Finanza pubblica, la Regione Sardegna ricorre contro il Governo - DIRE.it

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Finanza pubblica, la Regione Sardegna ricorre contro il Governo

padoan-ministro-economiaCAGLIARI – “Padoan sta riprovando a fare illegittimi accantonamenti sulle tasse dei sardi. Ieri in giunta si è deciso di opporsi al decreto. La proposta è venuta dall’assessore al Bilancio che con questo porta a casa, a suo merito, il secondo ricorso di fronte alla Corte costituzionale in materia di finanza pubblica“. Così l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, annunciando il ricorso voluto dal vicepresidente della Regione Raffaele Paci, contro l’ultima, parole del presidente del Partito dei sardi, “cialtroneria di Stato”. “Abbiamo passato, come Partito dei sardi, due anni e mezzo a ripetere in Giunta che il Governo italiano è ontologicamente inaffidabile- spiega Maninchedda-. Per un certo periodo siamo stati considerati delle fastidiose cassandre”.

Poi, continua, “sono arrivate le cialtronerie di Stato: Galletti che si vuole rimangiare i soldi per l’alluvione di Olbia e per il rischio idrogeologico di Cagliari; Pinotti che si rimangia tutto sulle servitù militari e si tiene la base di Santo Stefano (e Pigliaru che ormai manco la vede). Il vecchio ministro delle attività produttive, Guidi, che in Sardegna non ha chiuso una che si dica una vertenza industriale (il nuovo ministro Calenda è in prova)”. Non solo: “Anas gestisce un portafoglio da 1,2 miliardi di euro di soldi sardi -ma qui la colpa è del Consiglio Regionale che non ha voluto fare l’Anas sarda, sottolinea Maninchedda- non rispetta mai le scadenze pattuite e, sarà un caso, vede tra le sue aggiudicatarie sempre un gruppo ristretto di dieci aziende (in Sardegna ancora più ristrette, cinque, di cui una accampata lungo la Ss 195 che paga a 220 giorni i subappaltatori che hanno abboccato a queste clausole contrattuali capestro)”.

Ma ora per Maninchedda, l’atteggiamento della Regione verso il Governo sta cambiando: “Sono entrato in una Giunta che faceva della fiducia preventiva verso il Governo italiano una scelta che noi non condividevamo. Oggi mi ritrovo in una Giunta che sta costruendo il fronte delle isole del mediterraneo, cioè che sta facendo finalmente politica estera e europea, che guarda con sempre più sospetto i comportamenti dell’amministrazione e del governo della Repubblica italiana, che cerca contatti diretti e non mediati con gli altri stati (vedi Cina), che si sta dotando di una propria competenza fiscale (Agenzia delle entrate)”. In una parola, conclude Maninchedda, una Giunta che “sa di dover fare per lo più da sola o comunque non avendo l’Italia al fianco, ma dietro”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

23 novembre 2016
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