri rappresentanti, ma i propri padroni.  Così oggi abbiamo un Paese incapace di distinguere il vero dal falso, di sentirsi una comunità. Abbiamo un Paese che costruisce il suo consenso con l’apparenza e non con la sostanza, incapace di cambiamento, credo voglia approfittare della mancanza totale di difese immunitarie dei cittadini. E’ più facile mantenere privilegi seguendo strade che portano capitali facili. Il govenro non ha dubbi e ha lavorato in questi mesi per costruire un nuovo paradiso fiscale, il Polo moda e del divertimento, residenze elettive che portano soldi importanti che arriano nei conti della Camera con i rischi che non ci siano procedure trasparenti. Lancio un appello che si rivolge ‘ai nuovi’, se in maggioranza c’è qualcuno che vuole approfondire questi aspetti, come quelli della questione Titoli, e che non si accontenta della lezioncina indirizzata per mail, Democrazia in movimento è disponibile a chiarire le nostre posizioni.

Mariella Mularoni, Pdcs
Nella sua lectio magistralis, il professore Viroli, durante l’inaugurazione dell’anno accademico universitario, ha sottolineato la necessità di costruire una coscienza civile, in particolare nei giovani. Ha sottolineato concetti  e pensieri sulla libertà di autori del passato ma ancora attuali: Macchiavelli, Hobbes, Rosseau. Un popolo libero ubbidisce alle leggi, non agli uomini, la libertà consiste nel non aver padroni. Alla luce di tutto quello che sta succedendo nel Paese, mi chiedo, possiamo ancora dirci uno Stato libero? Gli oltri 1700 anni di automia e indipendenza non possono che spronarci a riflettere su come è stato possibile che questa micro realtà sia sopravvissuta fino ad oggi. Il dono della libertà non ci è piovuto per caso e dobbiamo coltivarla e difenderla in ogni momento. I nostri avi sono riusciti a sopravvivere ‘ignoti agli altri e noti a noi’, mentre nel mondo della globalizzazione gli schiaffi della stampa italiana hanno fatto male a tutti i sammarinesi, mentre questo governo fa del tutto per toglierci quel poco ossigeno , quella liquidità che è rimasta. Oggi l’ennesima dimissione, a dimostrazione che il governo è incapace di governare. Dall’opposizione contrasteremo sempre ogni potentato che intende insediarsi nel Paese. Auspico che chi abbia ancora a cuore la Repubblica prenda le distanze da questo governo. Cari colleghi dela maggioranza, svegliatevi, o sarete responsabili dei danni alla collettività.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Non è un Consiglio normale, stanno accedendo avvenimenti che lasciano spaesati noi stessi. Quanto accaduto in queste settimane è evidenza della pochezza del far politica- e mi ci metto anche io- non ho voglia di indicare chi ha colpe o meno, credo sia giunto il momento di fermare questa autoreferenzialità della politica e mettersi a parlare sul serio di cosa vogliamo fare nel Paese. Il momento è drammatico, si sta continuando a navigare a vista. Siamo a un punto di non ritorno. Avete portato la nomina di uno dicendo che i rapporti con l’Italia erano a posto e lui se ne va, ora i rapporti con l’Italia sono saltati. Ditelo. E’ importante dire che si sono commessi errori.  Sull’Europa, abbiamo fatto una Commissione esteri una settimana fa e non abbiamo avuto nessun riferimento del Segretario di Stato che però va a Rtv a dire ‘questo sarà il nostro percorso’. Come la volete fare l’internazionalizzazione? Perchè invece non vi mettete al tavolo e non facciamo gruppo? Non ci interessa andare al governo. Voler ingerire con la magistratura come con l’esposto di ieri, vi rendete conto che non va bene? Che senso ha fare l’esposto e non mettersi invece al tavolo a parlare dello sSato disastrato che c’è? Do lettura di un Odg di Rete su polo del divertimento: “Con riferimento alla Delibera del congresso di Stato- numero 17 del 9 febbraio 2016- avente per oggetto ‘Mandato per l’avvio delle operatività del polo di intratterimento nel Centro storico di Città di San Marino”; (…) rammentando infine che nel documento di Programmazione economicoa 2018-2020 si afferma a pagina 153 nella sezione dedicata all’attività culturale: ‘è in corso l’esame di una proposta per una nuova gestione del centro congressi Kursaal da parte della Giochi del Titano, che potrebbe assorbire attraverso la creazione di un’altra società di gestione della Convention & Visitors Bureau e il Consorzio San Marino 2000, per una migliore sistema di gestione integrata della struttura e della promozone congressuale. (…) Il Consiglio grande e generale impegna il governo a riferire nella prima sessione consiliare utile, o al limite nella Commissione consiliare afferente, in merito alla situazione dei giochi della sorte, dei progetti e denne varie partnership richiamate dalla stessa delibera”.  E’ un Odg indicativo, mi auguro ci sarà l’impegno a parlarne di questo accordo con Novomatic, non è questo che serve a San Marino, con costi sociali impattanti.

Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri
Ci tengo a sottolineare che in Commissione Esteri vi era all’Odg, alla fine, un comma con il riferimento sul negoziato Ue, non siamo riusciti ad arrivarci perché abbiamo discusso su altri temi che ritengo meno importanti, per almeno due, anzi tre ore, si è discusso su un seminario. Sarebbe stato meglio discutere del negoziato, volevo fare anche delle proposte e poi sono venute notizie importanti anche dall’incontro con le delegazioni degli altri due Paesi. Nessuna mancanza di volontà a procedere ad un confronto permanente.
Nel merito, ci tengo a ringraziare il collega capo del governo di Andorra perché ci ha permesso di avere un quadro esaustivo sulla realtà del suo Paese.
La missione è stata di due giorni intensissimi: in una giornata, si è avuto un bilaterale con Andorra  sugli aspetti tecnici e politici sul negoziato.  Il giorno successivo è  stato dedicato invece a un incontro trilaterale con Andorra, Monaco e San Marino: lo spirito di questi incontri politici è quello di riuscire a fare il punto sulla situazione del negoziato e di mettere ciascun Paese al corrente delle peculiarità che vuole portare avanti, mantenere e promuovere. Il negoziato non è arrivato affatto a discutere della libertà circolazione delle persone. Quest’anno si sono avuti 4 incontri negoziali, nel 2018 ne avremo 8.  Ho quindi inteso di dare motivi di ottimismo legati all’incontro con i due interlocutori, per la volontà manifestata di procedere nel negoziato, e legati all’UE che dal calendario degli incontri ha espresso la volontà di arrivare alla sua conclusione. Le aspettative e sensibilità di San Marino e le differenze con altri due Paesi: credo che nella prossima Commissione esteri possiamo iniziare a decidere come vogliamo confrontarle tra di noi, con modalità di lavoro che possono essere solo ‘fuori dal microfono’. Non posso infatti prendermi la responsabilità di svelare le aspettative negoziali di un altro Paese. Spero si crei un rapporto concreto di collaborazione tra le forze politiche perché il negoziato è un’opportunità di tutto il Paese.

Roberto Ciavatta, Rete
Credo sia un dovere comunicare all’Aula che nel corso della mattinata ho preannunciato le mie dimissioni dalla commissione Affari Giustizia in mattinata. Le formalizzerò a Reggenza dopo questo intervento. Le ragioni sono diverse, non possono essere divulgare alcune perché attinenti a questioni interne alla commissione, altre credo siano invece assolutamente pubblicabili. Interviene la necessità da parte mia di riconoscere da un lato la mia inadeguatezza al ruolo e dall’altra la volontà di mettermi a disposizione delle autorità compententi per verificare se vi sono elementi per procedere, perché non è una commisisone – che non è commissione d’inchiesta- a esporsi. Personalmente ho molti timori, gli errori che come movimento abbiamo rimarcato relativi all’iter seguito sulla questione delle banche li vedo riproporsi all’interno di istituzioni dello Stato, come se una commissione come quella dovesse diventare una vera e propria commissione di inchiesta e questo non mi da più serenità di proseguire in quella commisisone alla luce dell’ipotesi del rischio imminente, attuale, di autonomia della stessa magistratura. C’è il rischio più che fondato che alcune lobby stiano spingendo- e non mi stupisco- per garantirsi una impunità. Quindi c’è un rischio, dal mio punto di vista, di un attacco nei confronti della magistratura. Non ho mai messo in discussione né metto in discussione il Magistrato dirigente, rinnovato all’unanimità due anni fa, riconoscendo l’imparzialità di chi ha dato via a inchiesta Mazzini, mia fiducia è piena nei suoi confronti e non posso partecipare a consessi in cui si mette in discussione questo. Non parlerò di questioni interne alla Commissione, hanno carattere di riservatezza e rilevanza penale, nel caso invece di elementi di pressioni della politica sulla magistratura, credo sia mio preciso dover quello di recarmi da gendarmeria affinchp non sia una commisisone politica ma il tribunale a verificare quanto sta accadendo. Parleremo domani di Capuano e dello strano esposto che cita un articolo preciso del codice penale. Rilevo che forse spesso e volentieri ci rapportiamo alle istituzioni di un certo peso, come se tutto fosse un gioco e affrontabile senza porsi i rischi e valutare le conseguenze. Senza volere in questa sede accusare nessuno, porto a conoscenza delle mie dimissioni e farò i passi che riterrò opportuni, ragionerò anche in vista delle potenziali ritorsioni nei confornti della mia persona e valuterò se presentare dimissioni anche da Consiglio grande e generale in una fase successiva. Fatemi partecipare all’Aula l’estrema preoccupazione.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
Comunico che anche io nella seduta attuale ho rassegnato le dimissioni dalla Commissione e come suo Presidente. La Commissione ha sempre assunto decisioni all’unanimità. Nel momento in cui iniziano ad esserci distinguo e visioni diverse, ritengo opportuno mettere in discussione il mio ruolo. E’ fondamentale poi in questo momento, come in passato, che ogni organo dello Stato agisca nella sua autonomia. Ci sono aspetti che è giusto restino dentro commissione, il mio auspicio è che si trovi il modo in cui politica e giustizia proseguano facendo quadrato.

Mimma Zavoli, C10
Ho ascoltato dichiarazioni lesive, chiederei di smettere di spargere sospetti. Lei consigliere Ciavatta e Zeppa, se puntate davvero a far agire la politica per il meglio, dovete smetterla di fare insinuazoni. Chiedo sia messo a verbale che l’intervento di Ciavatta potrebbe non rispettare il vincolo di segretezza. L’ atto che lei ha fatto, consigliere Ugolini, in questo momento ha certificato, nella vostra modalità, che qualcuno non rispetta la magistratura, e lo rinvio al mittente con tutta la mia forza. E protesto con questo metodo non rispettoso del confronto avvenuto in Commissione, non è rispettoso del ruolo che rivestite.  C’è un vincolo di segretezza preciso di cui ci siamo riempiti la bocca, ma avete tenuto di sottolineare che qualcuno ce l’ha con la magistratura, vi dovete vergognare. Non avete formalizzato le vostre dimissioni in modo corretto, avete preferito lanciare questa bomba. Mi vergogno moltissimo e mi riservo anche io di fare delle valutazioni. Le dimissioni si fanno per lettera. Il rispetto della magistratura non è prerogativa vostra, ma di tutti i consiglieri e commissari.

Denise Bronzetti, Ps
Sono molto amareggiata, ritrovo oggi in quest’Aula l’astio che ho vissuto quanto si sono trattati i fatti del Conto Mazzini. Consigliere Zavoli, non mi vergogno proprio di niente, in quest’Aula sono stati forti i miei attacchi personali a soggetti ex politici che hanno usato il Paese e i propri ruoli istituzionali per trarne profitto personale. Vorrei chiarire un aspetto, riguardo i lavori della Commissione Affari giustizia. E’ vero che sono state trattate questioni cui ci si deve richiamare a segreto istruttorio. Ma molte delle questioni oggetto della Commissione sono già note, non tutto quanto trattato è per forza coperto da carattere di riservatezza.

Non sono comunque serena, non lo ero prima in Commissione e non mi sento serena oggi, nell’affrontare anche all’interno dell’Aula consiliare un dibattito del genere. Non mi sento in nessun modo di alimentare lo scontro tra gli organi dello Stato e non voglio rendermi protagonista di una situazione del genere, non mi sento in grado di portare avanti i  lavori di quella commissione per il clima che si è generato oggi e per quanto dichiarato oggi in Consiglio. Vorrei la mia stessa sensibilità cogliesse tutti voi colleghi cnsiglieri . Nessuno si deve sentire tranquillo se la situazione è questa. Mi chiedo con che animo e con che serenità possiamo continuare a trattare qui dentro questi temi. E con quale stato d’animo. Il mio è terribile, io non partecipo a questo tipo di giochi. A livello personale sono serena rispetto al mio ruolo qui dentro e rispetto il mio modo di rapportarmi con istituzioni e organi dello Stato, e su questo andrò avanti, seppur non più all’interno della commissione Affari Giustizia. Depositerò anche io una lettera di dimissioni da quella commissione. E’ forse un atto responsabile. Se vogliamo far finta che i problemi non ci siano, siamo tutti irresponsabili. Io non mi rendo responsabile della valanga che porterà il Paese ancora più in basso.  Se non abbiamo capito che le responsabilità di ordine giudiziario le appura il tribunale e non noi, abbiamo sbagliato di grosso. A noi spetta di discutere politicamente e di adottare provvedimenti possibili all’interno del nostro ruolo, quello che va oltre mette in difficoltà il Paese.

Roberto Giorgetti, Rf
A volte le valanghe verso il peggio possono essere alimentate da chi sostiene di non volerlo fare. Dopo che i colleghi Ciavatta e Ugolini hanno esplicitato le proprie dimissioni dalla Commissione giustizia, anche io penso di poter esprimere estrema preoccupazione per una situazione che si sta creando e per le conseguenze che si stanno delineando. La mia preccupazione però nasce da presupposti diametricalmente opposti da quelli del consigliere Ciavatta. Non posso andare oltre al segreto d’ufficio, ma in Commissione sono state esplicitate situazioni gravi, la questione di fondo si riverbera su altri organi dello Stato e sul tipo di decisione da affrontare e su questo ci sono state diversità di vedute. E alla luce degli interventi in Aula, credo sia inevitabile affrontare queste situazioni, a questo punto- e in quale ambito dovrà farsi carico la Reggenza di deciderlo- anche alla luce di Ciavatta che preconizza situazioni eversive, se quello che interessa è fare chiarezza.  La soluzione non può essere quella di tenere le cose in qualche cassetto o in Commissione affari giusizia. Dispiace questa situazoone sia stata gestita con questo approccio. E’ la prima volta che assisto a una situazione di questo tipo che si colloca nell’ambito di attacchi, anche giudiziari, destituiti da ogni fondamento, tutto questo delinea una situazione inquietante. Il nostro Paese non ha nulla da guadagnare nello strumentalizzare situazione giuridiche. Va fatta chiarezza al tribunale e anche in altri organismi competenti, il Consiglio giudiziario penale e il Consiglio grande e generale, per quanto compete. Credo si debba rimanere nella completa coerenza istituzionale e rigetto, come ha fatto prima di me il collega Zavoli, qualsiasi insinuazione che questa maggioranza e governo vogliano delegittimare la magistraura e sostenere un progetto eversivo. E anche credo che l’allontanamento fatto di certi personaggi debba dimostrare qualcosa. La politica in passato ha avuto un approccio molto più alto sulle tematiche di questo tipo. Ricordo che il processo Mazzini è stato preceduto dalla Commisisone d’inchiesta consiliare che aveva messo in luce relazioni politica e affari e, tra l’altro, ha prodotto una relazione finale trasmessa in tribunale, usata per approfondimenti giudiziari

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
In Commissione i consiglieri che sono intervenuti hanno oggettivamnte espresso il desiderio che la magistratura, nel pieno della propria autorevolezza, possa svolgere le indagini necessarie per chiarire tutti i dubbi sollevati in questo frangente. Questo lo posso certificare. Mi stupisce alquanto che oggi qualche consigliere dica di dimetters,i facendo credere che chi non lo fa è invece complice di qualche complotto. E’ assurdo. Questa accusa non ci sta assolutamente. E’ assoluta intenzione della Commissione Affari giustizia di fare piena e totale chiarezza su tutto quanto evidenziato. Non sto a dire cosa, perché non posso. E la volontà è espressa a chiarissime lettere dai consiglieri all’interno della Commissione. Presidente, sono sempre andato d’accordo con lei, ma non capisco come faccia a sostenere la necessità di un atteggiamento così determinato, quando non vedo elementi di diversità tali da produrre decisioni così tristi.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Dire che c’è preoccupazione per un attacco a magistratura può essere inteso per mille ragioni. Abbiamo visto in passato le ingerenze della politica alla magistratura, se c’è una motivazione fondata di attacco alla massima autorità della magistrutura, ovvero al Magistrato dirigente, credo ci si debba preoccupare. Morganti ha detto tutto il contrario, non c’è nessun complotto, altri commissari invece, come Ciavatta, hanno parlato di una preoccupazione fondata rispetto all’autonomia della magistratura. Credo, cosigliere Mimma Zavoli, che quando si parla di vergogna l’uno con l’altro,  bisogna stare attenti. Io ho fatto battaglie qua dentro, ho paura che ancora una volta ci sia – non tutta la maggioranza, non tutta l’opposizione- ma ci sia, da parte di qualcuno, in atto una lobby affaristico-politica che condiziona fortemente l’operato non solo della politica ma anche delle istituzioni. E’ un dubbio. Quando vi chiediamo di verificare voi stessi situazioni al limite del lecito e della legalità, come l’inchiesta sull’uso di Fondiss, vi stiamo chiedendo tutti insieme di verificare alcuni legami o meccanismi che ci possono far venire fondati dubbi che gestioni di certe istituizoni sia legate a conduzioni politico-affaristico come in passato.
Questione Capuano: oggi con le dimissioni dell’ultimo direttore di Bcsm, di sicuro i rapporti con la vicina Italia possono solo avere avuto una battuta d’arresto. Dopo il servizio del Tg5, ho sentito dire dal Segretario Celli che è tutto sotto controllo: mi sembra che niente in ambito bancario e finanziario sia sotto controllo, quando ancora non si capisce come porterà avanti l’operazione Asset-Cassa, la conclusione ancora non si è vista, lei che viene a dirci che è tutto sotto controllo.

Dalibor Riccardi, Psd
Mi sono sentito di intervenire perché sono basito, deluso e stento a parlare dinanzi a questo micronfono. Mi appello a tutti i consiglieri di terminare questo scempio e di smettere di continuare a parlare di un organo dello Stato, della magisrarura, in questa maniera. Il mio senso di responsabilità e il grande attaccamento al Paese mi fa dire queste cose. I problemi nel Paese ci sono, ma noi qui dentro abbiamo l’obbligo di cercare di lavorare di fare qualcosa di positivo per questo Paese. Io non sono nella commisisone, vi chiedo la cortesia di non affrontare in maniera pubblica le questioni che ci possono essere e di non fare danni a questo Paese. In ufficio di Presidenza ero d’accordo con la valutazione della Reggenza di fare un comma su Capuano in seduta segreta. A Giorgetti: capisco le forze di opposizione, ma che quelli di maggioranza vogliano il comma in seduta pubblica è una vergogna, colui che ha voluto il comma di Capuano in seduta pubblica sarà responsabile dello scempio che verrà fatto in quel comma.

Luca Santolini, C10
Mi sarei aspettato tutto, meno che oggi si venisse qui a lanciare un dibattito sulla Commissione giustizia. Credo serva per strumentalizzare quello che sta accadendo in commissione. E’ un atto irresponsabile e vile, il segreto d’ufficio cui sono tenuti i membri di quella commissione non permette a noi di approfondire temi discussi. Sono state fatte accuse, giustificate da un disegno di un certo tipo, facendo passare il messaggio che chi si dimette fa parte di quel disegno. Io non posso difendermi perché non posso dire ciò che si è detto lì dentro. Luca Santolini quando viene in Consiglio o va in Commissione non fa le parti di nessuno. Luca Santolini fa gli interssi del paese, quelli che ritiene tali, e non fa gli interessi delle lobby. Io non conosco nessuno di chi fa parte di certe lobby, non ci parlo nemmeno e non mi va che passi il messaggio che Luca Santolini in quella commissione porta avanti interessi di una lobby. Ci siamo presi qua dentro di essere corrotti, zerbini, mafiosi. E non ho mai reagito a queste accuse schifose perché ho rispetto dell’Aula. Ma non ci sto più, non lo posso accettare, questa non è più politica. A tutela della mia persona mi riserverò di agire come è in mio potere, se quello che passa è che chi si dimette è paladino della giustizia e chi non lo fa sostiene le lobby. Quello che sta avvenendo avrà come effetto di bloccare i lavori di quella commissione, anche quelli già avviati. Questo clima non può andare avanti, bisogna mettersi al tavolo e parlare dei problemi del Paese, ma non lo si fa così.

Fabrizio Francioni, Ssd
L’impossibilità di dialogare in Aula crea problemi al Paese. Riconosco a Ciavatta un certo spessore culturale elevato, grande capacità di espressione. Ma è talmente bravo a parlare, che anche quando dice delle inesattezze, delle castronerie sembra che stia dicendo cose intelligenti, ma non è così. Non è giusto dare dei corrotti, o nel migliore dei casi degi idioti, da questi microfoni, è da vigliacchi perché tanto c’è l’immunità. Noi stiamo lavorando tantissimo, facendo cose mai fatte prima, cose che evidentemente stanno dando fastidio. L’intervento di Zeppa parlava di apertura e condivisione, ma quelli successivi hanno rovinato tutto. Spero da oggi in poi si possa inziare a lavorare in maniera più proficua e onesta, tutti quanti.

Marco Gatti, Pdcs
Mi sento in dovere di fare una riflessione per aprirla a tutti i presenti. Ci dobbiamo interrogare e fare parallelismi, la Commissione affari di Giustizia è andata avanti all’unanimità anche in momenti difficili su questioni spinose.  Se una delle motivazioni  delle dimissioni è che oggi non si riesca a giungere all’unanimità deve far riflettere. La questione sul tavolo sono i 40 mln di euro che ci hanno fregato e qui ci dividiamo? Dovremo trovare condizioni perchè la Commissione giustizia trovi unanimità. Nessuno può tirarsi indietro e vi invito a non ragionare a colpi di maggioranza, se no diventa difficile avere unanimità. Ho sentito un’accusa grave, c’è chi ha parlato di scontro tta poteri. Ho letto che il governo ha fatto un esposto su una perquisizione documentale ad una cassaforte con procedimento già  aperto. La magiratura va fatta lavorare. Però sui 40 mln di euro di prima, senza che ci fossero procedimenti già avviati, gli esposti il governo non li ha fatti. Due pesi e due misure? Forse era più grave quello. E allora sorgono i dubbi sugli interessi che ci possono essere. Visto che gli interessi eocnomici sono rilevanti. Più che trasformare un Commissione giustizia in una commissione di inchiesta, che non è, cerchiamo di trovare la quadra. Una commissione Giustizia fatta solo di maggioranza perde legittimità, cerchiamo di trovare una soluzione. Non condivido quello che dice Riccardi che non bisogna parlarne qua dentro.
Questione giochi: è vero che volete fare una seconda casa da gioco con la Novomatic? Così ne abbiamo una dello Stato e una privata in concorrenza. Vorrei chiarezza perché non voglio fare gli interessi del privato, dopo che abbiamo mandato via i privati dal settore. Voglio una posizione di maggioranza e del governo.

Eva guidi, Ssd
Anche io non pensavo avremmo avuto questo tipo di dibattito. A questo punto è doveroso fare qualche chiarimento. Consigliere Riccardi, condivido il suo appwllo per smettere di fare questo tipo di dibattiti in Aula, purtroppo questo tipo di dibattito è stato aperto e ora si deve andare avanti per fare chiarezza. Il tribunale ha attraversato periodi molti difficili perché ha avuto influenze di ogni tipo sui magistrati, ci sono stati procedimenti difficili, FinCapital e Mazzini, ci sono stati problemi interni organizzativi e ne abbiamo discusso anche in Aula. Sul tribunale sono sempre state fatte alleanze trasversali tra maggioranza e minoranza per portare avanti l’autonomia e indipendenza della magistratura. Oggi invece ci troviamo di fronte a un dibattito introdotto con modalità profondamente sbagliate, stiamo dibattendo su qualcosa di cui non possiamo parlare. Tra il detto e il non detto. In questa zona sono lanciate velate accuse, da cui risulta difficile difendersi. Da qui si va alla macchina del fango senza dare possibilità di difendersi. Questo metodo è un agire da codardi. Non è oggi che assistiamo al gioco delle dimissioni, il gioco del ‘mi alzo e me ne vado’ non è nuovo. E adesso con queste dimissioni, la commissione non può più lavorare a andare avanti. Noi siamo costretti a fermarci e non possiamo fare chiarezza fino in fondo su fatti gravi su cui si sta dibattendo. Chi vuole quindi fare luce e chi fare ombra? Voi oggi avete portato, per la prima volta, in Aula una strumentalizzazione, portando il lavoro fatto dentro la commissione Affari e giustizia, mi auguro non sia un’azione preconfezionata. Nessuno deve mettere mano sul tribunale. Bisogna fare chiarezza in ogni modo e in tempi brevi. Mi fermo qui e faccio presente che noi siamo dalla stessa parte, di chi vuole aiutare il tribunale a trovare la verità e lo vuole autonomo e indipendente.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Vi ricordate quest’estate L’atto del governo sull’ordinanza Asset banca? Decise di reclamare l’ordinanza, scelta che creava già uno scontro istituzionale tra l’organo esecutivo e il tribunale. Era già un primo terreno di scontro. Quindi si dimettono direttore e presidente di Bcsm, poco dopo partono le indagini su atti da loro compiuti, legato a questo, parte una perquisizione e le dimissioni di Capuano. Lui scrive che non si sente tutelato, e maggioranza e governo prendono al balzo questa sua dichiarazione e mettono in discussione l’operato della magistratura. Avete riletto il comunicato di Adesso.sm recente? Quidi l’esposto. Io non ero dentro la Commissione Giustizia, ma sono l’unico consigliere a pensare che ci sia uno scontro con la magistratura?  Domani affronteremo le dimissioni Capuano e gli attacchi mediatici, acuire uno scontro come questo è estremamente negativo. E sono preoccupato per quanto può essere successo questa mattina, credo che le tre persone che hanno compiuto questo passo lo abbiano fatto in modo ben ponderato.

Roberto Giorgetti, Rf
A Riccardi: in ufficio di Presidenza ho dato la mia disponibilità sia a una seduta pubblica che segreta. Altri miei colleghi hanno fatto presente di preferire la seduta pubblica, io non ho fatto nessuna imposizione.

Iro Belluzzi, Psd
Le dimmissioni di oggi mosse forse perché ci si sente investiti come politici di intervenire sull’autonomia della magistratura nel momento in cui sta facendo indagine. Ciò mi lascia molto preocucpato. Al neo eletto segretario di Ssd rilevo la non opportunità di fare parte della commissione. A suo tempo il segretario Dc, una volta nominato segretario, si  è dimesso. Perchè il congresso non ha fatto un esposto sui 40 mln di euro di Fondiss? Il fatto che si voglia far diventare invece la Commissione Giustizia una commisisone d’inchiesta non è l’approccio per entrare nel merito di quello che sta facendo il tribunale. Il tribunale ha una sua autonomia, non ci può essere la ‘stampella benevola’ della maggioranza con la commissione. Lo scontro tra i poteri dello Stato sarebbe davvero la valanga che travolgerebbe la Repubblica in modo definitivo. Siamo animati tutti dallo stesso spirito di ridare speranza ai cittadini, cerchiamo tutti di fare un passo indietro affinché determinati poteri possano svolgere la propria azione senza ingerenza anche se bonaria, di una commissione politica.

Nicola Selva, Rf
Sono sconcertato, non mi è chiaro l’oggetto di questo comma. Si parla della Commissione giustizia, i cui temi sono secretati, e ora io non ho informazioni per intervenire. Sono costretto a viverlo in modo passivo. Noi vogliamo trasparenza e chiarezza su avvenimenti che possono portare danno al paese, le pretendiamo. Non mi permetto di dire altro perché non conosco i fatti. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma non vorrei che i fini fossero altri da quelli annunciati. Sui giochi della sorte: vorrei tranquillizzare chi pensa che si vogliano aprire altre case da gioco. Qualsiasi cosa si farà, sarà in capo allo Stato, si sta solo cercando di ragionare sulla sala di intrattenimento, non sul gioco, in Città, in un ambiente ormai in disuso, come il garage Masi, per dare rilancio al centro storico.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Anche io non ho elementi per poter dettagliatamente commentare sugli esiti della commissione Giustizia, siamo rimasti tutti molto impressionati. Non perché ho un timore personale, ma perché avviene tutto con cadenza temporale eccessiva per essere pronti a svolgere valutazioni ordinate. (Ndr C’è rumore in Aula) Grazie, ritiro l’intervento, il livello all’interno dell’Aula è non degno di ognuno di noi.

Pierluigi Zanotti, Rf
Avrei voluto fare il mio esordio da consigliere su un tema più semplice, ma mi sento di dire la mia su  una questione spinosa, dopo le dichiarzioni sulla Commissione giustizia di cui faccio parte. Se si vede sempre il complotto, un confronto non è possibile. Pregiudizi, attacchi e accuse gratuite, al limite sono comprensibili in campagna elettorale, ma parlare di lobby e complotti per manovrare il tribunale…I componenti della commissione non dovrebbero basare le loro azioni sulle chiacchiere da bar e sui ‘si dice’. Non posso che sottolineare la profonda contraddizione tra parole, principi e fatti dei commissari che hanno usato le dimissioni per scopi di lotta politica. Non è questo il modo di aiutare la giustizia.

Yader Tosi, C10
Volevo portare l’Aula a conoscenza della riunione tenuta a Montegiardino sulle antenne. Mi aspettavo un confronto positivo, visto che la popolazione di Montegiardino è coesa e la Giunta aveva dato parere favorevole. Come negli altri Castelli, c’è stata bagarre costruita ad arte da partiti e movimenti politici che hanno creato ad hoc la claque anche a Montegiardino, arrecando danno agli stessi cittadini che non hanno potuto udire altro che urla, grida e illazioni e ignoranza di chi parla di telefonia e non sa neanche cosa dire.  Cerchiamo di parlare con i cittadini, non di usarli. Questo anno di legislatura si chiude con questioni spinose da affrontare, si può anche cadere, ma è la forza di poter farci rialzare che ci deve portare a una prospettiva futura migliore, con più certezze e prospettive per il futuro.

Alessandro Mancini, Ps
Ho ascoltato tutti gli interventi, spiace che in molti hanno voluto porre l’attenzione sul perché si sta facendo questo dibattito. In pochi hanno riflettuto sul perché tre commissari della Commisisone Affari giustizia, tra cui il presidente, hanno deciso di presente le dimissioni. La commissione deve tenere i rapporti perché la politica sia di supporto alla magistratura, ma non entrare nel merito del suo lavoro.Il ricorso del governo all’ordinanza Asset era il primo segnale che qualcosa non stava funzionando tra politica e magistratura. Il secondo passaggio è di 24 ore fa, il governo ha deciso di presentare un esposto alla magistratura. Non so cosa ci sia scritto, ma non va bene sia stato detto alla Tv di Stato. Ci scandalizziamo dell’azione mediatica distruttiva dei media italiani, e non ci scandalizziamo che il governo dà comunicazione alla tv di Stato che fa un esposto alla magistratura su azioni in corso? Sono queste le cose che non funzionano. Per voi le dimissioni sono un giocare alla politica? Non credo. Qui c’è di mezzo la tenuta delle istituzioni e l’equilibrio dei poteri dello Stato. Invito il consigliere Eva Guidi a riascoltarsi il suo intervento e a prendere le dovute conseguenze, ha detto cose molte gravi.

Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze

Rispetto all’intervento del consigliere Gatti sulla questione Giochi, certe inesatteze richiedono precisazioni da parte del governo. La gestione giochi rimarrà in mano pubblica e resterà a gestione pubblica. Non ci sono altri progetti in campo. Non c’è nulla di nuovo rispetto al progetto Novomatic che già nella precedente legislatura venne sottoposto attenzione del congresso di Stato. Il gruppo Novomatic non entrerà nella gestione dei giochi, bensì in un progetto di sala da intrattenimento nel centro storico. Stiamo individuando le migliori soluzioni possiibli per inserirlo in un progetto di rilancio turistico del centro storico.
Alcune valutazioni su temi sollevati: la precisazione va fatta sul presunto esposto del governo contro la magistratura. C’è solo da trasecolare rispetto questa affermazione. L’esposto dello Stato non è contro la magisratura, ma contro una vicenda inquietante che ha visto vittima un rappresentante delle istituzioni, il direttore di Bcsm, autorevole figura proveniente da ambienti politici istituzionali importnanti quanto il Mef. C’è da trasecolare rispetto valutazioni udite oggi rispetto un esposto che mira a fare luce su una vicenda dai tratti inquietanti. Il panorama offerto da gruppi di opposizione è desolante, dipinge un paese sull’orlo del baratro, alla faccia di chi vuole ripristinare un clima di fiducia nel paese. È stato criticato il governo per la posizione presa dopo l’aggressione mediatica commissionata dall’esterno.  Qui si vuole speculare anche sull’aggressione mediatica compiuta dai media italiani, fate pure. Moi vogliamo provare a salvarlo il paese e non a massacrarlo come sta cercando di fare qualcuno qua dentro. Mi piacerebbe portare il dibattito sulla realtà: su Asset ho sentito messaggi inquietanti. Sono concluse le operazioni di trasferimento  in Cassa per oltre mille rapporti, ci dicono gli organi di amministrazione che il trasferimento sta proseguendo in modo controllato. Vogliamo dire che non funziona niente anche quando fnziona? L’operazione Asset sta funzionando, Cassa ha agito in modo funzionale corretto. Se siete contenti a dire che non funziona lo diremo ma non è la verità. Il rapporto con il Mef è buono, con l’Ue va avanti un rapporto positivo, stiamo affrontando la questione della convenzione monetaria, siete liberi di dipingere una situazione disastrosa, ma non lo è, c’è un paese che sta reagendo.

Vanessa d’Ambrosio, Ssd
Presenterà un Odg sottoscritto dalle forze di maggioranza sulle unioni affettive. E’ un passo che esprime la volontà di affrontare il tema delle unioni affettive coinvolgendo tutte le forze sociali  e dando risposte agli organismi internazionali cui partecipiamo. “Il Cgg (…) si impegna a intraprendere un percorso con le condivisioni sociali e politiche per modificare la normativa vigente per assicurare le necessarie tutele giuridiche alle unioni affettive”

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Evito di rispondere al segretairo Celli, domani in dibattito lo affronterò. Per lui le cose vanno tutte bene. Il problema è che il suo governo e il suo operato hanno creato ulteriori problemi a quelli che aveva già il Paese, ma ne parleremo domani.
L’atto che si sta consumando oggi, le dimissioni dalla Commisisone giustizia, non può esser liquidata a cuor leggere dicendo che i dimisisonari vogliono solo fare caos. In passato si chiedeva al magistrato dirigente se la commissione poteva mettere in atto iniziaitve di carattere legislativo per fornire supporto al tribunale, questo è avvenuto in passato, a testimoniarlo oltre 25 provvedimenti portati avanti nella precedente legislatura. Questo è il lavoro che deve portare avanti la Commissione Giusizia in primo luogo. Il commissario Ciavatta ha detto che ha avuto la sensazione invece che la commissione stia diventando una commissione di inchiesta, volta a mettere in dubbio l’operato della magistrtura. Se le motivazioni sono queste, i colleghi sono giunti sicuramente a una decisione sofferta, e l’unico atto che potevano fare era presentare le dimissioni. Sono sicuro che i commissari di maggioranza vogliano l’autonomia della magistratura, ma devono portare avanti atti conseguenti. Lasciamo lavorare serenamente la magistratura, la politica si limiti a dare strumenti per operare al meglio. Questi sono i compiti della commissione.

 

23 novembre 2017
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