Emilia Romagna

Cpl Concordia? “Rivoltata come un calzino”

BOLOGNA – “Questa cooperativa è stata rivoltata come un calzino”, dice oggi il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti a proposito di Cpl Concordia. Il colosso della Bassa modenese è stato riammesso nella white list prefettizia martedì (“E’ un godimento intimo”, confessa Lusetti) dopo “sei mesi da incubo”, per dirla col presidente di Legacoop Modena Lauro Lugli.

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Le tappe successive alla bufera giudiziaria partita con gli arresti a fine marzo degli ex vertici, a partire dall’ex presidente in sella per 39 anni di fila Roberto Casari, sulla metanizzazione di Ischia sono state frenetiche. E gli ultimi sequestri milionari sul fotovoltaico in Puglia non lasciavano ben sperare nel ritorno nella lista ‘pulita’. L’interdittiva antimafia è scattata il 24 aprile, i primi due commissari (Marco Filippi e Massimo Varazzani) sono arrivati a metà maggio e il terzo (Angelo Tranfaglia) in agosto, il nuovo Cda presieduto da Mauro Gori si era insediato il 29 aprile insieme con la nuova vigilanza interna affidata all’ex procuratore Vito Zincani, la prima cassa integrazione è arrivata a maggio ma è tra settembre e ottobre che si è arrivati a coprire in via straordinaria circa 650 dipendenti, quasi la metà della forza lavoro dell’azienda di Concordia sulla Secchia. Ora si procederà col nuovo atteso piano industriale. In questo quadro, i nuovi amministratori hanno già deciso di fare causa ai vecchi per il danno di immagine subito.

Se abbiamo capito cosa non aveva funzionato? Ci sono dei processi in corso, chiariranno responsabilità e livello di coinvolgimento. Abbiamo cambiato profondamente le modalità operative di Cpl, revisionato il modello di business, aumentato i controlli interni sulle commesse. Chiederò al gruppo dirigente di continuare sulla legalità, la sfida non è finita”, continua Lusetti, che oggi vuole concentrarsi solo su Cpl al punto da non rispondere, a margine, alle domande sulla crisi di Coop Costruzioni a Bologna. Rivendica di non aver cacciato Cpl da Legacoop, nonostante il pressing di quei mesi: “Il nostro mestiere non è quello di cacciare fuori, ma di assumerci la responsabilità di fronte a 1.600 soci-lavoratori attivi in un territorio già martoriato da terremoto e calamità”. Così, il modello Cpl ora può fare scuola tra le coop: “Abbiamo consolidato una modalità operativa che può avere successo per altri casi analoghi”, incassa Lusetti omaggiando tutti gli attuali vertici presenti sul palco in conferenza stampa a Bologna, da Gori e Zincani passando per il vicepresidente Paolo Barbieri e il consigliere delegato Elio Cirelli.

Ma la tolleranza zero, appunto, non c’è stata solo su Cpl: “Per noi- continua a margine Lusetti, citando anche il caso del Mose– Cpl Concordia è una tappa che segna un salto di qualità anche rispetto all’approccio che abbiamo su tutte le questioni che riguardano la legalità. Abbiamo cominciato tempo fa col Coveco: anche lì per il quale abbiamo adottato una modalità di tolleranza zero, contribuendo a cambiare l’intero gruppo dirigente, e oggi abbiamo un consorzio in grado di conquistarsi appalti molto importanti come quello dell’ospedale di Trieste”. Così, ora “Cpl è un passo in avanti ulteriore, che alza l’asticella del contrasto. Questa cooperativa, dove i soci hanno cambiato completamente l’organo dirigente e l’organismo di vigilanza, ha adottato anche altri elementi significativi ovvero aver deciso in assemblea un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori. Questo testimonia che quando si dice tolleranza zero per noi- rivendica il presidente nazionale- significa azioni concrete e non espressioni verbali“.

di Luca DonigagliaGiornalista professionista

23 ottobre 2015
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