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Bina si presenta, ecco chi è l’uomo scelto da Raggi per pulire Roma

Stefano Bina e Alessandro Solidoro

Stefano Bina e Alessandro Solidoro

ROMA  – Da Voghera a Roma passando dallo studio Casaleggio. Questo il passo appena compiuto da Stefano Bina, ex direttore generale dell’azienda dei rifiuti ASM di Voghera, ora nuovo dg di Ama, l’azienda municipalizzata romana che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città.

Si è presentato oggi alla stampa dopo il via libera dei dirigenti Cinque Stelle al suo nuovo incarico. Ma, credenziali a parte, non sarà facile il compito assegnato al manager lombardo dal sindaco capitolino Virginia Raggi: portare la Capitale al traguardo dei ‘rifiuti zero’, puntando tutto sulla raccolta differenziata, senza impianti di trattamento o discariche.

“La mia faccia la conoscete già, sono Stefano Bina, il nuovo Dg di Ama” ha esordito oggi, sorridente, al termine della riunione con i dirigenti dell’azienda, tra cui il neo presidente Alessandro Solidoro.

“Sono stato chiamato per risolvere i problemi che ci sono e rilanciare l’immagine della società che è un valore per Roma- ha spiegato- L’indirizzo chiaro dell’amministrazione è quello di arrivare a rifiuti zero con la differenziata e il recupero totale del rifiuto da parte di Ama. Questa struttura ha potenzialità. Ci sono dei problemi che risolveremo e ci sarà da lavorare. Ma senza discarica o impianti. ‘Rifiuti zero’ vuol dire nessuno dei due. Abbiamo questo indirizzo e ci sono le possibilità per realizzarlo”.

Il percorso che dovrà intraprendere la nuova Ama targata 5 stelle per risollevare Roma dalla sporcizia delle sue strade, in effetti, è stato già segnato dal sindaco Raggi e dal suo assessore all’Ambiente, Paola Muraro.

“Gli impianti di trattamento meccanico biologico saranno trasformati- ha spiegato proprio Muraro negli ultimi giorni- quello di via Salaria diventerà un polo tecnologico e quello di Rocca Cencia un centro di recupero effettivo di materia. Dall’attuale 43% di differenziata credo si possa arrivare al 65%-70% entro i cinque anni”. Per fare tutto questo, però, Bina avrà poco tempo. Il suo incarico ad interim durerà 4 mesi. “Avrò quindi poco tempo ma anche poco tempo da perdere- ha chiarito su questo aspetto- Poi parteciperò al bando comunale che però sarà aperto. Non mi aspetto un rapporto privilegiato o un trattamento di favore in quell’occasione. Sarò scelto se risulterò il migliore”.

Basteranno quattro mesi per capire le differenze tra una metropoli di quasi tre milioni di abitanti da un Comune di 39.400 cittadini? Bina ci crede.

di Emiliano Pretto, giornalista professionista

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