Lorenzin: "Rispondiamo al terrore, assistiamo i migranti disperati" - DIRE.it

Sanità

Lorenzin: “Rispondiamo al terrore, assistiamo i migranti disperati”

ROMA –  “L’Italia, per la prima volta, ha finalmente avuto riconosciuto a livello internazionale lo sforzo enorme che ha compiuto in questi anni per la salute dei migranti e dei rifugiati e per cui non poteva più essere lasciata da sola. Oggi, infatti, c’è una consapevolezza nuova e comune del fatto che, su questo tema, ci vogliono risposte coordinate tra tutti i Paesi interessati”.Lo dice Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, intervistata dalla Dire in occasione della conferenza ad alto livello sulla salute dei rifugiati e dei migranti, organizzata dall’Oms e ospitata oggi e domani a Roma, al ministero della Salute.

“Per la prima volta, i 53 Paesi dell’area regionale Oms- ha proseguito Lorenzin- si ritrovano insieme per discutere su un tema di estrema importanza e attualità. Questa riunione è stata decisa anche su un impulso molto forte dell’Italia, prima dei fatti di Parigi, perché era davanti agli occhi di tutti noi il bambino morto sulla spiaggia di Bodrum e il cambiamento dei flussi migratori che ha coinvolto tutta l’Europa”. Secondo il ministro della Salute, poi, dopo i fatti di Parigi questa conferenza “è ancora più necessaria- ha sottolineato- perché naturalmente noi abbiamo un duplice livello di sicurezza: quello dato dall’intelligence e dai servizi delle forze dell’ordine, ma anche quello sanitario, perché è proprio grazie all’accoglienza umana ed etica delle persone che scappano sempre di più dalle zone di conflitto che noi isoleremo il terrorismo”. Ma cosa cambierà, esattamente, da oggi in poi? “Credo che dopo questa riunione- ha risposto Lorenzin alla Dire- riusciremo ad integrare maggiormente gli sforzi sanitari e a renderli omogenei con uguali azioni di intervento da ogni parte da dove arrivano i flussi ma anche con interventi mirati dai Paesi di origine”.

“La strategia è rispondere al terrore da una parte e dall’altra alle esigenze di umanità”, per “dare assistenza alla salute di migliaia di persone che arrivano in Europa in condizioni drammatiche. E Roma in questo sta dando prova di grande capacità”.

di Carlotta Di SantoGiornalista professionista

 

23 novembre 2015
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