Ballottaggio, Adesso.sm: Con noi persone nuove al governo

adesso-sm01SAN MARINO – Un governo con soli sette Segretari di Stato, abolizione del raddoppio del contributo elettorale ai partiti fin dalla prossima Finanziaria e Reggenza di garanzia: sono alcune delle proposte che Adesso.sm lancia oggi nel primo appuntamento con la stampa dopo il primo turno di domenica scorsa. Dalla sede di Valdragone, i leader delle tre liste strizzano così l’occhio all’elettorato di Democrazia in movimento, coalizione esclusa dal ballottaggio. Consapevoli che riportare alle urne chi domenica scorsa ha votato per Rete e Dm-Si sarà determinante il prossimo 4 dicembre, Enrico Carattoni di Ssd, Marco Podeschi di Rf e Luca Santolini di C10 sottolineano così i punti programmatici che avvicinano le rispettive coalizioni. Per Carattoni il risultato del primo turno, quindi aver conquistato oltre un terzo degli elettori, è “storico” perché “per la prima volta- spiega- siamo riusciti a portare al ballottaggio la coalizione avversaria capitanata dalla Dc”.

Non solo: sommando il proprio risultato con quello di Democrazia in movimento, si ha che “il 60% persone recate alle urne hanno detto che vogliono voltare pagina- evidenzia Carattoni- e non votare per la Dc e le stesse persone che ci hanno governato fino ad oggi”. Per il futuro consigliere di Ssd, alla luce delle preferenze ricevute nelle liste di Smpt, “ai primi primi posti ci sono sempre le stesse persone che verosimilmente ricopriranno incarichi di governo”. Con la conseguenza che, “se vincerà Smpt c’è un fortissimo rischio di restaurazione”. Al contrario, “con noi avremo al governo persone nuove- manda a dire- mentre loro avranno quelle vecchie”. Santolini aggiunge che il cambiamento di persone si accompagnerà a quello di metodo.

“Ci presenteremo al Paese con una squadra di sette segretari di Stato- spiega- per avere un congresso più snello”. In più i responsabili di governo saranno scelti sulla base delle proprie competenze e non delle preferenze ottenute, precisa. “Non escludiamo- anticipa- di annunciarli prima del 4 dicembre”. Quindi l’apertura verso le minoranze: “Siamo consapevoli che in caso di vittoria andremo a governare un Paese profondamente lacerato da divisioni- prosegue- gli strappi vanno richiusi prima di poter impostare un nuovo modello di Paese”. Di qui l’elenco di alcune priorità, dalla valorizzazione del ruolo dell’opposizione all’abrogazione del raddoppio del contributo ai partiti in occasione delle elezioni. A riguardo, “se Adesso.sm vincerà il ballottaggio- chiarisce- l’abrogazione sarà inserita da subito, nella legge di bilancio”.

Rispetto invece il ruolo della minoranza, Santolini annuncia l’intenzione di creare un ambito istituzionale permanente di confronto tra maggioranza e opposizione “su cui discutere fin da subito di alcuni passaggi per noi importanti”. Ne elenca otto: l’istituzione di una Reggenza di garanzia con un rappresentante di entrambi gli schieramenti; la redazione di uno statuto delle opposizioni; quindi anche di un nuovo regolamento consigliare; la revisione del sistema di finanziamento pubblico ai partiti; l’offerta alle opposizioni della presidenza di alcune commissioni consiliari di garanzia, per esempio l’antimafia o quella Affari e giustizia; e ancora sviluppare un progetto taglio-commissioni inutili; infine elaborare provvedimenti sul recupero di risorse quali crediti di imposta concessi alle banche e crediti monofase; portare alla luce i beneficiari effettivi degli istituti finanziari direttamente nel registro dei soggetti autorizzati. I portavoce di Adesso.sm anticipano l’accusa di voler corteggiare Rete & co. con queste proposte: “Non sono temi di Rete- puntualizzano- ma che abbiamo inserito nei nostri programmi”. “Il problema- aggiunge Podeschi- è se si vuole cambiare qualcosa oppure no, se noi non fossimo al ballottaggio, io stesso non avrei sostenuto la Dc”. E alludendo al rischio per Rete e Dm di perdere più consiglieri in caso di vittoria di Adesso.sm aggiunge: “Non farei una battaglia di retroguardia per il mio posto in Consiglio”. Sulla stessa linea Carattoni: “Bisogna guardare alla coalizione migliore per cambiare il Paese- conclude- il ragionamento delle poltrone è da vecchia politica”.

23 Nov 2016
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