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Lavoro, l’allarme di Bankitalia: “Con l’automazione rischia un dipendente su due”

ROMA – In Italia con la crisi è cresciuta la povertà assoluta e sono state più colpite le famiglie con minori rispetto agli anziani. C’è stata, come a livello mondiale, una “polarizzazione dell’occupazione”, con la qualifica media sempre meno ricercata, mentre cresce la richiesta di quella bassa e di quella alta. Questa l’analisi sullo stato del Paese di Andrea Brandolini di Banca d’Italia, oggi a Riccione in provincia di Rimini, per l’assemblea annuale delle cooperative sociali di Legacoop Emilia-Romagna. Con una serie di spunti per affrontare il futuro.

Il governo, argomenta, ha per esempio puntato sul “reddito di inclusione, un passo enorme, anche se le risorse sono inferiori a quelle necessarie”. Occorre poi tenere conto di “due grandi forze con effetti diversi”: l’impatto dell’automazione, per la quale “l’Italia ha un indice elevato”, con il 10% dei lavoratori ad “altissimo rischio” e il 40% a rischio; l’invecchiamento della popolazione.

Dunque nei prossimi anni “crescerà l’età di lavoro e la tecnologia lo farà ridurre”. E andrà affrontata una serie di questioni, decisamente vicina all’attività delle cooperative sociali: il lavoro per gli anziani, la cura dei bimbi in età prescolare, il supporto ai giovani, i servizi culturali, i negozi locali. Le suggestioni che lancia allora Brandolini sono quelle di “facilitare la riallocazione tra lavori”, puntando su formazione e istruzione; “governare” il processo di automazione; ridistribuire il lavoro, modificandone i tempi; ridistribuire reddito e ricchezza, tra diritti di proprietà nell’innovazione e, perché no, un reddito di base.

23 giugno 2017

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