Welfare

‘Doniamo un sorriso’, arriva raccolta fondi per i bimbi dei paesi poveri

ROMA –  Dieci anni di ‘Emergenza Sorrisi’: ora è tempo di donare ‘un sorriso’. Si chiama così, infatti, la campagna per la raccolta fondi ‘Doniamo un sorriso’, in corso dal 1 ottobre e in programma fino al 6 novembre.

Il presidente dell’ong ‘Emergenza Sorrisi’ Fabio Massimo Abenavoli ha ricordato che al suo interno ci sono “varie professionalità mediche, chirurghi plastici, anestesisti” e che l’associazione è impegnata nel restituire “il sorriso ai bambini affetti da difformità del volto, come il labbro leporino, o che stanno scontando le conseguenze di traumi di guerra“.

La guerra, continua Abenavoli, “è una iattura terribile, colpisce la popolazione civile e i bambini. Siamo stati di recente in Siria, in Afghanistan, in Iraq, perché riteniamo che in questi contesti ci siano professionisti di elevato valore, medici che però non hanno risorse adatte. Quindi quello che facciamo è andare in questi Paesi, in accordo con i ministeri locali, lavorare fianco a fianco con i medici locali, fare formazione e fornire strumentazione per dar loro modo di proseguire con il loro lavoro. Creiamo in questi Paesi le stesse organizzazioni: ‘Emergenza Sorrisi’ Afghanistan, ‘Emergenza Sorrisi’ Iraq, ‘Emergenza Sorrisi’ Pakistan, gestite da medici e imprenditori locali, con la stessa finalità di aiutare i loro fratelli. Così facendo si ottiene un’azione di sviluppo. Noi poi torniamo in questi contesti due o tre volte l’anno e realizziamo missioni mediche”.


Qui “le emergenze sono collegate ai contesti di guerra, a riparare i traumi che ne conseguono- aggiunge-. Abbiamo operato e operiamo continuamente giovani e bambini con ferite laceranti che, senza intervento chirurgico adeguato, non avrebbero alcuna speranza di tornare alla normalità, di muoversi o camminare. In Siria non ci sono strumentazioni, un embargo blocca il passaggio di farmaci, di materiale. Come in Iraq, dove c’è una grave emergenza”. Nei Paesi africani “dove lavoriamo spessissimo- spiega-, le emergenze sono un po’ diverse. C’è carenza di impegno, da parte di Paesi più ricchi, nel favorire lo sviluppo locale”.

Come associazione “in questi anni abbiamo operato più di 5mila bimbi con traumi terribili o gravi malformazioni. Molti di loro li abbiamo portati in Italia, per poterli operare”. Non solo: “Abbiamo fatto formazione su centinaia di medici, abbiamo coinvolto tanti professionisti italiani- sottolinea Abenavoli-. Abbiamo creato un sistema di buona sanità e rispetto delle regole, anche di sviluppo sociale del medico, in un Paese povero. Sono cattolico praticante, in questi Stati islamici abbiamo trovato un’incredibile fratellanza”, mentre qualche difficoltà “c’è stata a causa degli aspetti burocratici, che a volte sono impedimenti”.

L’appello: “Portiamo avanti questa raccolta fondi, abbiamo l’opportunità di avere medici e infermieri che offrono gratuitamente il loro lavoro. Portiamo avanti questa campagna per l’Africa”. Sarà possibile sostenere i medici volontari della onlus con l’invio di sms solidali del valore di 2 euro al 45540, oppure con chiamate da rete fissa di 2 o 5 euro al 45540.

23 ottobre 2017
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