Ostia, colpo ai Triassi: rivali degli Spada guidati da un ex banda Marranella

ROMA – Il loro scopo era riempire il vuoto lasciato dal clan Spada a Ostia, dopo i recenti arresti dell’operazione ‘Eclisse’, portata a termine a gennaio. Gli inquirenti descrivono così le 42 persone arrestate questa mattina alle prime luci dell’alba, appartenenti al clan Triassi, considerati rivali degli stessi Spada.
L’organizzazione, strutturata in 4 livelli gerarchici, gestiva tre piazze di spaccio: Ostia centro, Ostia ponente e Acilia. I vertici sarebbero stati degli ‘scissionisti’ del clan Triassi. A capo dell’organizzazione è stato individuato Salvatore Sibio, 75enne ritenuto elemento di spicco in passato della Banda della Marranella. Mentre in posizione immediatamente subordinata Alessandro Pignataro e Fabio Di Francesco, in passato ritenuti vicini al clan Triassi. Tra le ipotesi di reato l’associazione armata finalizzata al traffico di droga, estorsione, sequestro di persona.

Sequestrati beni per due milioni di euro tra cui 4 appartamenti e 6 auto. Durante le indagini, condotte dai carabinieri del Gruppo di Ostia e coordinate dalla DDA di Roma, sono stati sequestrati complessivamente circa 150 chili di droga, 5 pistole e 2 fucili.

OSTIA. ‘PAGA O TI STRAPPO DENTI CON TENAGLIE’, LE MINACCE DEI TRIASSI

“Ti tagliamo un dito per ogni settimana di ritardo”, “Ti strappiamo i denti con le tenaglie”. Sono alcune delle minacce pronunciate da Marco Esposito detto Barboncino, Michele Cirillo e Domenico Fusinato, colpiti da ordinanza di custodia cautelare eseguite dai Carabinieri di Ostia nell’ambito dell’operazione che ha condotto la Dda alla disarticolazione degli scissionisti del Clan Triassi di Ostia.

I particolari sono emersi dalle intercettazioni che hanno permesso agli investigatori di ricostruire alcuni episodi delittuosi commessi dal gruppo, come nel caso di un sequestro di persona avvenuto nel 2016. A finire sotto la minaccia delle armi un uomo, parente di un personaggio che aveva contratto con il gruppo un debito di droga di 70mila euro. Per questo, la vittima è stata condotta e trattenuta per otto ore di seguito nell’appartamento di Esposito dove è stato minacciato e picchiato dai sui sequestratori. Circostanza collegata dagli investigatori al suicidio di un pregiudicato a Cerveteri, avvenuto lo stesso anno.

Le indagini hanno anche consentito agli inquirenti di ricostruire l’atavica rivalità del gruppo degli scissionisti dei Triassi con il clan Spada, culminata con la rissa a colpi di coltello e pistola nel 2013 davanti alla sala giochi ‘Italy poker’ a cui assistette e testimoniò la giornalista di Repubblica, Federica Angeli.

Agli scissionisti del clan Triassi viene attribuita anche l’esplosione di alcuni colpi di pistola nella discoteca Gay Village di Roma all’indirizzo dei buttafuori nell’estate del 2016 e il progetto sventato di un agguato a mano armata ai danni degli stessi buttafuori l’anno seguente.

23 ottobre 2018
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