Campania

Violenza sulle donne: la storia di Grazia e del suo diritto a dire ‘basta’ | Video

NAPOLI – “Queste non sono le storie dei ‘soli’ ma sono le storie di ognuno di noi. Bisogna dare voce alle storie di tutti perché non è tollerabile che questo avvenga sui luoghi di lavoro“. Si chiude così il drammatico video di Grazia, la giovane guida turistica di Napoli Sotterranea che ha denunciato il presidente dell’omonima associazione che gestisce il sito partenopeo di molestie e violenza sessuale sul luogo di lavoro.

A rilanciare la vicenda e a pubblicare il video, sulla pagina Facebook della Camera Popolare del Lavoro di Napoli con l’hashtag #maipiùmolestie, l’Ex Opg occupato JeSo Pazzo.

In poco più di 6 minuti la ragazza racconta, con dovizia di particolari, quanto accaduto lunedì 30 gennaio 2017 quando “subito dopo l’apertura dell’accesso al Teatro Romano, in vico Cinquestanti” Vincenzo Albertini, facendola entrare “con una scusa” nella summa cavea immediatamente “si abbassa jeans e slip” iniziando a baciarla sul collo, palpandole le parti intime e costringendola a “toccare il suo membro“.

Quegli attimi hanno per sempre cambiato la vita di Grazia: hanno sommato alla sua condizione di lavoratrice in nero già da 4 anni per Napoli Sotterranea a quella di vittima. Quella subìta dalla guida è una violenza che ha anche il sapore del ricatto dove la possibilità di mantenersi il lavoro si sposa al silenzio, alla non denuncia, come alcuni altri responsabili di Grazia le avevano suggerito di fare. La ragazza ha scelto però un’altra strada: ci ha messo la faccia e rimesso il lavoro.

Lunedì 25 giugno, “dopo che per ben due volte è stata rinviata per difetti di notifica”, al Tribunale di Napoli si terrà l’udienza preliminare a carico di Albertini e spetterà quindi al giudice verificare la fondatezza o meno di quelle accuse che fanno rabbrividire, soprattutto se ascoltate dalla voce di colei che si dichiara vittima.

Grazia nella clip, facendo appello ad una forza non comune, invita tutte le donne a dire basta al silenzio e all’omertà anche quando per farlo si deve pagare un prezzo molto alto.

Il suo lasciare un “lavoro che amo”, il suo uscire allo scoperto, il suo non vergognarsi oggi sembra ripagarla. A poco più di anno dalla denuncia, formalizzata una settimana dopo la presunta aggressione a causa dello shock e della confusione in cui era piombata, arriva il primo passo per ottenere giustizia ed anche un nuovo lavoro a testimonianza che “da quel tunnel si può e si deve uscire“.

Proprio in occasione dell’udienza preliminare di lunedì prossimo l’Ex Opg occupato JeSo Pazzo ha organizzato per le 11 a piazzale Cenni – di fronte al tribunale di Napoli – una conferenza stampa di solidarietà a Grazia invitando tutte le donne, le lavoratrici, i cittadini comuni e le istituzioni a far sentire la propria vicinanza a chi ha detto finalmente “basta”.

23 giugno 2018
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