Libri, Guinness World Record è il più venduto dopo la Bibbia e il Corano

ROMA – Un libro da guinness, il terzo più diffuso al mondo dopo la Bibbia e il Corano. No, non si tratta dell’ultimo successo di Dan Brown o del giallo più amato di Agatha Christie. È il ‘Guinness World Records‘, il libro dei record, che nella sua storia ha venduto più di 100 milioni di copie in 100 Paesi diversi. Ed è stato tradotto in 37 lingue. Ma qual è il segreto del libro cult che batte in vendite bestseller come ‘Il codice Da Vinci’ e classici come ‘Lolita’ o ‘Il nome della rosa’? E che già sta spopolando nella sua ultima edizione del 2018?

STORIE CHE SUSCITANO CURIOSITÀ

È innegabile che il fattore su cui punta il team che si occupa di esaminare e selezionare le candidature per poi confezionarle e darle in pasto al pubblico dei guinness è la curiosità. Una curiosità suscitata da corpi o abitudini fuori dal comune, strambe abilità o sterminate collezioni. Di orsacchiotti, per esempio, come nel caso di Jackie Miley, una sessantottenne del Sud Dakota che, in uno dei video della sezione ‘Meet the records breakers’, racconta la sua passione per i teddy bears circondata dai suoi 8.026 amati orsetti di peluche, che colleziona da quando, nel 2000, ne ha vinto uno chiamato ‘Nonna Jackie’.

Poi c’è Hunter Ewen, campione di fiato, con 80 palloncini gonfiati a bocca in un minuto e 910 in un’ora, come da certificazione Guinness World Record. E Peter Crouch, altro campione da record grazie ai suoi 51 goal di testa segnati nella Premier League inglese.

Si chiama, invece, Jim Arrington il più vecchio bodybuilder del mondo, che con i suoi 85 anni continua ad avere muscoli definiti, nonostante la pelle non sia più quella di un trentenne. Mentre è di Benny Harlem l’acconciatura più alta al mondo che, con i suoi venti pollici e mezzo (poco oltre i 50 centimetri), somiglia alla strepitosa ‘torre’ blu di Marge Simpson, e misura quanto un’unghia di Ayanna Williams, la donna con gli artigli di entrambe le mani più lunghi al mondo, che lei ama decorare con smalti, glitter e brillantini.

Anche i nostri amati amici a quattro zampe non vengono risparmiati all’industria dei guinness. Si chiamano Cygnus e Arcturus i gatti domestici viventi rispettivamente più alto e con la coda più lunga al mondo, nutriti, coccolati e misurati con accuratezza da manuale dalla coppia di affezionati proprietari Lauren e William Powers. Ma accanto ai veterani dei Guinnes ci sono anche delle new entry. Come il Game Boy più grande al mondo, progettato dallo studente di ingegneria belga Ilhan Unal con misure da record (1 metro per 62 centimetri) o ‘Ryan Toys Reviews’, canale online di recensioni di giochi per bambini più visitato al mondo con oltre 9 milioni di iscritti appassionati al piccolo Ryan. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare a fare la parte del leone rispetto ai record non sono solo gli Stati Uniti, ma la Cina. Proviene dal gigante asiatico, infatti, la persona con le ciglia più lunghe al mondo, ben 12,40 centimetri, tanto da confondersi con i capelli di You Jianxia, mentre è di Wendy Suen la sterminata collezione di boule de neige, che conta ben 4.059 sognanti palle di vetro.

PROGRAMMI TV

Il Diario dei Guinness ha ispirato più di una trasmissione sul piccolo schermo, in Italia e non solo. Tra i 35 programmi internazionali ispirati al Guinness dei primati c’è anche ‘Lo show dei record’, trasmesso sulle reti Mediaset dal 2009 al 2015 e condotto negli anni da Barbara D’Urso, Paola Perego, Teo Mammucari e Gerry Scotti, che oltre all’ultima edizione del 2015 ha condotto il programma nel 2011. Un programma che ha sempre registrato buoni risultati in termini di telespettatori, oscillando tra il 15% circa di share per arrivare anche ai 27-28 punti percentuale di share delle prime edizioni. Tra le edizioni straniere, invece, ci sono ‘Officially amazing’, ancora in onda nel Regno Unito, come ‘The Night of Guinness’ dal 2006 nelle tv cinesi. E ancora il ‘Guinness World Records Primetime’, nel piccolo schermo degli statunitensi dal 1998 al 2001 e ‘L’émission des records’, come si chiamava la prima edizione francese del ’99, che negli anni ha cambiato nome fino a ‘Les tresors du livre des records’ del 2015.

TUTTA COLPA DEI PIVIERI

Tutto nacque nel 1951, quando Hugh Beaver, amministratore delegato della più famosa azienda di birre irlandese, la Guinnes, partecipò ad una battuta di caccia. Una battuta sfortunata. I cacciatori, infatti, rimasero a bocca asciutta perché alcuni pivieri dorati riuscirono a sfuggire ai loro fucili. Beaver e i suoi compagni di battuta a quel punto iniziarono a discutere su quale fosse l’uccello più veloce in Europa. Da lì l’idea di soddisfare questa come milioni di altre curiosità che avevano a che fare con i record, catalogandole ogni anno in una sorta di enciclopedia dei primati.

23 Ott 2017
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