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A Unicusano convegno su giustizia sportiva, tra successi e criticità

ROMA –  La riforma del sistema della giustizia sportiva varata dal Coni, ed entrata in vigore l’1 luglio 2014, ha comportato profonde innovazioni nell’intero settore del contenzioso sportivo, non solo per i procedimenti davanti agli organi istituzionali presso il Coni ma anche per i procedimenti di giustizia endofederali. Di questo si è discusso nel convegno ‘L’evoluzione della giustizia sportiva, spunti e riflessioni a tre anni dall’avvio del nuovo sistema’, patrocinato dal Coni e organizzato dal Panathlon Club di Roma, ospitato dall’Università degli studi Niccolò Cusano nella sede di Roma.

Il Codice di giustizia sportiva ha introdotto nuove regole procedurali in linea con le esigenze di tempestività e specificità che caratterizzano l’attività sportiva e nel rispetto dei principi di effettività della tutela dei diritti, del diritto di difesa, di imparzialità del giudice, del contraddittorio e del giusto processo.

Fabbricini: “Ora risolvere problemi etica e trasparenza”

“L’esigenza di modificare o di rivisitare la giustizia sportiva nacque con l’ingresso al Coni del presidente Giovanni Malagò: c’erano molte problematiche forti, fino ad allora la giustizia sportiva era molto lenta, era complessa e difficile da gestire”, ha spiegato all’agenzia Dire Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, a margine della conferenza.

“Tutti pensano alla giustizia sportiva legata al mondo del calcio- ha continuato- quando in realtà si applica a tutte le federazioni e a tutti quanti gli stakeholder che vivono all’interno del Coni. Per cui si è creata una commissione di lavoro che ha portato avanti una rivoluzione del sistema della giustizia sportiva nel nostro Paese, creando una Procura generale dello Sport all’interno del Coni e un Collegio di garanzia che praticamente agisce come la Cassazione per tutte le vicende giudiziarie che si intrecciano nel nostro mondo. Ha ben lavorato, certamente dopo tre anni alcune criticità sono emerse e alcune problematiche sono diventate un po’ più complicate da risolvere rispetto al passato, pur in un contesto di forte miglioramento di quella che era 4 anni fa la giustizia legata al mondo dello sport”.

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Per Fabbricini “l’impegno di questo prossimo quadriennio è di rivisitare tutta l’impalcatura della giustizia sportiva, trovare soluzioni alle criticità che sono emerse nella pratica quotidiana dello svolgimento della legalità del Coni, ma ci sono molte altre problematiche che si riaprono. Il problema della trasparenza, il problema dell’etica e tanti altri che stiamo cercando di definire prima ancora di riaprire le commissioni per migliorare il progetto. Credo che in tempi brevi queste commissioni saranno operative, soprattutto in tempi abbastanza brevi saranno anche in grado di fornirci gli elementi per rendere più agile, più veloce e più produttiva la giustizia sportiva”.


Con decorrenza della stagione agonistica 2014-2015, tutte le Federazioni hanno adeguato i propri Statuti e regolamenti ai nuovi principi. A due anni dall’avvio del nuovo sistema, sulla base delle esperienze acquisite e del costruttivo confronto con i rappresentanti delle Federazioni, sono state apportate importanti modifiche al sistema di giustizia sportiva, anche per superare alcuni dubbi e difficoltà verificatesi nella prima fase di attuazione del nuovo Codice.

Il seminario ha voluto approfondire il nuovo sistema di giustizia, alla luce delle recenti modifiche del Codice, con un’attenzione anche alle questioni pratiche e procedurali dei procedimenti endofederali e di quelli innanzi agli organi centrali.

Sanino: “Con nuovo Codice federazioni uniformate agli stessi principi”

Il Coni è stato istituito nel 1942– ha spiegato, all’agenzia di stampa Dire, Mario Sanino, presidente della Prima sezione del Collegio di Garanzia del Coni- Poi c’è stata un’evoluzione molto consistente che si è articolata attraverso tre tappe sostanzialmente: la prima è quella della legge Bosman, nel 1995, che ha cambiato proprio i rapporti all’interno dell’ordinamento sportivo, la seconda tappa è stata la legge Melandri che è del 1999, la numero 242, e poi l’ultimo argomento, l’ultima vera introduzione nella giustizia sportiva arriva nel 1974 con la modifica che il Coni ha apportato all’articolo 12 dello Statuto. Con il Codice- ha concluso- si è rimesso insieme praticamente tutto il codice arricchito da una determinazione preliminare chiamata ‘principi generali di giustizia’, che sono i principi ai quali si devono uniformare tutte le federazioni, ormai è obbligatorio per tutte le federazioni nel momento stesso in cui istituiscono sistemi di giustizia interni”.

L’appuntamento di oggi si è proposto, quindi, come momento di approfondimento e riflessione per tutti coloro che operano con e negli enti sportivi, come dirigenti, impiegati o consulenti. Parimenti. Inoltre costituisce un’occasione importante per tutti coloro che, pur essendo avvocati o laureati in Giurisprudenza, intendano approfondire lo studio del diritto collegato al fenomeno sportivo, avendo indubbiamente tale ambito dei risvolti professionali di particolare prospettiva.

23 giugno 2017

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