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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta – Ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.

Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura.

REGIONE LOMBARDIA, 24/9 DIPENDENTI IN PIAZZA  – I dipendenti della Regione Lombardia scendono in piazza il 24 settembre per chiedere un’inversione di rotta “dopo anni di blocco contrattuale e di tagli salariali imposti da tutti i governi, dove anche le progressioni economiche di carriera (che hanno sostituito gli scatti di anzianità) sono state bloccate”, si legge in un comunicato della Rsu. “L’amministrazione – scrivono i delegati sindacali – ha negato in queste settimane ogni disponibilità ad aumentare il Fondo per la contrattazione decentrata, riducendone addirittura l’importo rispetto al 2014 e rendendo praticamente impossibile, anche nel 2015, le progressioni economiche, che a livello normativo sarebbero finalmente sbloccate dopo tanti anni di blocco salariale. La stessa amministrazione ha però trovato, senza grossi imbarazzi, le risorse per concedere a tutti i dirigenti il premio di risultato al 100%”. “Vogliono farci credere che siano le norme ad avere reso inevitabile questa scelta. Noi sappiamo invece che si tratta di mera volontà politica dell’ amministrazione regionale, alla quale noi dipendenti non intendiamo sottostare” dicono i delegati sindacali dell’Rsu. L’appuntamento è per la pausa pranzo di giovedì 24 settembre. Alle ore 13.00, la piazza sotto Palazzo Lombardia sarà simbolicamente occupata dalle lavoratrici e dai lavoratori che mangeranno un “panino di lotta”. “Abbiamo letto sui giornali che anche quest’anno i nostri dirigenti hanno ottenuto aumenti ai loro stipendi d’oro, mentre a noi viene negato persino un minimo incremento ai nostri stipendi che anno dopo anno di blocchi hanno perso potere d’acquisto. A loro filetto e aragosta, a noi negano un misero panino”, concludono.

AMBROSETTI (LIVORNO), SCIOPERO RIUSCITO CONTRO ESTERNALIZZAZIONI – Sciopero riuscito oggi (mercoledì 23 settembre) a Livorno del personale di terra dell’azienda di trasporti e logistica Fratelli Elia Ambrosetti, indetto in seguito alla presentazione del piano industriale da parte della nuova proprietà. Il gruppo Bertani, che ha acquisito l’azienda in agosto, ha allarmato i sindacati includendo nel piano industriale l’esternalizzazione del servizio a terra “Questa scelta – spiegano Filt Cgil e Fit Cisl – mette a rischio il lavoro di metà del personale in forza all’unità produttiva di Livorno, circa 60 dipendenti sui 120 totali, per questo abbiamo ritenuto doveroso formalizzare la nostra protesta incrociando le braccia”. Sempre nella giornata di oggi si svolge a Milano l’incontro tra Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per decidere unitariamente le iniziative da intraprendere a livello nazionale, in previsione del tavolo di trattativa convocato per il 1 ottobre.

GENOVA, INAUGURATO SPORTELLO CGIL DEDICATO A PERSONE LGBT – Inaugurato a Genova lo sportello Cgil dedicato alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. “Ancora oggi, nonostante il progredire delle campagne sulla parificazione dei diritti tra persone etero e lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) – si legge in un comunicato -, esistono ampie fasce di discriminazione; il pregiudizio ideologico nei confronti della popolazione lgbt è ancora presente in larghi strati di popolazione che non conoscono questa realtà. Tutto ciò si riflette anche sugli ambienti di lavoro dove, a volte, lo stare insieme non facilita la reciproca conoscenza, perché la persona lgbt evita di esternare a colleghi e colleghe la propria tendenza sessuale proprio nel timore di essere emarginato o mal giudicato”.
Lo sportello Lgbt nasce per: o contribuire a far conoscere nella quotidianità la realtà delle persone Lgbt; o far cadere definitivamente quel muro di reciproca diffidenza residua
o lottare con pari dignità per i diritti negati ad una parte importante di cittadine e cittadini del nostro paese e ricondurre queste iniziative nell’alveo della contrattazione sindacale. Lo Sportello, aperto in Camera del Lavoro a Genova, è affidato alla responsabilità di Sarah Musolino. Chi volesse informazioni può telefonare allo 010/6028227 o scrivere una mail a [email protected]

DESPAR: ACCORDO PER RIAPERTURA 15 PUNTI VENDITA – È stato raggiunto un accordo per la riapertura di 15 punti vendita ex Despar di cui 4 nella provincia di Firenze (Pontassieve, Vicchio, Dicomano, Incisa). ne dà notizia la Filcams Cgil di Firenze, che dichiara: “È stata una trattativa sofferta che ci vede soddisfatti per la soluzione trovata per molti lavoratori, ma che purtroppo lascia aperto il problema per i punti vendita di Barberino del Mugello e Scandicci che non rientravano nel bando di gara. Abbiamo ottenuto che la nuova azienda assuma da subito almeno il 60% del personale attualmente in cassa integrazione e un’importante diritto di precedenza sulle assunzioni future per quel personale che non sarà reimpiegato nell’immediato”. “Non ci dobbiamo fermare qui – continua il comunicato – e dovremo continuare a ricercare soluzioni anche per i punti vendita di Barberino e Scandicci a partire da una pressione sull’azienda e un coinvolgimento delle amministrazioni comunali che possono svolgere un ruolo fondamentale in queste vicende”.  Tra Scandicci e Barberino, infatti, restano fuori 18 tra lavoratrici e lavoratori . “In particolare – continua la nota – il supermercato di Scandicci, che ricordiamo essere l’unico supermercato della città, vive una situazione particolare, schiacciato tra un piano urbanistico di ristrutturazione, una proprietà che non vuole sostenere da sola gli oneri economici che il piano prevede e aziende interessate a investire che scappano appena conoscono la situazione”. Per questo le lavoratrici e i lavoratori di Scandicci e Barberino il giorno 24 Settembre effettueranno un presidio davanti alla ex Despar di Scandicci Via Monti Dalle ore 10.00 alle ore 13.

APPALTI PER PULIZIA SCUOLE, A RISCHIO 19MILA POSTI – Appello della Filcams Cgil: gli ex Lsu degli appalti storici nelle scuole coinvolti dall’ennesimo. Ancora scosse di assestamento nella vertenza che interessa 19 mila addetti Ex Lsu e dei così detti appalti storici impiegati nei servizi di pulizia e decoro delle scuole, coinvolti dall’ennesimo ritardo nell’erogazione dei finanziamenti ministeriali. E’ l’appello lanciato dalla Filcams Cgil. Seconod il sindacato, infatti, manca ancora all’appello l’ultima tranche dei 170 milioni di euro previsti per il progetto “Scuole Belle”, definita nel piano industriale del marzo 2014 e confermata il 30 luglio scorso al termine di una lunga trattativa tra i sindacati, i ministeri del Lavoro e dell’Istruzione, Università e Ricerca ed il sistema delle imprese. Il negoziato aveva assicurato la copertura finanziaria fino al mese di marzo 2016 con l’erogazione in tempi brevi delle risorse destinate ai servizi pulizia e decoro scolastico. “Inevitabili le ripercussioni sull’occupazione ed il reddito dei lavoratori- affermano Filcams, Fisascat, Uiltrasporti- per i quali, nel periodo luglio-settembre 2015, si è dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali”. Una soluzione non sufficiente per i sindacati, dato il prospettarsi della situazione attuale fino ad ottobre prossimo, che, in una nota trasmessa nei giorni scorsi ai sottosegretari della presidenza del Consiglio e dei ministeri interessati, chiedono che vengano attuate tutte le misure utili ed urgenti per mettere a disposizione le risorse per completare il piano Scuole Belle. Inoltre, sottolineano che la misura della Cassa Integrazione in deroga definita non sarà sufficiente ed escludono che si possa gestire ulteriormente le mancate ore di lavoro con la banca delle ore finalizzata alla compensazione del reddito dei lavoratori”. Una condizione aggravata, afferma la Filcams, anche dalla “riduzione delle attività richieste a fronte della ridefinizione degli Ata accantonati, di una riorganizzazione di alcuni circoli e direzioni didattiche che hanno soppresso i servizi di pulizia “nonché una comunicazione inviata dal Miur alle scuole, che differentemente dagli anni scorsi, non vincola le risorse per l’esclusivo acquisto di tali servizi, diversamente da quanto definito negli accordi intercorsi con le scriventi e ripresi nei dispositivi normativi conseguenti”. I sindacati chiedono un incontro immediato “per ripristinare il pieno rispetto dell’accordo, per identificare gli interventi normativi utili a mettere a disposizione in tempi rapidissimi le risorse economiche convenute e per assicurare il rispetto degli accordi per la continuità occupazionale e la tutela del reddito di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore, nonché dell’erogazione dei servizi alle scuole”.

23 settembre 2015

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